Open Studio Cripta747

Torino - 24/04/2019 : 24/04/2019

Secondo appuntamento organizzato da Cripta747 nell’ambito di Studio, programma internazionale di studi in condivisione che quest'anno vedrà ospiti 13 artisti ed un curatore provenienti da Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, Lituania, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.

Informazioni

  • Luogo: CRIPTA747
  • Indirizzo: Via Quittengo 41/b 10154 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 24/04/2019 - al 24/04/2019
  • Vernissage: 24/04/2019 ore 18
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

Open Studio Aprile
Residenti: João Drumond (Portogallo), Auridas Gajauskas (Lituania), Chris Rocchegiani (Italia)

Cripta747
via Quittengo 41/b - Torino
Giovedì 24 Aprile 2019
h. 18,00 – 21,30

Cripta747 è lieta di presentare i lavori realizzati in residenza dagli artisti João Drumond e Chris Rocchegiani e del curatore Auridas Gajauskas.

L'open studio del 24 aprile è il secondo appuntamento organizzato da Cripta747 nell’ambito di Studio, programma internazionale di studi in condivisione che quest'anno vedrà ospiti 13 artisti ed un curatore provenienti da Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, Lituania, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna



João Drumond, nato nel 1990 in Portogallo, sull’isola di Madeira. Dal 2016, anno in cui si trasferisce a Berlino, la sua ricerca si concentra sul tema dell'acqua, in particolare sull’aspetto geologico, sulle riserve idriche, ma anche sul trattamento delle acque per uso domestico e sul sistema di fornitura dell’acqua prendendo in considerazione l’impatto che ha nella nostra vita quotidiana. L'acqua, oltre a soddisfare un bisogno fisiologico umano fondamentale, nel corso della storia ha plasmato le società, le loro economie, le tradizioni, ma anche la mentalità delle persone assumendo la forma di catastrofi naturali e invasioni, oppure preservando mitologie o culture insulari attraverso il loro isolamento. Il modo in cui l'acqua influenza il tempo, sotto forma di nuvole o precipitazioni, ha tutt’oggi un impatto notevole nelle società, non importa quanto tecnologicamente avanzate siano: influenza ciò che le persone indossano, il loro stato d'animo ed è un argomento comune nelle conversazioni di tutti i giorni. I lavori realizzati in residenza traggono ispirazione dal tempo trascorso dall'artista nelle lavanderie automatiche a gettoni sparse in città. Spesso, sulle vetrine di questi posti campeggia la scritta Aperto 24h (“Open 24h”). L'omografo portoghese del termine “aperto” (in italiano libero, accessibile) assume significati diversi: stringere, tenere stretto, ma anche strizzare, spremere o, in senso figurato, può alludere all'essere sotto pressione. Le figure e le azioni rappresentate in questa serie di dipinti incarnano tali sentimenti e stati mentali all'interno di uno spazio che promette la trasformazione attraverso l'azione del lavaggio.

Auridas Gajauskas, è un curatore, ricercatore e scrittore lituano nato a Šiauliai, nel 1981. Formatosi come
filosofo, negli ultimi anni la sua ricerca si è concentrata sullo studio di movimenti neo concettuali. Nel 2016,
entra a far parte di una compagnia circense in Spagna dove rimane per alcuni mesi. Il risultato di questa
esperienza è la pubblicazione “A Dictionary for a Circus Worker with an Accidental Education from
Spain”. In residenza a Cripta747 Gajauskas ha iniziato un nuovo progetto di ricerca “A Community of
Calendars of Buds and Sparrows” - riferimento a un libro pubblicato nel 1549 da Martynas Mažvydas - uno
dei primi scrittori in lingua lituana - che analizza i cambiamenti, le conseguenze e l’impatto della presenza e
delle azioni di agenti non umani nella nostra quotidianità, sotto il profilo etico, sociale, economico e legale.
Gajauskas ha pensato di comprare il più piccolo appezzamento di terreno - 0,2 / 0,5m2 circa - necessario per
poter stabilire un domicilio e installare una buca delle lettere, in accordo con le regole dello status quo
e degli Studi Critici del Diritto (in inglese CLS) e che possa funzionare da recapito e da casa per la
comunità. Al centro del processo ci saranno le lettere (“calendars”), scritte, spedite, ricevute dalle persone
che raccontano degli effetti prodotti dai cosiddetti agenti non umani sulle loro vite.

Chris Rocchegiani, nata a Jesi, è un’artista, graphic designer e co-fondatrice di CH RO MO, duo di progettisti grafici. La ricerca sviluppata in residenza dall’artista prende avvio da una serie di tele e tavole a olio dal titolo Paesaggio il cui soggetto di partenza è in realtà il corpo umano. Rocchegiani osserva il corpo come si osserverebbe un paesaggio fatto di zone definite e riconoscibili e aree più vaghe ed è su queste ultime che Gilles Clément chiama “Terzo Paesaggio” che insiste la sua pittura: porzioni di territorio a cui l’uomo non ha attribuito alcuna funzione e che sono in uno stato di indecisione e perenne attesa, frammenti, come i documenti contenuti in una scatola rossa di cartone appartenuta alla precedente inquilina del primo studio preso in affitto dall’artista e che lei ha portato con sé in residenza. Anche in questo caso si tratta di indizi: una carta d’identità, le ricevute dei pagamenti dell’affitto, bollette, lettere, documenti che le sono appartenuti. Anche in questo caso, la presenza umana è evocata. Come possono questi “frammenti” tornare a replicare le potenzialità, l’attesa, il caos del “Terzo Paesaggio”? Attraverso l’intervento manuale, il gesto che trasforma l’immagine in Figura, opera. Il fatto pittorico venuto dalla mano è la costituzione del terzo occhio, un occhio aptico, una nuova chiarezza.

Le ricerche degli artisti in residenza ad aprile sono accompagnate da un approfondimento curato da Lisa Andreani (Verona, 1993), critica e curatrice indipendente. Laureatasi all’università IUAV di Venezia in Arti Visive e Moda, ha frequentato CAMPO17, corso per curatori della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente collabora come archivista all’Archivio Salvo di Torino, è project manager di REPLICA e assistente dell’artista Luca Vitone per un progetto supportato dall’Italian Council. Scrive per Arte e Critica, ATPdiary, Droste Effect e KABUL magazine.

Cripta747 Studio è un programma di studi d’artista nato nel 2017 con l’obiettivo di promuovere la mobilità internazionale, la permanenza in città di artisti, curatori e ricercatori di tutto il mondo e la crescita del tessuto culturale e produttivo del territorio. Ogni anno Cripta747 mette a disposizione tre studi, luoghi di lavoro aperti e condivisi, svincolati dalle più rigide dinamiche dell'esposizione in cui i residenti possono sviluppare nuove idee instaurando un dialogo con gli altri artisti in studio e con il pubblico. Grazie alla collaborazione con alcuni istituti di cultura, fondazioni pubbliche e private e con gli atenei torinesi, gli artisti, durante la fase di ricerca, possono accedere al ricco patrimonio storico, archivistico e bibliotecario torinese e i loro progetti possono arricchirsi e strutturarsi a partire dai luoghi, dalle vicende o da personalità che, in epoche diverse, hanno caratterizzato la città. Il programma di studi è però influenzato anche dalla vocazione produttiva che contraddistingue il quartiere in cui ha sede. La vicinanza a laboratori artigiani, storiche fabbriche a conduzione familiare e aziende innovative contribuisce attivamente a dar vita a un contesto stimolante e aperto alla sperimentazione in ambito produttivo.

Cripta747 è un'organizzazione non-profit per l'arte con sede a Torino; un luogo di ricerca e produzione dove le pratiche artistiche si confrontano con il dibattito in corso. Dal 2008 raccontiamo la realtà contemporanea attraverso forme e linguaggi in continua evoluzione con un’attenzione particolare alle esigenze del contesto, per restituire al pubblico una visione autentica e inedita.

Cripta747 Studio Programme è un progetto di Cripta747 realizzato con il supporto di Fondazione CRT.