Nuova Architettura Razionale

Venezia - 22/03/2012 : 05/04/2012

Le trenta opere esposte sono una selezione di progetti di dieci architetti, italiani e tedeschi, facenti parte della generazione tra gli anni ’50 e ’60.

Informazioni

Comunicato stampa

ITALIA-GERMANIA 5 A 5



L’architettura italiana si confronta con le avanguardie architettoniche tedesche. La mostra «NUOVA ARCHITETTURA RAZIONALE» sbarca allo Iuav – Spazio Gino Valle all’ex Cotonificio di Santa Marta, dopo il successo ottenuto alla Gran Guardia di Padova. Ovvero, quando una mostra itinerante coniuga la progettazione veneta con le nuove idee tedesche, da Vicenza a Francoforte. Per poi ripartire verso Berlino e Bonn





22 marzo > 5 aprile 2012

Nuova Architettura Razionale

Spazio Gino Valle

Santa Marta – Venezia

a cura dell’Associazione culturale Di Architettura



inaugurazione 22 marzo ore 17



mostra a cura di

Armando Dal Fabbro, Manlio Michieletto, Cinzia Simioni, Alessandro Tognon e Elisa Toscano

opere di

Armando Dal Fabbro, Antje Freiesleben, Gaetano Fusco, Stephan Höhne, Jan Kleihues, Gino Malacarne, Bruno Messina, Carlo Moccia, Christian Rapp, Uwe Schröder



In principio fu un convegno (“La città: forma e spazio. Architetture in Italia e Germania”), poi diventò una mostra di successo al Palazzo della Gran Guardia di Padova.

Oggi, «Nuova Architettura Razionale» tocca la laguna mettendo in mostra trenta opere, selezione scelta dai lavori di dieci architetti italiani e tedeschi che in comune hanno la data di nascita, compresa fra il 1950 e il 1960.



Unica la forma mentis, nonostante paesi d’origine e formazione diversi e unici i riferimenti ai grandi architetti del passato recente: da Ernesto Nathan Rogers ad Aldo Rossi, da Mies van der Rohe ad Oswald Mathias Ungers. Fra i progetti in mostra (sia realizzati che ancora da realizzare) si ritrova la nuova sede del centro edile «Andrea Palladio» a Vicenza (Armando Dal Fabbro), l’Historisches Museum di Francoforte (Jan Kleihues), la Strada del Mare di Lignano Sabbiadoro (Carlo Moccia) e, infine, edifici residenziali a Verona (Gino Malacarne). Ogni tavola assimila lo stilema del progettista, ma anche una «temperie culturale europea» che ben rappresenta la trasversalità delle correnti artistiche e culturali.



«Obiettivo della raccolta di opere è scovare, sottolineare, per poi illustrare, le analogie di fondo e le variazioni sul tema dei progetti selezionati», spiega l’architetto Cinzia Simioni, curatrice della mostra assieme al collega Alessandro Tognon. «Crediamo però che il giudizio positivo di questi progetti non sia solo merito dei rispettivi architetti: il merito va invece a chi, come loro, ha creduto negli anni precedenti all’importanza della continuità di una tradizione che unisce un progetto a quello precedente, nelle difficoltà di cogliere e riassumere assieme alla grande eredità del passato, il continuo variare degli schemi sociali e delle sempre più rapide innovazioni tecnologiche».



La mostra mette in evidenza i caratteri interdisciplinari del tema architettonico, coniugando mostre di architettura ad altri eventi che insistono sul tema della rappresentazione dei luoghi urbani.



«Adolf Loos diceva che ogni città ha gli architetti che si merita!», concludono i curatori della mostra e l’editore Massimo Fagioli. «Ci è stata data la possibilità di scegliere alcuni tra i rappresentanti della cultura architettonica italiana e tedesca: la speranza è che questa selezione stimoli un responsabile giudizio critico».



La mostra sarà poi allestita in altre città italiane e si stanno perfezionando gli accordi per allestimenti a Berlino e Bonn.