Omaggio a Giuseppe Venanzio Marvuglia architetto

Palermo - 16/12/2014 : 25/01/2015

La mostra Omaggio a Giuseppe Venanzio Marvuglia architetto (Palermo 1729-1814), intende ricordare, nel bicentenario della morte, uno dei principali architetti siciliani di età moderna, nonché uno dei più rappresentativi del Neoclassicismo in Italia.

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Comunicato stampa

La mostra Omaggio a Giuseppe Venanzio Marvuglia architetto (Palermo 1729-1814), intende ricordare, nel bicentenario della morte, uno dei principali architetti siciliani di età moderna, nonché uno dei più rappresentativi del Neoclassicismo in Italia.
Marvuglia, attivo tra Sette e primo Ottocento, si distingue per la formazione romana presso l'Accademia di San Luca tra il 1755 e il 1759, nella cui sede vinse il secondo premio al Concorso Clementino di Architettura del 1758, primo degli italiani

Al ritorno a Palermo attraversò il tardo barocco locale adeguandolo e riformandolo alla luce del nuovo gusto neoclassico e riuscendo persino ad accedere a un certo romanticismo neostilistico, con interventi neogotici tra i primi in Italia, probabilmente anche per la collaborazione con il figlio Alessandro Emmanuele (1771-1845).
L'architetto fu tra i più richiesti dalla committenza religiosa e aristocratica a Palermo con opere di grande qualità e raffinatezza compositiva e formale. Basti ricordare l'elegante Oratorio di San Filippo Neri all'Olivella (1763-1769), uno dei primi interventi profondamente neoclassici in Sicilia, l'ampliamento del monastero di San Martino delle Scale (dal 1772), la villa Villarosa a Bagheria (1763-1769); i palazzi Ventimiglia di Belmonte-Riso (1777-1784); Ventimiglia di Geraci (1781-1789); Costantino, Villadorata-Galati, Villarosa ai Quattro Canti di campagna (dal 1787 circa), Santo Stefano della Cerda, la villa Ventimiglia di Belmonte all'Acquasanta (1799-1808).
Come architetto regio gli si devono, tra le altre cose, la Reale Casina alla Cinese (1799-1808), la palazzina Reale di Caccia della Ficuzza (dal 1802) e la direzione dei lavori di restauro della Cattedrale (dal 1781) che prevedeva l'inserimento della cupola per la quale, già intorno al 1802, Marvuglia progettò un disegno per un camuffamento neogotico in stile, il cui modello si conserva al Museo Diocesano di Palermo e che verrà esposto in quella sede in occasione e in sinergia con questa mostra. A Marvuglia, peraltro, si deve l'unica ricostruzione planimetrica dello stato della Cattedrale precedente agli interventi di restauro, senza la quale oggi non ne conosceremmo l'antico assetto.



Si ricordano infine la prestigiosissima ammissione nell’Accademia di Francia (1805) e l'attività presso la cattedra di Geometria Pratica ed Architettura Civile ed Idraulica dell'Università di Palermo (dal 1799 circa) che ne fecero il maestro reale e sostanziale degli architetti palermitani del XIX secolo.

La mostra, curata da Pierfrancesco Palazzotto, ricercatore di Museologia all'Università di Palermo, presenta una selezione di circa 30 disegni – esposti per la prima volta – dal 1755 al 1808 circa, che individuano, in ordine cronologico-tematico, parte della sua ricchissima produzione. Essi sono oggi conservati in parte presso il Gabinetto di Disegni e Stampe della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis e principalmente nell'Archivio Palazzotto di Palermo, in seguito al legame professionale tra gli architetti Marvuglia e gli architetti Palazzotto.
L'esposizione prende le mosse dalla formazione a Roma, con alcuni rari disegni elaborati a San Luca, incluse le bozze del suo progetto per il Concorso Clementino del 1758. Prosegue, quindi, con l'attività palermitana, a partire dalla committenza ecclesiastica (l'Oratorio dei Filippini, la chiesa di Sant’Ignazio all'Olivella e la chiesa di San Francesco di Sales, in collaborazione con il fratello Salvatore, sacerdote e architetto). Alla committenza aristocratica si riferiscono i disegni per palazzo della Cerda (che segnava i Quattro Canti di campagna, oggi palazzo Tagliavia) e per il prospetto della sede della Regia Università. All'importante committenza reale rimanda anche il ricco apparato della Casina alla Cinese nella Favorita di Palermo e il progetto per il Casino di Caccia della Ficuzza.