Paolo Icaro & Luigi Ghirri – Le pietre del cielo

Venezia - 10/11/2017 : 28/01/2018

Per il secondo atto del programma di ricerca legato al Fondo Luigi Ghirri, la Fondazione Querini Stampalia sviluppa un progetto che mette a confronto fotografia e scultura, aprendo una nuova occasione di valorizzazione tra linguaggi dell’arte.

Informazioni

Comunicato stampa

Per il secondo atto del programma di ricerca legato al Fondo Luigi Ghirri, la Fondazione Querini Stampalia sviluppa un progetto che mette a confronto fotografia e scultura, aprendo una nuova occasione di valorizzazione tra linguaggi dell’arte. Dopo la mostra del 2015 Paesaggi d’aria. Luigi Ghirri e Yona Friedman che faceva risuonare l’opera del fotografo emiliano con la teoria visionaria del celebre architetto ungherese, quest’anno l’invito è stato accettato da un grande maestro della scultura contemporanea, Paolo Icaro.
Lo scultore piemontese intende l’architettura come esplorazione del luogo

Le sue opere sono costruzioni intime, memorie che tracciano le coordinate di una possibilità dell’abitare, di paesaggi portatili. Questa possibilità è resa attraverso elementi minimali in ferro, gesso e pietra che lavorano con la flessibilità e il frammento, la stabilità e la caduta. Le sue strutture evocano una spazialità mentale che è memoria dei luoghi, tema caro alle immagini di Luigi Ghirri in cui l’esperienza quotidiana riesce a diventare mitologia. Ghirri indaga il paesaggio con l’intento di ottenere un risultato lontano dallo stereotipo dell’illustrazione, alla ricerca di segni, di tracce della storia e “zone della memoria” che solo l’immaginazione può restituire al presente.
L’allestimento nell’area Carlo Scarpa della Fondazione Querini Stampalia metterà in scena i paesaggi privati di questi due autori, selezionando i lavori di Ghirri dal Profilo delle nuvole (1989), assieme ad opere scelte appositamente da Icaro nella sua produzione dagli anni Sessanta a oggi. Il rapporto con la materia della scultura apre la fotografia a un più intenso dialogo con lo spazio espositivo e permette un confronto diretto dei due autori con le architetture di Carlo Scarpa, prolungamento visivo e paesaggio esso stesso entro il quale si organizza l’idea emotiva del farsi luogo “nel divenire del tempo”. Per questa mostra verrà presentato un lavoro di Icaro pensato appositamente per la ‘sala Colonne’ dell’area Carlo Scarpa.
Fotografa, scultura e architettura, espressioni di tre grandi maestri del Novecento, saranno offerti al pubblico in una sintesi che accorda le specifiche possibilità linguistiche: offrire, costruire e rappresentare lo spazio in una compenetrazione che pieghi ciascuna disciplina ad un equilibrio surreale tra diverse visioni, una scommessa che ha ispirato il titolo di questa rassegna sulle tracce di Neruda e Magritte.

La mostra è realizzata in collaborazione con la Galleria P420 di Bologna e con il sostegno della Galleria Massimo Minini di Brescia.

È prevista la pubblicazione del Quaderno n.2 del Fondo Luigi Ghirri con gli atti della giornata di studio che sarà organizzata alla Fondazione Querini Stampalia nel periodo di durata della mostra.

For the second part of the research programme related to the Fondo Luigi Ghirri, the Fondazione Querini Stampalia has envisaged a project focussing on photography and sculpture, creating a new opportunity for development between artistic languages.
After the 2015 Paesaggi d’aria: Luigi Ghirri and Yona Friedman exhibition, which saw the work of the Emilia Romagna photographer resonate with the famous Hungarian architect’s visionary theory, this year the invitation was accepted by a great master of contemporary sculpture, Paolo Icaro.
The Turin sculptor views architecture as the exploration of a place. His works are intimate constructions, memories which trace the coordinates of a possibility of living, of portable landscapes. This possibility is created thanks to minimal iron and stone elements which work with flexibility and fragmentation, stability and collapse. His structures evoke a mental spatiality which is the recollection of places, a subject dear to Luigi Ghirri’s photos in which everyday experiences become mythology. Luigi Ghirri examines the landscape with the aim of obtaining a result that is far from the stereotype of a tourist illustration, going in search of signs and traces of the place’s history and “memory zones”, which only the imagination can evoke in the present.
The exhibition in the Scarpa Area of the Fondazione Querini Stampalia will display the private landscapes of these two artists, selecting works from Ghirri’s Pro lo delle nuvole (1989) to hang alongside works specially chosen by Icaro from his output from the 1960s until the present. The relationship with sculpture opens photography up to a more intense dialogue with the exhibition space and permits a direct relationship between the two artists with Carlo Scarpa’s architecture, a visual extension and a landscape in itself within which the emotive idea of making a place “in the ow of time” is arranged. A work Icaro created specifically for the ‘Column Room’ in the Carlo Scarpa Area will be presented at the exhibition.
Photography, sculpture and architecture, expressions of three great masters of the twentieth century, will be offered to the public in a synthesis which critically combines their specific linguistic possibilities: offering, constructing and representing the space in an osmosis which blends each discipline in a surreal equilibrium between different visions in a gamble which has inspired the title of this show, which recalls Neruda and Magritte.

The exhibition has been organised together with Galleria P420 in Bologna with the support of the Galleria Massimo Minini in Brescia.

We are planning the publication of the Fondo Luigi Ghirri Notebook no. 2, which will contain the minutes of the study day to be organised at the Fondazione Querini Stampalia during the exhibition.

Le pietre del cielo. Luigi Ghirri e Paolo Icaro a Venezia

Fondazione Querini Stampalia, Venezia ‒ fino al 28 gennaio 2018. La mostra allestita negli spazi disegnati da Carlo Scarpa accosta le opere di Luigi Ghirri e Paolo Icaro. Fra rimandi e inversioni.