Nicolas Party in the Garden Room

Firenze - 22/11/2016 : 14/01/2017

La Marchesi Antinori, nell’ambito di Antinori Art Project - piattaforma di interventi in ambito contemporaneo dedicata alle arti visive e agli artisti del nostro tempo - apre per la prima volta le porte di Palazzo Antinori a Firenze all’arte contemporanea con un progetto speciale dell’artista svizzero Nicolas Party (Losanna, 1980).

Informazioni

Comunicato stampa

La Marchesi Antinori, nell’ambito di Antinori Art Project - piattaforma di interventi in ambito contemporaneo dedicata alle arti visive e agli artisti del nostro tempo - apre per la prima volta le porte di Palazzo Antinori a Firenze all’arte contemporanea con un progetto speciale dell’artista svizzero Nicolas Party (Losanna, 1980).

L’occasione della mostra a Firenze è data dall’acquisizione dell’opera di Nicolas Party, “Giant Fruit”, che entra ufficialmente a far parte della collezione permanente della famiglia Antinori nella cantina del Chianti Classico (Loc. Bargino - Firenze)



L’opera “Giant Fruit” è un lavoro site-specific realizzato nel 2015 per la collettiva Still-life Remix, che si è tenuta nel contesto altamente suggestivo della cantina inaugurata tre anni fa. Una gigantesca Natura Morta in risposta all’architettura innovativa della cantina - costruita con materiali naturali quali cotto, legno, acciaio corten e vetro, incentrata sul legame profondo e radicato con la terra, nel rispetto della bellezza del luogo che ha da sempre accolto i vigneti della famiglia Antinori - che ne trasforma la percezione con un imprevisto cambio di scala.

Per celebrare questa importante inclusione, la famiglia Antinori ha deciso di presentare al pubblico fiorentino, nella sede storica di Palazzo Antinori, dal 23 novembre 2016 al 14 gennaio 2017, un nuovo progetto speciale, “Nicolas Party in the Garden Room”, anch’esso curato da Ilaria Bonacossa.

Nicolas Party presenta una serie di lavori prodotti tra il 2013 e il 2016. Un insieme di 6 opere pittoriche - 3 nuovi acquerelli e 3 sassi-scultura - che illustrano come il genere della Natura Morta sia oggi più che mai vivo e capace di trasmettere emozione. L’artista si riappropria con ironia di un’iconografia classica. I suoi lavori lasciano ben trasparire come i valori della composizione e dell’equilibrio cromatico siano reinventati, completamente trasformati e tradotti nella contemporaneità, per conservare l’efficacia dell’indagine.

La volontà di Nicolas Party di rimescolare i limiti tra arte e decorazione rendono i suoi interventi negli spazi ancora più incisivi, per questo motivo la scelta di presentare le sue opere nella ‘boschereccia’, la saletta di palazzo Antinori completamente affrescata alla fine del ‘700 con vedute tratte da un paesaggio bucolico e boschivo, diventa una dichiarazione d’intenti e si inserisce in maniera puntuale nella pratica artistica di questo giovane talento.




Nicolas Party, Two Pots, 2016, pastel on canvas. Courtesy of the artist and kaufmann repetto, Milano-New York

L’idea di trasformare gli affreschi del paesaggio toscano in una sorta di carta da parati che faccia da sfondo agli acquerelli dell’artista, nasce dal fatto che Nicolas Party spesso ha dipinto gli sfondi prima di allestire le sue opere sulle pareti mettendo così in discussione il rapporto tra opera unica e decorazione e tra prospettiva e bidimensionalità.

Ceramiche e stoviglie sono soggetti ricorrenti nella produzione artistica di Nicolas Party e denotano l’interesse dell’artista nei confronti dei precedenti storici della pittura, richiamando alla memoria pittori come Giorgio Morandi. Tuttavia i dipinti e i pastelli dell’artista, connotati da proporzioni spesso improbabili, sono portati in vita da sfumature di colori brillanti e vitali capaci di alterare, trasformare e attivare le più svariate superfici, pietre comprese.
Prima di frequentare l’Accademia di Belle Arti, Nicolas Party dipinge graffiti sui vagoni dei treni e negli spazi urbani degradati: la grande piramide di frutta gigante dai colori simbolici realizzata dall’artista nella cantina Antinori nel Chianti Classico con bombolette spray è testimonianza concreta della sua esperienza da street artist.

In occasione della mostra sarà presentato al pubblico la nuova opera site-specific “Portal del Angel” dello scultore Jorge Peris, che si inserisce nel percorso di commissioni promossa della famiglia Antinori, al fine di proseguire la sua secolare tradizione di committenza e sostegno della giovane creatività internazionale.

Con questi nuovi progetti, la Marchesi Antinori prosegue l’impegno per le arti del nostro tempo avviato con Antinori Art Project. L’esposizione fiorentina e le nuove commissioni site-specific nella cantina di Bargino, si iscrivono infatti in una tradizione secolare della famiglia Antinori di passione per l’arte che – oggi come allora – si impegna a tutto campo per realizzare una forte connessione tra le migliori espressioni della tradizione e della contemporaneità.






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Nicolas Party

Nicolas Party, nato in Svizzera nel 1980. Vive e lavora a Bruxelles, dopo aver studiato alla Lausanne School of Art a Losanna, consegue un Master alla Glasgow School of Art. I suoi lavori sono stati presentati in molteplici istituzioni europee e americane con mostre personali a: Centre d’art Neuchâtel, Neuchâtel, Svizzera; Dallas Museum of Art, Dallas; Inverleith House, Edinburgo; Kunsthall Stavanger, Stavanger, Norvegia; Westfälischer Kunstverein, Münster; Swiss Institute, New York; La Placette, Losanna. I suoi lavori sono stati esposti in molte collettive tra cui: Bonner Kunstverein, Bonn; Kunstzentrum Glasgow; Museum Folkwang, Essen; Eastside Projects, Birmingham; Le Quartier Centre d’Art Contemporain, Quimper.



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La Famiglia Antinori. Da un’antica tradizione di passione per l’arte all’Antinori Art Project


La Cantina Antinori nel Chianti Classico è il simbolo del legame profondo che sin dal 1385 lega la famiglia Antinori alla passione per le arti: pittura, scultura, architettura, e naturalmente l’arte di saper trasformare i frutti della terra in grandi vini.
Da oltre seicento anni, i Marchesi Antinori hanno legato il proprio nome all’eccellenza nell’arte del vino e alla migliore tradizione mecenatistica. Due ambiti apparentemente molto diversi, ma che in realtà hanno spesso proceduto in parallelo: i Marchesi Antinori hanno spesso affidato all’arte il compito di raccontare i valori e la storia della loro casata, il cui stemma è anch’esso un’opera di pregio artistico, uscita agli inizi del ‘500 dalla bottega fiorentina dello scultore e ceramista Giovanni della Robbia.

Così, in epoca recentissima, con l’inaugurazione della nuova cantina nel 2012, monumentale e seducente struttura scavata nelle terre del Chianti Classico concepita dall’architetto Marco Casamonti, parte della collezione di famiglia che raccoglie dipinti, ceramiche, tessuti pregiati e antichi manoscritti ha lasciato lo storico Palazzo Antinori di Firenze per trovare, con il contributo della curatrice degli Uffizi Giovanna Giusti, una nuova collocazione che la rende accessibile al pubblico che giornalmente visita la zona del Chianti Classico, alla ricerca di esplorazioni legate alle degustazioni e a esperienze sinestetiche.

Per dare sistematicità e maggiore impulso ai progetti dedicati alle arti visive del nostro tempo, sempre nel 2012 è stato avviato Antinori Art Project, progetto che muove dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo che fa parte della tradizione della famiglia, indirizzandola però verso le arti e gli artisti del nostro tempo. Antinori Art Project è infatti una piattaforma di interventi in ambito contemporaneo – realizzato in collaborazione con curatori affermati - che raccoglie sotto un’unica progettualità coerente tutte le attività messe in campo in quest’ambito.
In particolare, oltre allo spazio museale integrato nel percorso di visita all’interno della cantina che ospita la storica collezione della famiglia, è stato avviato uno speciale programma di commissioni annuali, molte delle quali site-specific, rivolto a giovani ma già affermati protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale.

Gli interventi hanno visto nel biennio 2012/2013, a cura di Chiara Parisi, il coinvolgimento di Yona Friedman, Rosa Barba e Jean-Baptiste Decavèle. Nel 2014, con l’arrivo di Ilaria Bonacossa alla direzione artistica biennale del progetto, ha visto la partecipazione di Tomàs Saraceno che ha realizzato l’opera Biosphere 06, cluster of 3, installata nello spazio verticale dello scalone interno della cantina; nel 2015 la mostra Still Life Remix, dedicata all’intramontabile tema della natura morta, l’installazione dell’opera Clessidra dell’artista Giorgio Andreotta Calò; nel 2016 l’acquisizione dell’opera site-specific “Giant Fruit” di Nicolas Party nell’ambito di Antinori Art Project; la commissione dell’opera “Portal del Angel” dello scultore Jorge Peris, un precario arco di trionfo realizzato attraverso la riappropriazione di materiali locali, come gli antichi orci di terracotta usati storicamente per conservare l’olio.