Ossigeno – Dayana Marconi

Asti - 26/07/2012 : 28/07/2012

Dodicesimo artista di Ossigeno 2012 “Rassegna estemporanea d’Arte contemporanea” durante tutti i fine settimana.

Informazioni

Comunicato stampa

l dodicesimo artista di
OSSIGENO.2012

>>> 26.27.28 LUGLIO <<<

DAYANA MARCONI
- photographer -

Dayana Marconi, nata ad Asti, ha vissuto, studiato e lavorato tra Trieste, Milano, Genova e Torino come Field Manager, fotografa, grafica ADV, web designer, insegnante e traduttrice.
Il primo approccio alla fotografia avviene durante l'infanzia, ma solo nel nel 2009 effettuerà a Milano un corso di specializzazione in fotografia analogica e digitale.
Inizia a fotografare pellicola, suo primo e mai dimenticato amore, per passare poi al digitale per esigenze lavorative, fondendo, nei suoi scatti, anche elementi di grafica e comunicazione.
Creatrice del progetto From Asti with Love, con la stilista astigiana Simona Fontana, sta parallelamente portando avanti diversi progetti fotografici, tra i quali quello a pellicola in bianco e nero "Please do Not Stop Dreaming", che fonde immagini, sogni e poesia...

(in allegato "autoritratto" di Dayana)


presenta:
Le psicopatologie e i comportamenti deviati nel viaggio di
“Alice nel Paese delle Meraviglie”

Tutti conoscono la storia di Alice nel paese delle meraviglie; ciò che tutti non sanno è che questa storia nacque dalla mente del Reverendo Charles Dodgson, alias Lewis Carroll, per accontentare la sua giovane amata di sei anni Alice Tidwell. Il reverendo aveva una passione molto sospetta per le bambine in genere, che amava fotografare e “sbaciucchiare”, ma la piccola Tidwell fu la musa che non scordò mai. I due vennero forzatamente allontanati dai genitori di lei viste le tendenze di entrambi (la bambina ad esempio un giorno in cui era sola in casa invitò un certo Sig. Ruskin a bere il thé, causando molto imbarazzo quando i parenti li sorpresero al ritorno da una gita) e tutte le lettere accorate che Dodgson scrisse ad Alice vennero distrutte.

In “Alice nel paese delle meraviglie” , pubblicato per la prima volta nel 1865 con una foto della Tidwell in copertina scattata dallo stesso Carroll, la bambina, durante il suo viaggio, incontrerà tutta una serie di personaggi fittizi che rappresentano una lunga serie di psicopatologie e comportamenti deviati, che vanno dalla depressione, all’omicidio con atti di cannibalismo, alla paranoia, agli stati ansiosi: lei stessa, in alcune parti del racconto, ne manifesterà con l’abuso di sostanze psicotrope, attacchi di “pianto patologico” irrefrenabile, ed episodi Macro e Microsomatognosia.

Questa mostra fotografica non vuole ritrarre i personaggi del libro, ma persone comuni che a quei personaggi si ispirano per rappresentare le devianze e le patologie presenti nella storia. Ciò che verrà rappresentato negli scatti verrà, pertanto, suggerito, non esplicitato in maniera cruenta, perché il fine non è scioccare chi osserva lo scatto, ma lasciar intendere che i personaggi di Alice sono parte integrante delle nostre vite. Anche chi non direttamente manifesta comportamenti deviati o psicopatologie quasi certamente sarà venuto a contatto con qualcuno che convive con questa realtà quotidianamente.

Nel celebre cartone della Disney che tutti ricordiamo Alice alla fine si sveglia e rivede negli invitati al party della zia che la ospita tutti i personaggi che nel suo viaggio ha incontrato; perché quando il cappellaio matto le dice “Siamo tutti matti qui!” non parlava del mondo fantastico nel quale la bambina si era avventurata, ma della quotidiana realtà.

La chiave di lettura è quella del manifesto cinematografico, per meglio esplicitare il contenuto di ogni scatto con un titolo che riporti la psicopatologia o il comportamento deviato rappresentato. Il Cinema, infatti, è stata una componente essenziale della notorietà del racconto, sia attraverso le varie trasposizioni filmiche che l’animazione Disney del 1951 ed è un medium il quale linguaggio ci è immediato, permettendoci di accostarci con maggior facilità anche ai contenuti che possono esserci “oscuri”.

NDA: per maggiori informazioni riguardo l’argomento si suggerisce la lettura di “MERAVIGLIE NEL PAESE DI ALICE”
di Piergiorgio Offredi e l’articolo relativo alle Psicopatologie in Alice nel paese delle Meraviglie di Andrew Larner.



PICCOLO GLOSSARIO DELLE PATOLOGIE MENO NOTE:

· Sindrome del Cappellaio Matto: è così denominato l’avvelenamento da mercurio, sostanza molto utilizzata all’epoca dai cappellai per la lavorazione dei loro manufatti. Questo tipo di avvelenamento tra le altre cose causa una neuropatia periferica sensomotoria, tremore, stomatiti, rash cutaneo e una sindrome neuropsichiatrica caratterizzata da timidezza, reclusione, facile rossore, irritabilità, rissosità e labilità dell’umore.

· La Prosopagnosia di Humpty Dumpty: Humpty Dumpty soffre di quella rara forma di agnosia visiva caratterizzata dall’incapacità di riconoscere volti familiari.

· Micro-Macrosomatognosia: meglio conosciuta come la “Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie” è un disturbo neurologico che modifica la percezione del proprio corpo che può essere visto come enorme o minuscolo rispetto all’ambiente circostante. Ciò può avere molte cause, tra le quali l’epilessia, l’encefalite, lesioni della massa cerebrale, schizofrenia e intossicazioni da droga.

· Acalculia selettiva: un problema a base neurologica che non permette a chi ne è affetto di effettuare un certo tipo di calcoli. La Regina Bianca, ad esempio, nella fiaba dice ad Alice: “Non posso fare la sottrazione in nessun caso”.



sabato 28 luglio
PHOTO SHOOTING LIVE

Altro esperimento interattivo che coinvolgerà il pubblico presente alla serata