In mostra le fotografie di Gianluca Maver e le sculture in ceramica dell'artista ungherese Zsolt Jozsef Simon. La mostra si propone come evento interessante sia per l'abbinamento di fotografia e ceramica sia per la ricerca di entrambi gli artisti a partire dall'osservazione della natura

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 20 ottobre al 18 novembre 2011 la galleria RBcontemporary, specializzata in
fotografia e ceramica contemporanea, ospiterà per la prima volta in Foro Buonaparte 46 a
Milano, la mostra NATURAL FORMS con fotografie di Gianluca Maver e sculture di Zsolt
Jozsef Simon.
Entrambi i giovani artisti portano avanti una ricerca già affermata e sviluppata partendo
dall’osservazione della natura: il primo concentrandosi sull’intenzione di comunicare il
sentimento di stupore e incanto che prova, il secondo cercando di catturare e preservare il
continuo mutare ed evolvere naturale


Gianluca Maver, fotografo italiano, presenta una serie di scatti, dal titoto Web_2010, in cui
ritrae anche in grandi formati delle ragnatele, decontestualizzandole dagli sfondi bianchissimi.
Il soggetto perdendo la riconoscibilità, si fa segno grafico, il bianco e nero essenziale trasmette
efficacemente la levità e la fragilità delle ragnatele.
Ritroviamo la stessa fragilità nelle ceramiche di Zsolt Jozsef Simon, artista e ceramista
ungherese le cui sculture sfidano la gravità con le loro appendici spigolose e sottilissime.
Evocano petali, fiori, conchiglie, forme naturali ma non ritraggono nulla di questo: sono
l’esternazione del movimento, la metamorfosi continua della natura convogliata all’interno
della ceramica.
Nelle opere di entrambi il colore dominante è il bianco poiché permette di cogliere
l’essenzialità delle cose, lasciando che sia la forma a dominare e definirsi.
Le arcuate e aeree ragnatele di Maver interagiscono con lo spazio invadendolo e
coinvolgendo lo spettatore in un’atmosfera d’incanto e stupore che porta ad osservare ogni
dettaglio, ogni particolare di una realtà così familiare ma allo stesso tempo sconosciuta. Lo
stesso spazio che interessa Simon: spazio in cui muoversi e spazio che penetra fin dentro le
sue acrobatiche sculture. Interessante come i tentacoli appuntiti e quasi impalpabili invitino ad
avvicinarsi all’opera facendo così scoprire interni levigati e morbidi. Se si osservasse Simon
scolpire lo si sorprenderebbe quasi danzare e manipolare la ceramica aiutandola a trovare la
sua forma e facendole superare il proprio limite statico.
In questa mostra fotografie e sculture si compenetrano invitando a una riflessione sulla
natura che stupisce e incanta imponendo con delicatezza la loro presenza.