Naturalia et mirabilia

Bologna - 15/12/2014 : 28/06/2015

I fossili del cardinale Lercaro dalla Wunderkammer privata al museo. Testimonianze, risalenti al periodo dell'Eocene, del clima e del paesaggio esistente milioni di anni fa nell'area degli attuali monti Lessini.

Informazioni

  • Luogo: RACCOLTA LERCARO
  • Indirizzo: Via Riva Di Reno 57 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 15/12/2014 - al 28/06/2015
  • Vernissage: 15/12/2014
  • Generi: documentaria
  • Orari: gio e ven 10-13, sab e dom 11-18.30; chiuso il 25 dicembre e dal 29 dicembre al 1° gennaio (compreso); aperto il 26, 27 e 28 dicembre con orario festivo (ore 11-18.30) e dal 2 al 6 gennaio (compreso) sempre con orario festivo (ore 11-18.30)
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

La Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro, in collaborazione con la prof.ssa Donatella Serafini Fracassini (già professore ordinario di Botanica presso l'Università di Bologna) è lieta di presentare otto straordinari fossili appartenenti alla collezione personale del cardinale Giacomo Lercaro.

Esposti esclusivamente nella residenza del Cardinale, a Ponticella di San Lazzaro di Savena, oggi, per la prima volta, vengono resi noti al grande pubblico attraverso un allestimento permanente che li porterà a diventare parte integrante della collezione della Raccolta Lercaro



Si tratta di tre splendide e grandi palme, due piante acquatiche e tre pesci, tutti in ottime condizioni conservative, provenienti dal territorio veronese (Bolca) e risalenti al periodo dell'Eocene (circa 49-52 milioni di anni fa), che si pongono come testimonianze del clima e del paesaggio esistente milioni di anni fa nell'area degli attuali monti Lessini, paragonabile a quello delle barriere coralline: un mare caldo ricco di ogni forma di vita, mangrovie estese lungo i litorali bassi e terre emerse rigogliose di vegetazione.

Attestazioni reali della vita e del mondo naturale presente sulla terra milioni di anni fa, i fossili hanno da sempre sollecitato la curiosità dell'uomo e, fin dall'antichità classica, sono stati oggetto di osservazioni e congetture. Intuiti nella loro essenza reale, ma non compresi nei meccanismi di genesi, sono stati via via interpretati come prove del diluvio universale, scherzi della natura, prodotti di forze speciali o autogenerati dalla terra per influenza delle stelle.

È così che, per il loro carattere straordinario, nel corso del Quattrocento e, più compiutamente, nel secolo successivo, fossili di ogni genere si assiepano nello studiolo del collezionista erudito: raccolti e stipati in vetrine e cassetti insieme a una miriade di altri oggetti di varia natura, diventano allo stesso tempo oggetto di studio e motivo di stupore la cui fruizione è da riservare a se stessi e a pochi altri. In queste stanze, che diventano vere e proprie “camere delle meravaglie” (Wunderkammern), si vanno così costituendo collezioni enciclopediche che perdureranno per tutto il Seicento e in cui, a oggetti prodotti dall'uomo (artificialia), si affiancano stranezze della natura (naturalia). Nel caos ordinato della Wunderkammer personale di principi, letterati ed eruditi, i fossili costituiscono, insieme a conchiglie, animali impagliati, medaglie, reperti archeologici e sculture, una rappresentazione in miniatura del mondo dell'uomo, della natura e delle sue leggi: un piccolo “teatro del sapere” in cui vanno sommandosi esigenze di conoscenza e di meraviglia, di studio e di sbalordimento, di ricerca scientifica e di esibizione dello straordinario.

Da queste due anime – lo studio e la meraviglia – gradualmente nasceranno due diverse tipologie di museo: infatti, con la crescente esigenza di dare un ordine scientifico alle collezioni e operando una più chiara separazione tra quanto prodotto dalla natura e quanto dalla mano dell’uomo, nel corso del Settecento prenderà avvio una distinzione tra le collezioni di storia naturale e quelle di arte e archeologia, che condurrà, nell'Ottocento, alla creazione dei grandi musei di concezione moderna dedicati alla natura, da una parte, e all'arte, dall'altra, ma ugualmente destinati alla fruizione e alla formazione di un vasto pubblico.

Nell'opera di collezionismo svolta dal cardinale Giacomo Lercaro, orientata alla formazione culturale e spirituale dell'uomo, sono presenti entrambi questi aspetti, ma considerati entro una prospettiva di senso cristiana. Ecco quindi che indirizzare alla conoscenza e all'uso dell'intelletto e, allo stesso tempo, restituire all'uomo la possibilità di guardare alla creazione con stupore, diventano i due aspetti portanti attorno ai quali si realizza la sua attività di collezionista.

La “collezione d'arte e di meraviglie” del Cardinale, concepita come una moderna Wunderkammer ragionata e ordinata sulla base di un criterio di senso cristiano, può ancora oggi essere luogo in cui sostare per riflettere e rintracciare in ogni cosa l'impronta dell'opera creatrice di Dio.