Nu de Dos Arte – Genio e Follia

Chiusi - 14/04/2012 : 22/05/2012

Esiste una connessione tra il genio e la follia? Sì, se andiamo a considerare la Storia. Muove da questo problema l’indagine di Nu de Dos Arte, applicata a tre campi dell’ingegno umano: l’arte, gli scacchi e la matematica. In occasione della XIV Settimana della Cultura, verranno presentati al Museo Civico La Città Sotterranea di Chiusi, a cura della Cooperativa Clanis Service in collaborazione con il Comune di Chiusi, i tre capitoli del trittico, dedicati, rispettivamente, a Carlo Zinelli (1916-1974), Paul Morphy (1837-1884) e Paul Erdős (1913-1996).

Informazioni

Comunicato stampa

Esiste una connessione tra il genio e la follia? Sì, se andiamo a considerare la Storia. Muove da questo problema l’indagine di Nu de Dos Arte, applicata a tre campi dell’ingegno umano: l’arte, gli scacchi e la matematica. In occasione della XIV Settimana della Cultura, verranno presentati al Museo Civico La Città Sotterranea di Chiusi, a cura della Cooperativa Clanis Service in collaborazione con il Comune di Chiusi, i tre capitoli del trittico, dedicati, rispettivamente, a Carlo Zinelli (1916-1974), Paul Morphy (1837-1884) e Paul Erdős (1913-1996)



Performer Dimitra Kopidou, Evangelia Kopidou, Debora Palmieri, Donatella Tataranni I Produzione Nu de Dos Arte 2011

Oggetto della video-art, Zinelli - in the Painter’s mind è la psicosi del pittore Carlo Zinelli. Nel fondo anti-narrativa, riproduce il meccanismo persecutorio-ossessivo della mente. Le fantasie si rincorrono, passato, presente e futuro si fondono in un unicum ove tutto è compresente, infinito e indefinito. Quattro sono i video che compongono l’opera, quattro i performer. Il quattro è il “numero magico” di Zinelli, Ricorre nelle opere, acquisendo la valenza di simbolo. E ricorre nella vita, nella parabola artistica ed esistenziale.
Il primo battito è la nascita. Quattro ombre s’inseguono intorno a un centro. Si delinea una spirale, fatta di movimenti antitetici e contrari. Il ritmo cresce. Lento, quindi veloce. È la vita che nasce e prende velocità. Fino al climax. Fino all’afasia. Esplode la guerra. Quella vera, conosciuta da Zinelli in Spagna nel 1939. L’aggressività latente esplode, l’amico di ieri si alterna al nemico di oggi. Bim, bum, bam: quattro ombre giocano, si offendono. È’ la volta dell’arte. Nel movimento antitetico dei performer si consuma l’atto estetico, fondazionale. Il gesto si fa segno. Quattro performer si acquattano, gridano, trovano una via d’espressione. Breve soffio è la vita dell’uomo. Torna la spirale. Veloce, poi lenta. Il ritmo decresce, i movimenti si sfaldano. A una a una le ombre si ritraggono. Rimane il tombino. Il centro neutro, assoluto, gravitazionale.

Performer Antonio Maria Porretti, Guido Toso, Roberto Rizzente, Andrea Torsetta I Produzione Nu de Dos Arte 2011

Oggetto della video-art, A Morphy’s Game è la psicosi dello scacchista Paul Morphy. Strutturata su due livelli, rappresenta il moto ondivago della mente. Torna il passato, i temi rimangono quelli di sempre.
Il primo livello è la partita a scacchi, l’immortale del 1858. Morphy all’Opèra di Parigi contro il Duca di Brunswick e il Conte Isouard, un capolavoro di ogni tempo. La partita è montata al contrario, dal matto allo schieramento iniziale. La regressione alle origini porta con sé il dono insopprimibile della libertà. Lo schiudersi delle possibilità scatena, con Kierkegaard, la disperazione esistenziale.
È la volta del padre. Il padre-giudice, il padre-Re. Il passato incombe. È una statua sepolta dagli anni. L’interazione è destinata allo scacco. Il gioco spezzato. Non c’è dialogo con ciò che è stato. Non per chi nega la libertà. Chi si ferma, non va a fondo delle cose. Il padre-re, non visto, nel finale, fa il gesto atteso.

Performer Antonello Cassinotti I Editing audio Luca De Marinis I Produzione Nu de Dos Arte 2012

Oggetto della sound-installation P.G.O.M.L.D.A.D.L.D.C.D. è la psicosi del matematico Paul Erdős (1913-1996). Distribuita su due canali audio, rappresenta lo sforzo continuo, vano e ossessivo, di codificazione della realtà in numeri.
Eterodosso, schizoide, ostinatamente polimorfico, il primo canale, collocato a sinistra – la sfera d’azione dell’emisfero destro del cervello - traduce il farsi della realtà nelle tre dimensioni corpo – mente - rapporto con l’altro. Frana la forma, il sussurrio del padre irrompe nella confessione della madre, il funambolismo giocoso del figlio.
Anamorfico, monodico, il secondo canale, collocato a destra – la sfera d’azione dell’emisfero sinistro del cervello - sostanzia la realtà nella forma asfittica della logica. La violenta, la spersonalizza. I canali si confondono. La sensazione indotta, fisica, di spaesamento, fa esperire lo sconfinamento della logica nella realtà, e viceversa.
Nel mezzo, il soggetto. Il conflitto tra la realtà detta e la forma impressa trasfigura l’identità. Ne restano le tracce, formule apotropaiche per scongiurarne l’assenza.

Carlo ZInelli nasce nel 1916 a San Giovanni Lupatoto (Vr). Nel periodo post adolescenziale si appassiona di musica, e questa passione ritornerà poi nei suoi deliri, che avranno sempre un fondo ritmico. Nel 1938 viene arruolato e partecipa alla guerra di Spagna: il fronte diverrà fatale per la sua psiche. Dopo vari ricoveri e terapie, tra cui l’elettroshock, viene internato nell’ospedale psichiatrico di Verona nell’aprile del 1947, con la diagnosi di schizofrenia paranoide. Nel 1957, uno scultore irlandese apre un atelier, dove svolge seminari di Art Therapy, all’interno del parco dell’ospedale. In questo atelier Zinelli trova il modo di sfogare la sua espressività, dipingendo fino a 8 ore al giorno. Divenuto ormai celebre, Zinelli muore a Verona nel 1974, per una broncopolmonite.

Paul Morphy nasce nel 1837 a New Orleans. Ancora bambino, apprende dal padre, il giudice Alonzo Morphy, il gioco degli scacchi. Nel 1857 sbaraglia gli avversari al primo congresso americano di scacchi. Nel 1858 sbarca in Europa per sfidare Howard Staunton, che sempre riuscirà ad evitare l’incontro, adducendo scuse risibili. Tornato in patria, dopo la trionfale tournée, Morphy abbandona il gioco per tentare la carriera forense, come il padre prima di lui. Vittima di crescenti attacchi paranoici, complice lo scoppio della Guerra di Secessione, non riuscirà mai a praticare la professione di avvocato. Sempre più isolato, in preda a gravi depressioni, muore a New Orleans il 10 luglio 1884, ucciso da una sincope.

Paul Erdős nasce nel 1913 a Budapest. Bambino prodigio, dimostra un interesse precoce per la matematica, cui si dedica ossessivamente per tutta la vita, elaborando e risolvendo problemi legati alla teoria dei grafi, combinatoria, teoria dei numeri, analisi, teoria dell'approssimazione, teoria degli insiemi e probabilità. Non ha avuto, al di fuori della matematica, interessi specifici, una relazione né una casa, preferendo vagare di casa in casa, per lavoro, presso i colleghi matematici, con due sole valige e la fatidica domanda: «la tua mente è aperta?». Celebre, nell’ambiente, è rimasto il linguaggio elaborato da Erdős per designare la realtà. Muore a Varsavia nel 1996 per un attacco cardiaco.

Nu de Dos Arte è un gruppo di ricerca artistica fondato ad Arona (NO) da Evangelia Kopidou, Debora Palmieri, Roberto Rizzente e Andrea Torsetta. Attivo dal 2009 con la realizzazione dello spettacolo Veglia / Ολονυχτία, tra il 2011 e il 2012 conclude il cortometraggio di esordio Sei quello che vedi e il trittico di video-art Genio e Follia. Eterogeneo per esperienze e vocazioni dei suoi componenti, il gruppo indaga le dimensioni più riposte del vivere comune con un linguaggio franto, polisemantico, dove preponderante è la valenza visiva, mai disgiunta dalle ragioni della parola, spesso radicata nel sogno, nella favola e nel mito.