Omaggio a Vasari

Firenze - 13/10/2011 : 30/11/2011

Per la prima volta le sei opere di Giorgio Vasari, appartenenti alla collezione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, sono esposte, tutte assieme, nella sede della Fondazione.

Informazioni

Comunicato stampa

Le sale restaurate a piano terra diventano uno spazio espositivo permanente

Sei dipinti di Giorgio Vasari esposti nella sede

dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze

Il presidente Acri Giuseppe Guzzetti all'inaugurazione degli ambienti e della mostra giovedì 13 ottobre alle ore 17



Per la prima volta le sei opere di Giorgio Vasari, appartenenti alla collezione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, sono esposte, tutte assieme, nella sede della Fondazione

L'occasione è offerta dall'inaugurazione dei locali ristrutturati posti a piano terra (Sala delle Colonne e Sale dell'Abbondanza) che avverrà giovedì 13 ottobre alle ore 17 alla presenza del presidente Acri Giuseppe Guzzetti. Con la mostra 'Omaggio a Vasari', che si inserisce nelle celebrazioni per il quinto centenario della nascita del maestro, si inaugura così un nuovo luogo espositivo permanente, ECRF Spazio Mostre, i cui eventi sono ogni volta corredati da una pubblicazione, dando origine anche ad una collana editoriale.

Le opere vasariane (due dipinti su tavola e quattro olio su tela) sono collocate nelle Sale dell'Abbondanza, accompagnate da schede esplicative e didascalie curate da Serena Nocentini e secondo un allestimento curato dall'architetto Luigi Cuppellini. Un pannello, col testo curato da Elisabetta Nardinocchi, ricorda anche il recente intervento sostenuto dall'Ente Cassa che ha permesso il recupero degli affreschi della Sala Grande della casa fiorentina del Vasari, in Borgo Santa Croce, per la prima volta aperta al pubblico.
Nella sala delle Colonne è invece visibile il restauro 'in diretta' del grande dipinto di Giorgio Vasari, conservato nella Cappella Botti della Basilica del Carmine, eseguito da Laura Caria sotto la direzione del funzionario della Soprintendenza ai beni artistici e storici Daniele Rapino. La grande tavola, raffigurante La Crocifissione di Cristo con Maria e i Santi Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e Angeli (1560), aveva infatti la necessità di un maquillage e l'Ente Cassa ha sostenuto l'intervento ospitandolo nella propria sede che è diventata un 'laboratorio di restauro'.

L' Ente Cassa ha onorato il grande maestro aretino anche prestando per qualche tempo due delle opere vasariane tra quelle, appartenenti alla collezione della fondazione, ora esposte nella sua sede, per la mostra in corso nelle sale espositive del Museo diocesano di Arezzo.


Omaggio a Vasari - Aperta dal 13 ottobre al 30 novembre
Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Via Bufalini 6 - Ingresso libero
Orario: da giovedì a domenica 15.00-19.00


Scheda tecnica


Le due tavole raffiguranti san Donato e san Domenico facevano parte di una complessa macchina realizzata tra il 1563 e il 1564 per l'altare maggiore del monastero di Santa Maria Novella di Arezzo, su desiderio della moglie dell'artista Niccolosa Bacci. Il polittico fu smembrato durante le soppressioni napoleoniche e il pannello centrale con l'Annunciazione prese, nel 1813, la strada di Parigi. Di questo dipinto, oggi al Louvre, esistono un disegno, forse preparatorio, conservato al Fitzwilliam Museum di Cambridge e una copia al Louvre. Col ripristino della chiesa furono restituiti alle monache tutti i dipinti tranne la tavola principale. La complessa cornice lignea fu sostituita con un ornamento in parte di stucco e in parte dipinto e al centro fu posta un'altra Annunciazione del pittore aretino Salvi Castellucci. La Maddalena fu donata dalle monache al pittore Giuseppe Marchetti che aveva eseguito il nuovo ornamento. Il san Michele e il Dio Padre, esposti in quella circostanza nel coro, sono oggi dispersi.

I quattro ottagoni su tela con allegorie raffiguranti Onore o Marte, la Fortuna, la Virtù o Premio e la Grazia o Lume Divino, secondo gli studi più recenti, potrebbero provenire da un perduto soffitto della dimora fiorentina del maestro. Nel 1557, infatti, Cosimo I aveva concesso al Vasari di abitare la casa di Borgo Santa Croce precedentemente confiscata a Niccolò Spinelli e in seguito l'artista, con l'aiuto della sua bottega, aveva decorato le varie stanze. Le allegorie furono realizzate tra il 1569 e il 1572 e, con tutta probabilità, erano parte di un palco intagliato che ricalcava, in minori dimensioni, la struttura dei soffitti dipinti da Vasari durante il precedente soggiorno a Venezia. Sono opere molto importanti per la comprensione dell'attività del pittore, che testimoniano l'esperienza veneziana dell'artista, città dove fu chiamato da Pietro Aretino intorno al 1541 a dipingere le scenografie per la commedia La Talanta, della Compagnia dei Sempiterni, e dove eseguì, in Palazzo Corner Spinelli, un soffitto con figurazioni allegoriche.


Firenze, 11 ottobre 2011