Ottonovecento

Rende - 26/10/2013 : 31/12/2013

Prima mostra sull’arte in Calabria (1850 - 1950), che si tiene dopo cento anni dalla storica mostra di Alfonso Frangipane del 1912.

Informazioni

Comunicato stampa

Evento eccezionale al MAON di Rende dove sabato 26 ottobre alle ore 18 si inaugurerà la mostra “OTTONOVECENTO /ARTE IN CALABRIA NELLE COLLEZIONI PRIVATE” a cura di Tonino Sicoli,
prima mostra sull’arte in Calabria (1850 - 1950), che si tiene dopo cento anni dalla storica mostra di Alfonso Frangipane del 1912


Il progetto si inserisce fra le iniziative cofinanziate con fondi POR CALABRIA FESR 2007/2013 - Asse V – Risorse Naturali, Culturali e Turismo Sostenibile, Progetto Integrato di Sviluppo Regionale “Eventi Culturali”, nell’ambito delle Mostre annuali del Centro Capizzano – MAON, che sono da anni un atteso appuntamento con l’arte degli ultimi due secoli.
La rassegna, che documenta una quarantina di artisti con oltre sessanta opere provenienti da collezioni private, è organizzata dal Centro “A. Capizzano” con il partenariato del Comune di Rende, il Corso di Laurea Magistrale in Storia dell’arte dell’Università della Calabria, il Conservatorio Musicale “S. Giacomantonio” di Cosenza, della Società Dante Alighieri, del Club Unesco “B. Telesio” e con il patrocinio della Direzione Regione per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e della Soprintendenza BSAE della Calabria.
La mostra offre uno spaccato dell’arte in Calabria, attraverso una selezione di dipinti e sculture provenienti da collezioni private italiane. Si tratta in gran parte di opere inedite, che vengono presentate al pubblico per la prima volta come ad esempio la “ritrovata” insegna della mitica Scuola di Cortale di Andrea Cefaly, istituita nel 1862.
Oltre a Cefaly saranno esposte opere di Vincenzo Morani, Giuseppe Benassai, Rubens Santoro, Giuseppe Cosenza, Salvatore Petruolo, dei fratelli Jerace, di Achille Talarico, Gaele Covelli, Antonio Migliaccio, Enrico Salfi, Domenico Colao, Andrea Alfano, Domenico Colao, Maria Grandinetti Mancuso, Michele Guerrisi, Giusepeppe Rito, Achille Capizzano e tanti altri esponenti del panorama artistico calabrese. La mostra consente di effettuare una carrellata nell'Ottocento e nel Novecento con i nomi più significativi di una stagione di fermento artistico, attraverso movimenti, gruppi e tendenze. Sono rappresentati il Romanticismo, il Realismo, il Simbolismo, il Liberty, il Novecento Italiano.

Riuscire a tracciare una linea di demarcazione fra i pittori della Calabria alla fine dell’Ottocento e quelli del primo Novecento non è cosa facile. La perifericità geografica e l’assidua persistenza di modelli culturali tradizionali, la distanza dai grandi centri culturali europei e l’influenza della Scuola napoletana sugli artisti calabresi, delineano una situazione di sostanziale continuità fra i due secoli. Gli ultimi decenni del XIX secolo e i primi del XX si legano tra loro e si caratterizzano per il forte realismo e colorismo che sintetizza egregiamente l’eredità romantico-verista e le contaminazioni impressioniste. In una Italia artistica connotata da una forte identità regionale, la condizione meridionale si presenta carica di temi: il sentimento della natura e il gusto paesaggistico e la quotidianità delle vicende umane. La complessità che caratterizza l’intero corso dell’Ottocento si propaga nel Novecento, che per tanti versi rappresenta la deflagrazione di tutte le contraddizioni accumulate nel secolo precedente, il compimento di una crisi salutare che apre alle istanze della piena modernità. Problematico e controverso l’Ottocento si era incamminato sulle note di una riscoperta classicità, si era adagiato sulle onde del sentimentalismo struggente e poi su quelle del realismo partecipato, aveva provato il fremito dei movimenti moderni conseguenti alla rivoluzione impressionista. Nel secondo Ottocento c’è spazio per le languidezze romantiche, per la precisione verista per le vibrazioni coloristiche di impressionisti, macchiaioli e divisionisti, per gli svolazzi decorativi del Liberty. L’Italia unita mantiene immutata la sua variegata identità regionale costruita dalla compostezza toscana e dall’esuberanza napoletana, dalla raffinatezza veneta e dal realismo romano. In tutto questo percorso, la Calabria di fine Ottocento avverte ancor più di altre realtà meridionali il disagio forte dell’emarginazione e della distanza dai grandi centri, fra gli artisti calabresi non manca chi guarda al vecchio secolo e chi al nuovo, tuttavia senza che questo schieramento passi necessariamente da una divisione generazionale. In questo intrecciarsi di poetiche e di posizioni culturali, la mostra, prima rassegna storica organica sull'arte in Calabria nell'Ottocento a nella prima metà del Novecento, si propone di tracciare e di offrire un contributo attraverso una carrellata dei nomi più significativi che hanno segnato una stagione artistica viva e stimolante, anche per una regione come la Calabria distante dai grandi centri dell’arte ma capace, attraverso i suoi artisti migliori, di tracciare una linea chiara, in una stagione di fermento artistico, attraverso movimenti, gruppi e tendenze.

Nel corso della mostra saranno individuate delle giornate in cui verranno programmate visite guidate e incontri con specialisti del settore. Verranno realizzati itinerari alla scoperta dei luoghi dell’Ottocento e del Primo Novecento in Calabria.
Nelle sale del Museo del Presente si allestirà come evento collaterale una mostra fotografica con foto d'epoca e una sezione video sulla vita quotidiana fra Ottocento e Novecento.
Si programmeranno visite guidate al Centro Storico di Rende agli altri Musei vicini ad integrare la conoscenza del patrimonio storico artistico del territorio.
Si terranno anche due serate: una dedicata alla poesia e al teatro con letture di testi di Vincenzo Padula, Nicola Misasi, Corrado Alvaro, Leonida Repaci ed altri autori calabresi; l'altra con un concerto curato dal Conservatorio Musicale “Giacomantonio” di Cosenza con musiche di Francesco Cilea, Alfonso Rendano, Stanislao Giacomantonio e altri musicisti calabresi.