Ottavio Gigliotti

Bagnacavallo - 23/02/2014 : 16/03/2014

L'acciaio come fonte di luce, la scultura come variazione dei volumi proiettati in chiaro-scuro negli ambienti. E poi il segno, sinonimo di libertà di espressione. Nasce da questi concetti di base la mostra che il designer Ottavio Gigliotti ha deciso di allestire a Bagnacavallo.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO VECCHIO
  • Indirizzo: Piazza della Libertà - Bagnacavallo - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 23/02/2014 - al 16/03/2014
  • Vernissage: 23/02/2014 ore 10.30
  • Autori: Ottavio Gigliotti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 15 – 18 da martedì a venerdì; 10 – 12 e 15 – 18 sabato.
  • Sito web: www.ottaviogigliotti.it
  • Email: ufficiostampa@romagnanetwork.it

Comunicato stampa

L'acciaio come fonte di luce, la scultura come variazione dei volumi proiettati in chiaro-scuro negli ambienti. E poi il segno, sinonimo di libertà di espressione. Nasce da questi concetti di base la mostra che il designer (ma è perfettamente lecito definirlo artista) Ottavio Gigliotti ha deciso di allestire a Bagnacavallo dal 23 febbraio (domenica, taglio del nastro alle ore 10.30) fino al 16 marzo. Orario di apertura: 15 – 18 da martedì a venerdì; 10 – 12 e 15 – 18 sabato


All’inaugurazione, oltre all’autore, saranno presenti Laura Rossi (Sindaco di Bagnacavallo), Giuseppe Masetti (Direttore del Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo), Francesco Santaniello (Critico d’arte).
L'evento si intitola "Suites des Vases. Serigrafie. Forme piane in evoluzione nello spazio" e sarà ospiatato nella Sala di Palazzo Vecchio, in Piazza della Libertà.
Un'occasione straordinaria per ammirare le opere di Gigliotti, in questo caso serigrafie e sculture, compresi piccoli gioielli da indossare, in perfetta linea con l'idea che gli oggetti del vivere quotidiano possano incontrare anche le complesse sfumature dell'arte.

Ha affermato il critico Francesco Santaniello: “Con la serie ‘Forme in evoluzione nello spazio’ Gigliotti intende dimostrare come sia possibile ottenere dei volumi modulando e proiettando forme piane in un ambiente. Le sculture, come ad esempio quella realizzata per la città di Terni, impongono diversi punti di vista che stimolano la percezione visiva del riguardante, offrendo continue variazioni strutturali. Variazioni sublimate dalla luce che si riflette sulle superfici dell'acciaio moltiplicando gli effetti luministico-chiaroscurali.
Ottavio Gigliotti ha sviiluppato con coerenza, negli anni, una linea di ricerca di mirabile chiarezza e rigore. Non si è mai piegato a quegli stili adattabili alle esigenze e agli effiimeri gusti del mercato. Le sue opere non sono leggibili in un istante. La loro corretta visione implica una certa durata, intesa nel senso dato da Bergson al termine, ovvero innescano un processo fluido che conserva il passato e crea il nuovo. Per cui il significato, e quindi la forma dell'opera, dipendono da chi guarda: dalla sensibilità e dall'esperienza di chi si pone di fronte all'opera, bozzetto, installazione o scultura che sia”.

Il percorso professionale di Ottavio Gigliotti (nato nel 1947 a Martirano, in provincia di Catanzaro) ha inizio nel 1980, anno della fondazione di Design Lab, che ora ha sede a Cervia in Viale Volturno 68. La sua formazione prende corpo all’Istituto Statale d’Arte “O.Metelli” verso la fine degli anni ’60. Poi l’orientamento in Disegno Industriale e Comunicazione Visiva a Roma (tra i docenti Giulio Carlo Argan), quindi fino al 1979 collabora con Merolla S.p.A. di Napoli alla progettazione di infrastrutture importanti come la E45 Orte-Ravenna e il depuratore del Golfo partenopeo.
Nel 1980 Gigliotti si stabilisce a Cervia e apre il Design Lab (laboratorio di serigrafia, grafica pubblicitaria, design).
Significativa l’attività artistica: è presente a Palazzo Marenco (Torino) nel 1984 con una mostra descritta in catalogo da Dino Gavina, e l’anno seguente a Fusignano. Nello stesso periodo (in sodalizio con fotografi, scrittori e poeti) fa parte dei Figli del Deserto lavorando alla grafica del libro “Traversate del Deserto”. Nel 1986 espone serigrafie su pannelli di legno laccato a Terni, città che nel 2004 accoglie la scultura “Forma in evoluzione nello spazio .n1” e nel 2005 ospita la sua personale dal titolo “Achille”, presentata da Giuseppe Bellosi e Giulio Viscione.
Il sentiero artistico prosegue nel 2007, con l’esposizione di serigrafie ispirate dai disegni di Giovanni Battista Braccelli (titolo: “Piazza Universale di alcune Professioni del Mondo”) a Bagnacavallo, nella chiesa del Pio Suffragio, in omaggio a Tommaso Garzoni.
Nel 2010 a Cervia, nei Magazzini del Sale, Ottavio Gigliotti espone serigrafie, sculture e bozzetti (titolo: “Il segno”) prendendo ispirazione dalla poesia di Bellosi.

Si passa ai nuovi progetti. Quello di Bagnacavallo a febbraio, innanzi tutto, che sarà replicato anche a Cervia (dal 30 marzo al 18 aprile), dal titolo Suites des Vases. Rappresenta un omaggio a Ennemond Alexandre Petitot, dalle incisioni di Benigno Bossi (1764) conservate nella Biblioteca di Bagnacavallo. La presentazione è a cura di Francesco Santaniello e Giuseppe Masetti.
Sempre in primavera, a Palazzo Marino di Alfonsine, è in programma l’esposizione di sculture e stampe digitali (titolo: “Ri-tratti”) in omaggio a grandi fotografi come A. Sander, Cartier-Bresson, E.S. Curtis, F. Nadar, G. Zaffagnini. La presentazione, in questo caso, è affidata a Francesco Santaniello e Antonietta Di Carluccio.