Paola Pivi – Tulkus 1880 to 2018

Informazioni Evento

Luogo
CASTELLO DI RIVOLI - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
Piazza Mafalda Di Savoia , Rivoli, Italia
Date
Dal al

da martedì a venerdì: 10.00 – 17.00
sabato e domenica: 10.00 – 19.00
24 e 31 dicembre: 10.00 – 17.00
lunedì chiuso, aperto il lunedì di Pasqua, chiuso 1° gennaio,
1° maggio e 25 dicembre

La Biglietteria chiude 30 minuti prima della chiusura del Museo.

Vernissage
09/11/2012

ore 10

Contatti
Email: info@castellodirivoli.org
Biglietti

Biglietto d’ingresso: 6,50 EU Ridotto per ragazzi 11-14 anni, pensionati, insegnanti, studenti, disabili, militari, associazioni culturali ed enti convenzionati. Gratuito per i minori di 11 anni. Ingresso libero per i possessori di Abbonamento Musei e Torino Card.

Artisti
Paola Pivi
Curatori
Davide Trapezi
Uffici stampa
PAOLA C. MANFREDI STUDIO
Generi
arte contemporanea, personale
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Nel suo progetto Tulkus 1880 to 2018, l’artista ribalta l’approccio convenzionale al mondo buddista “straniero” creando una serie completa di opere dove la presenza dell’artista viene come distillata e resa effimera in vere e proprie “opere d’arte senza arte”.

Comunicato stampa

Negli ultimi decenni l’interesse dell’arte contemporanea nei confronti delle immagini buddiste è cresciuta in modo esponenziale. Dal fascino esotico del simbolismo iconografico buddista passando per approcci più concettuali e filosofici, fino agli interessi più superficiali e di mercato, gli artisti hanno dovuto affrontare questa pratica filosofica e religiosa e l’hanno usata per trasformare le immagini in qualcosa d’altro: le loro opere d’arte. L’approccio di Paola Pivi a questo mondo di simbolismo filosofico e religioso segue una traiettoria nettamente diversa e peculiare. Nel suo progetto Tulkus 1880 to 2018, l’artista ribalta l’approccio convenzionale al mondo buddista “straniero” creando una serie completa di opere dove la presenza dell’artista viene come distillata e resa effimera in vere e proprie “opere d’arte senza arte”. È come se l’artista avesse apprezzato la grandezza del soggetto, ricercando e raccogliendo la “manifestazione” del suo viaggio artistico e lasciando che si esprimesse per quello che è, senza far nulla o aggiungere, togliere o mutare il significato originario di queste immagini. I ritratti dei tulku tibetani (considerati reincarnazioni dei maestri) che hanno attirato l’attenzione di Paola Pivi fanno parte della grande numero di immagini religiose comuni a tutte le zone buddiste tibetane e alle aree dove il buddismo tibetano è presente.
Il progetto Tulkus 1880 to 2018 a cura di Davide Trapezio vuole essere una summa di fotografie di tutti i tulku del mondo, dall’inizio della fotografia a oggi. Si tratta di un lavoro colossale che ha visto un team di esperti internazionali al lavoro per tre anni raccogliendo, cercando e catalogando migliaia di immagini nel mondo. Si tratta del primo tentativo di censimento esaustivo dei tulku di tutte le scuole buddiste tibetane, condotto fin nelle aree geografiche più estreme. Inoltre, si tratta di un’impresa unica e senza precedenti, che lega la ricerca accademica al mondo dell’arte contemporanea nell’organizzazione e presentazione consequenziale di queste immagini in un contesto di arte contemporanea. La raccolta sta avvenendo in tutto il mondo, con immagini trovate in templi, musei, archivi, studi, ecc., ma anche prese in prestito da privati, scansionate e restituite, o scattate da fotografi professionisti in templi o circostanze private. Queste immagini raccontano la diaspora tibetana, descritta in un apparentemente caotico sistema visivo dove le immagini dei tulku parlano con lo stesso potere di spiritualità al di là di passato, presente e futuro. È un coro di voci singole, una cacofonia perfetta, con suoni tutti differenti che si uniscono in un frammento di spazio-tempo.
Paola Pivi funge da direttrice d’orchestra in questo progetto, mettendo assieme migliaia di immagini per creare una lettura visiva di questi esseri potenti, ma anche - attraverso i sottili dettagli delle fotografie: particolari architettonici, decorazione di troni, oggetti religiosi, oggetti comuni, abiti, posture, espressioni facciali, sguardi o linguaggio del corpo — creando una narrativa dinamica e non convenzionale della storia della cultura tibetana. Al centro delle fotografie verrà anche esposto uno straordinario e antico thangka tibetano attentamente selezionato che rappresenta un importante tulku con il suo lignaggio: un simbolo del legame diretto di queste fotografie con l’antica tradizione artistica dei ritratti dei tulku tibetani sacri, un memento della tradizione originale dello sguardo misericordioso.
La mostra al Castello di Rivoli sarà composta da circa 1000 ritratti di tulku. Il progetto verrà poi sviluppato in mostre successive in altre istituzioni internazionali per i prossimi anni fino al suo completamento finale che comporta un obiettivo di oltre 1500 ritratti. La mostra seguente sarà allestita nel 2013 al Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam.

Biografia Paola Pivi
Paola Pivi è nata a Milano nel 1971. Vive e lavora ad Anchorage, Alaska (USA). Si è imposta rapidamente sulla scena internazionale ad opere di grande impatto, a volte strabilianti nella loro semplicità. Ha ricevuto il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999 per la miglior partecipazione nazionale al Padiglione Italia, assieme a Monica Bonvicini, Bruna Esposito, Luisa Lambri e Grazia Toderi. Ha esposto presso importanti musei e gallerie, fra cui: Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1999), P.S.1 MoMA, New York (2000, 2001, 2003, 2007), MACRO, Roma (2003, 2010), CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco (2005), White Columns, New York (2005), Kunsthalle Basel, Basilea (2007), Palazzo Grassi, Venezia (2008), Tate Modern, Londra (2009), e Rockbund Art Museum, Shanghai (2012). Ha partecipato a progetti di arte pubblica a Rotterdam nel 2010-2011 con Sculpture International Rotterdam e a New York nel 2012 con Public Art Fund. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni permanenti fra cui quella del Guggenheim Museum di New York, del Centre Pompidou a Parigi, del Castello di Rivoli e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino e del MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo a Roma.