Otto Variazioni sul Gusto / Cina. I colori del riso

Andora - 02/05/2015 : 22/06/2015

Il Centro di Cultura Contemporanea di Palazzo Tagliaferro avvia un ciclo di mostre da maggio a ottobre 2015 sulla tematica dall'Expo Universale di Milano: alimentazione e nutrizione del pianeta. Il percorso espositivo prende l'avvio con due mostre a cura di Viana Conti: “Otto Variazioni sul Gusto: Immaginario Imbandito – Delizie e Veleni di un menù di massa” e “Cina. I colori del riso”.

Informazioni

Comunicato stampa

ANDORA – Il Centro di Cultura Contemporanea di Palazzo Tagliaferro avvia un ciclo di mostre da maggio a ottobre 2015 sulla tematica dall'Expo Universale di Milano: alimentazione e nutrizione del pianeta.
La rassegna attiverà scambi transnazionali fra Palazzo Tagliaferro ed artisti provenienti da differenti parti del mondo


Il percorso espositivo prende l'avvio con due mostre a cura di Viana Conti

“Otto Variazioni sul Gusto: Immaginario Imbandito – Delizie e Veleni di un menù di massa” con il patrocinio del Consolato Generale di Svizzera a Milano è una mostra che presenta il lavoro di otto artisti della Fondazione PROGR di Berna Peter Aerschmann, Sonam Dolman Brauen, Roberto de Luca, Leyla Goormaghtigh,Alex Gudel, Sophie Schimdt, Adriana Stadler, David Zehnder.

Come una sfera di specchi da discoteca, ruotando riflette quanto accade nello spazio circostante, così lo scenario espositivo di questi otto artisti della Fondazione PROGR di Berna, riflette, nella mostra un mosaico di linguaggi, di culture di diversi Paesi di provenienza, di gusti, di passioni di filosofie di vita.
La centralità del discorso sul tema gastronomico autorizza, da parte degli artisti invitati, uno sguardo esteso alle offerte dell'industria culturale, nelle sue varie modalità comunicative, performative, informative, nonché alla qualità cerimoniale dell'evento e conseguentemente a quei rituali e tics di massa che la TV, i media, ed il cinema, grandi elaboratori dell'immaginario collettivo, non cessano di indurre e stimolare quotidianamente.
La mostra restituisce, attraverso i vari linguaggi espressivi, oscillanti tra pura manualità e tecnologia sofisticata, una brillante riflessione sul potenziale dei nuovi media e sulle correnti di pensiero che ad esse fanno riferimento, generando per lo spettatore, quella dimensione di ordine dialogico, che consente di negoziare significati e di condividere esiti, operando nelle varie sfere del sociale, sia a livello pubblico che interpersonale.

La project room del Contemporary Culture Center di Palazzo Tagliaferro, ospita la mostra “Cina. I colori del riso” che vede esposte le impegnate e scenografiche opere dell'artista francese Jean – Pierre Giovanelli esponente internazionale del linguaggio installativo multimediale.
Il titolo, che utilizza il termine omografo ed omofono riso, inteso come cereale, ma anche come reazione fisico-emotiva-cognitiva, si carica altresì dalla sua colorazione simbolica e ideologico-politica. La visione del mondo di questo artista internazionale si esprime, nelle opere esposte, in un linguaggio, simultaneamente, di ordine visuale, sonoro, materiale ed immateriale, già appartenuto all’estetica degli anni Sessanta-Settanta. Saranno infatti in mostra opere a parete, una megascultura in fibra vetrosa, oggetti, un video.
L’artista Fellow della Bogliasco Foundation The Liguria Study Center for the Arts and Humanities, Genova, è stato presentato e recensito da eminenti critici, come Pierre Restany, storici dell’arte e scrittori come François Pluchart, filosofi contemporanei, come Jean Baudrillard, Paul Virilio e John Rajchman. Figura d’artista e d’architetto, Giovanelli espone, con la poetica che lo connota, dalla metà degli anni Settanta, quei simboli, quelle metafore, quegli archetipi, che sono funzionali ad una rappresentazione sfaccettata dell’attuale situazione della Cina nel Mondo.
Protagonista della mostra è il riso, che rinvia immediatamente alla nutrizione dei Cinesi, che ne sono i più antichi consumatori, produttori, ed esportatori, a livello globale. Non è bianco, neppure nero, come quello che si serviva alla tavola degli imperatori o quello della zona di Vercelli, ottenuto, recentemente, tramite misteriose alchimie, e denominato Venere, ma è rosso! Rosso come una bandiera, un’ideologia, la rivoluzione, la passione, il desiderio? Sarà il pubblico ad interrogarsi. Perché oggi la Cina, Paese ex comunista, è la migliore manager del Capitalismo? Si chiede nei suoi testi e dibattiti il filosofo militante sloveno Slavoj Žižek? Il suo apprezzato interlocutore Alain Badiou non può non rilevarne la posizione ambivalente nei confronti di Mao Tse Tung. Lo stesso Maoismo, tuttavia, è segnato da un Taoismo che assegna una complementarità agli opposti, vedendo nella contraddizione il motore della natura, della società, del pensiero. Il sistema capitalistico della Cina d’oggi non sarebbe, nella sua visione, la versione esotica del capitalismo occidentale, ma il suo specchio.