Paolo Canevari – Materia oscura

Spoleto - 04/07/2020 : 31/10/2020

Sebbene tutta l’opera di Paolo Canevari possa dirsi naturalmente “al nero” e veicoli da sempre contenuti oscuri, nessuno avrebbe mai pensato di doverla mettere in relazione con fatti inquietanti della nostra esistenza nel momento stesso in cui l’avremmo vissuta. Ma l’arte ha un ruolo nella storia soprattutto se ci dice qualcosa di profondo sui tempi che viviamo, ci piacciano a no, e in tal senso l’opera di Canevari è quanto mai attuale.

Informazioni

Comunicato stampa

Paolo Canevari (Roma, 1963).
Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma, nel 1999 partecipa alla XIII Quadriennale di Roma e nel 2000 è protagonista di mostre personali a Roma nella Galleria Stefania Miscetti e nel Center for Academic Resources di Bangkok. Nel 2001 tiene mostre personali a Siena nel Palazzo delle Papesse e molte altre tra 2002 e 2019 presso la Galleria Christian Stein di Milano



Al 2004 risale la personale Welcome to OZ al P.S.1 di New York curata da Alanna Heiss, nel 2006 si tiene A Couple of Things I Have to Tell You presso la Sean Kelly Gallery di New York e presenta l’opera Rubber Car al MART di Trento e Rovereto all’interno della mostra Mitomacchina, partecipando inoltre al progetto Peace Tower alla Biennale del Whitney Museum of American Art a New York.

Nel 2007 espone al MACRO di Roma con la personale Paolo Canevari - Nothing from Nothing a cura di Danilo Eccher e partecipa alla LII Biennale di Venezia a cura di Robert Storr con il video Bouncing Skull, che entrerà a far parte della collezione permanente del MoMA di New York. Nel 2008 tiene la personale Decalogo all’Istituto Centrale per la grafica Calcografia Nazionale di Roma, mentre nel 2010 si tiene la personale Paolo Canevari - Nobody Knows presso il Museo Pecci di Prato, a cura di Germano Celant e si svolge la personale Odi et Amo alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Nel 2011 la personale Decalogo nella storica istituzione The Drawing Center di New York è curata da Brett Littman e nel 2015 è inserito in Arts&Foods. Rituals since 1851, a cura di Celant alla Triennale di Milano, nell’ambito degli eventi di Expo Milano.

Nel 2015 viene presentata l'opera permanente Souvenir presso lo spazio dell’Olnick Spanu Art Program a Garrison (New York) e nel 2018 è invitato alla prima Bangkok Biennale. Suoi disegni dalla serie degli anni novanta Memoria Mia sono pubblicati nel libro di racconti I tacchini non ringraziano di Andrea Camilleri. Nel 2020 partecipa infine alle mostre: Selfportrait of the artist as a clown presso la Gallery Antwerp & Knokke, La Rivoluzione Siamo Noi Collezionismo italiano contemporaneo a cura di Alberto Fiz e Urban Landscapes Human Code presso Dip Contemporary Art di Lugano.