Ovidiu Hulubei – The future must be sweet

Piacenza - 02/03/2013 : 23/04/2013

Per la sua prima mostra personale in Italia Ovidiu Hulubei cerca di esplorare gli eventi reali dal mondo immaginario e come la storia influenzi il nostro modo di pensare e dia forma al nostro futuro ... La storia è la memoria consolidata e creativamente elaborata.

Informazioni

  • Luogo: PLACENTIA ARTE
  • Indirizzo: Via Giovanni Battista Scalabrini 116 - Piacenza - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 02/03/2013 - al 23/04/2013
  • Vernissage: 02/03/2013 ore 18
  • Autori: Ovidiu Hulubei
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 16-19 escluso festivi e lunedi

Comunicato stampa

vete mai notato che la storia è soltanto un concatenarsi di eventi immaginari?
Avete mai notato che un’immagine è soltanto il riflesso di un testo?
Avete mai guardato le vostre mani e notato che sono sporche?
Avete mai guardato la persona accanto a voi e visto qualcun altro?
Avete mai pensato che noi siamo soltanto il riflesso di qualcosa d'altro?
Lo sapevate che dalle situazioni politiche dovrebbe sorgere la bellezza?
Per la sua prima mostra personale in Italia Ovidiu Hulubei cerca di esplorare gli eventi reali dal mondo immaginario e come la storia influenzi il nostro modo di pensare e dia forma al nostro futuro ... La storia è la memoria consolidata e creativamente elaborata. La storia significa far agire il passato nel presente e per il futuro. I monumenti, come la storia, collegano idealmente il passato al futuro attraverso un impegno presente e un contenuto esortativo.La memoria non può essere messa in discussione, la storia sì. Fare storia, non memoria. La mostra presenta l’immagine di come la vita, il lavoro e i valori possano definirsi e confinarsi, visti da una prospettiva contrapposta e sfumata. Tragedia e ironia convergono simultaneamente in questo mix concettuale, in modo tale che ciò che appariva come uno sguardo scoraggiato è in realtà un appello alla fantasia: un invito all’ agire poetico. Discontinuità, incoerenza, sorpresa sono le normali condizioni della nostra vita. Sono anzi diventate reali necessità per molte persone, le cui menti non sono più alimentate altro che da cambiamenti repentini e da continue nuove sollecitazioni. Non riusciamo più a sopportare tutto ciò che dura. Non sappiamo più trasformare la noia in creatività.Quindi, tutta la questione si riduce a questo: “Può la mente umana dominare ciò che la mente umana ha realizzato''?

English version

Did you ever notice that history is just a chain of fictional events?
Did you ever notice that an imagine is just a reflection of a text?
Did you ever watch your hands and notice that they’re dirty?
Did you ever look to the person right next to you and see somebody else?
Did you ever think that we are just a reflection of something else?
Did you know that beauty should arise from political situations?
For his first solo show in Italy Ovidiu Hulubei try’s to explore the real events from the fictional world, and how does the history influence our way of thinking, and shape our future... History is memory tested and imaginatively engaged. History means making the past work, in the present and for the future. Monuments, like history, ideally connect the past to the future through present engagement and hortative content. (...) Memory cannot be debated; history can. Make history, not memory. The exhibition imagines how life, work and worth might be defined and confined from the other side, from the perspective of an obfuscated adversary. The amounts of tragedy and irony that go into the conceptual mix are perfectly equivalent, so what had appeared as a dispirited observation is in fact an appeal to imagination: an invitation to take poetic action. Interruption, incoherence, surprise are the ordinary conditions of our life. They have even become real needs for many people, whose minds are no longer fed by anything but sudden changes and constantly renewed stimuli. We can no longer bear anything that lasts. We no longer know how to make boredom bear fruit. So the whole question comes down to this: can the human mind master what the human mind has made?''