Nostos: interferenze del ritorno

Pescara - 28/08/2014 : 30/08/2014

L’installazione artistica, composta di videoproiezioni, ambientazioni sonore, diaproiezioni, art environment, slide shows e grafiche digitali, prosegue la prospettiva itinerante del progetto di ricerca Showrooms-Materiali nato nel 2005 e che il gruppo artistico ha già presentato in diversi luoghi della regione.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO MATTA
  • Indirizzo: Via Gran Sasso - Pescara - Abruzzo
  • Quando: dal 28/08/2014 - al 30/08/2014
  • Vernissage: 28/08/2014 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: ore 18,00 - 23.00
  • Email: depositodeisegni@gmail.com

Comunicato stampa

Giovedi 28 agosto alle ore 18,00 presso lo Spazio Matta di Pescara apertura dell’installazione multimediale NOSTOS: interferenze del ritorno - Showrooms materiali degli artisti Luciano Appignani, Stefano D’Ettorre, Jörg Grünert e la partecipazione di Cam Lecce, Renato Di Girolamo

L’installazione artistica, composta di videoproiezioni, ambientazioni sonore, diaproiezioni, art environment, slide shows e grafiche digitali, prosegue la prospettiva itinerante del progetto di ricerca Showrooms-Materiali nato nel 2005 e che il gruppo artistico ha già presentato in diversi luoghi della regione

In questa prospettiva del viaggio, della ricerca e dell’esigenza di creare spazi di riflessione estetica, sulle problematiche del nuovo millennio con un approccio multi prospettico e trasversale sull’arte, Nostos si confronta con l’Odissea di un percepire complesso nell’entropia comunicativa e segnica contemporanea.

Nelle etimologie contemporanee la parola “odissea” ha assunto la connotazione di “disavventura dalle mille peripezie”, rimuovendo però, al contempo, la connotazione che le è più propria: quella di “nostalgico” viaggio di ritorno, ritorno a casa, alle radici, ai più sicuri approdi del conosciuto, del familiare, ritorno all’essere e al senso dell’esistenza. E’ in tale dimensione, nello sconfinato ed incerto spazio che si pone tra noto ed ignoto, negli spazi d’ombra proiettati dagli eventi sulla coscienza collettiva dell’umanità intera, che “Nostos: interferenze del ritorno” coglie le “interferenze del senso” che si frappongono nel cammino di ritorno alle radici della Storia, della Cultura, alle radici dell’Essere stesso.

I percorsi installativi compongono una “ontologia visiva in progress”, con ricollocazioni spazio-temporali di singoli elementi iconografici contemporanei, sedimentazioni di storica memoria, indagine anatomica del segno visivo colto nelle sue implicazioni comunicative individuali e collettive e nella sua forza espressiva che rimanda e ricostruisce nuovi scenari possibili connotando così una sorta di “Odissea del contemporaneo” (da “Abu Grahib” alle immagini di bibliche marcescenze dei corpi avvinghiati nei “barconi della disperazione” che quotidianamente solcano il Mediterraneo, dalle riletture “al femminile” del “Compianto di Cristo” del Mantegna all’alienante condizione di un mondo in cui l’intero genere umano si è “dissipato”) a sottolineare, ancora, il lancinante e disperato urlo espressivo dell’arte che si infrange, però, contro le barriere di ridondante rumore di una Contemporaneità che pare aver smarrito il senso del suo procedere.