OZ_Project Room – TSSR

Milano - 24/10/2016 : 11/11/2016

Otto Zoo presenta la project room Attraversare il paesaggio del collettivo TSSR, composto dagli artisti Mattia Di Leva, Bruno Fronteddu e Giacomo Della Maria. Nato a Bologna nel 2005 TSSR unisce in opere installative pittura e scultura, video e suono.

Informazioni

  • Luogo: OTTO ZOO
  • Indirizzo: Via Vigevano 8 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 24/10/2016 - al 11/11/2016
  • Vernissage: 24/10/2016 ore 18,30
  • Autori: TSSR
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Preview_ lunedì 24 ottobre 2016 ore 18.30 25 ottobre - 11 novembre 2016 martedì-sabato _ h. 14-19

Comunicato stampa

Otto Zoo presenta la project room Attraversare il paesaggio del collettivo TSSR, composto dagli artisti Mattia Di Leva, Bruno Fronteddu e Giacomo Della Maria. Nato a Bologna nel 2005 TSSR unisce in opere installative pittura e scultura, video e suono.
Attraversare il paesaggio è un progetto specifico realizzato per Otto Zoo, e deriva da
La Pasqua della Croce: un lavoro che ha coinvolto il collettivo negli ultimi tre anni e si articola in diverse opere, legate allo scorrere del tempo della Natura.
Una parte, Stazioni, è stata ultimata nel febbraio 2014; mentre Quattro nella primavera del 2016



Inverno 2014, Flaminia Minor
Le ombre scure sono il legno del palo, il tannino che ha impresso la tela.
Il rosso è il siero rilasciato dal ferro. Il filo spinato che ha penetrato la trama.
Dal quadro nasce la descrizione della processualità. Non viceversa. Io (artista) solo vedendo l'opera finita e affissa posso rendermi conto e parlare dell’opera.
Mentre lavoro non so come verrà, ho un'immagine in mente che seguo, posso conoscere i miei strumenti e ciò che uso per lavorare, ma non posso sapere con precisione come reagirà la materia, che direzione prenderà il colore mentre lo stendo o come si incrinerà sulla superficie.

Primavera 2016, Cà Colmello
Abbiamo passato giorni a cercare di capirli, i lavori. Di conoscere l’azione che la terra, il ferro e il legno hanno prodotto. Sono partiti da noi e sono usciti diversi, indipendenti e questo ha richiesto l'intreccio di una nuova trama, di un rapporto che non esisteva.
Puzzavano, erano viscidi e squamosi. Materia organica pura. Le avevamo sepolte e ci aspettavamo un cadavere in cambio, ma la terra si è insinuata e ci ha dato cinque ammassi di vita. Vita che nasce dalla morte.
Abbiamo asciugato e svestito gli scheletri, i pali con il filo avvolto. Ci siamo trovati con pelle frantumata tra le mani.
A ogni piega che raggiungevamo si aprivano disegni come ali di farfalle. Abbiamo dovuto prenderci cura di loro e rispettare la loro nuova forma, per poterla usare in seguito.
Dopo averli stesi e sistemati li abbiamo avvolti e lasciati depositare ancora. Dovevano assettarsi all'aria, fuori dalle viscere di terra.

Ottobre 2016, Milano, galleria Otto Zoo
Attraversare il paesaggio comprende due grandi installazioni, accompagnate da una fitta trama documentativa. Recinzione (da Stazioni, 2014) prende forma da un vecchio recinto per bestiame, in legno di castagno e filo spinato, Quattro, 2016, è composto da monotipi su tela in ruggine e legno: corpo centrale di questa esposizione che tratta dello sviluppo pittorico di elementi ‘interni’ al paesaggio.
Queste opere sono state realizzate attraverso una tecnica di stampa “a terra”, ottenuta grazie al seppellimento delle quattro sculture che compongono Recinzione. È una metodologia impropria che richiede caratteristiche del terreno adeguate, una stagione umida e dei tempi di stampa molto lunghi, lavorando i materiali in relazione agli agenti atmosferici e al paesaggio.

Il progetto viene esposto per la prima volta in questa occasione: con esso la galleria Otto Zoo inizia una serie di project-room legate alla relazione dell’arte contemporanea con la natura, che culminerà l’anno prossimo con un progetto site-specific nella campagna del Monferrato.



Mattia Di Leva (Bologna, 1983) vive e lavora a Bologna. Inizia il suo percorso artistico molto giovane e porta avanti una ricerca protesa alla sottrazione degli elementi, fino all’utilizzo di pochi materiali poveri come ruggine, cenere e cera. Nel 2002 fonda il Gruppo DOA insieme a Bruno Fronteddu (Nuoro, 1979) che invece indaga le diverse rappresentazioni del legame tra il mondo naturale e quello cognitivo.
Dal 2011 Bruno Fronteddu gestisce una casa laboratorio sull’Appennino Tosco-Romagnolo dove l’ambiente naturale si unisce all’esperienza artistica.
Dal 2004 collaborano con Giacomo Della Maria (Cagliari, 1977) fondando il collettivo TSSR.
Della Maria vive e lavora tra Berlino e l’Italia e porta avanti una ricerca eclettica che spazia dalla pittura al sonoro, modellando il linguaggio sul concetto indagato dall’opera.