Natura viva

Milano - 08/03/2018 : 27/04/2018

Mostra Natura viva, con opere di Fabio La Fauci, Elisa Rossi, David De Biasio e Casagrande & Recalcati.

Informazioni

Comunicato stampa

GIOVEDI 8 MARZO 2018 si inaugura la mostra Natura viva, con opere di Fabio La Fauci, Elisa Rossi, David De Biasio e Casagrande & Recalcati.
I generi della pittura, in particolare dal Settecento in poi, si dividono in paesaggio, figura e natura morta. Still-leven (dall'olandese) è probabilmente l'origine etimologica del nome, e significa “vita immobile” o “”vita silenziosa”. Ritenuta fino all'Ottocento di rango inferiore fra le rappresentazioni artistiche perché lontana dalla pittura di soggetti storici, mitologici e religiosi, la natura morta assegna la centralità al mondo delle cose inanimate, escludendo la figura umana

Concentrata sulle proprietà degli oggetti (forme, volumi, materia, colori, rapporti luminosi), essa ha l’obiettivo di suscitare nell’osservatore l’emozione estetica attraverso l’ammirazione per la verosimiglianza e l’illusione della realtà. Una delle opere che si pone agli esordi del genere è “la canestra di frutta” di Caravaggio, dipinto nel 1596 e oggi alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, ma già in alcune Domus romane e pompeiane compaiono dipinti diversi “xenia”, termine con il quale si indicavano i doni che gli ospiti portavano al padrone di casa. Ma cos'è la natura morta oggi? In inglese viene chiamata still life, quindi ancora vita immobile (o silenziosa), che si antepone al termine italiano. Vita, e non natura, immobile, e non morta (una visione senz'altro più ottimista!). La natura morta è quindi semplicemente la rappresentazione dell'oggetto inanimato, non potendo neanche più essere inteso come immobile. La pittura si è più volte interrogata sul “movimento”, fin dal celebre “nudo che scende le scale” di Duchamp. E a proposito di contenuti, è lo stesso Duchamp il primo a decontestualizzare un oggetto dandogli rango d'arte. Abbandonando per un momento la pittura, nel 2001 Sam Taylor-Wood realizza un video di poco più di tre minuti in time-laps, in cui la frutta contenuta in un cestino subisce il passare del tempo, ammuffendo, degradando fino alla completa decomposizione. Quindi, oggi cosa significa “natura morta”? Parlare di natura morta è un controsenso: la natura per sua definizione è infatti viva, ma diventa morta quando la si toglie dal suo habitat (il fiore reciso dalla pianta, la frutta colta dall’albero). L’artista compie quindi una sfida: ritrae un oggetto destinato a morire così da renderlo eterno. La sua bravura consiste nell’ingannarci, facendoci apparire come veri e vivi oggetti inanimati ed esseri morti. Dovremmo dunque parlare di “natura viva”. In mostra non troviamo le classiche rappresentazioni degli elementi naturali, piuttosto un'indagine sui nuovi oggetti che sono diventati natura: un fiore, un merletto, una forma animale, una forma surreale. Se da un lato la caducità intrinseca nel genere (spesso rappresentata anche col teschio, con una candela, la clessidra) è ormai data per scontata, le nuove ricerche puntano anche su nuovi oggetti.

BIOGRAFIE

FABIO LA FAUCI, nato a Milano nel 1977, vive e lavora a Berlino. Dopo aver lavorato per Saatchi&Saatchi, nel 2005 fonda con Daniele Sigalot il duo Blue & Joy, creando opere a cavallo tra il fumetto, la street art e l’arte concettuale. Tra le mostre recenti si ricordano: Panta rei, Mario Giusti HQ, Milano (2018); New works, Ransom Art, London (2017); Alphabet, Galleria Ghizzoni, Milano (2016); Serendipity, Giuseppe Veniero Project, Palermo (2016); Present Perfect, Brodac Gallery, Sarajevo (2016); When the wind retraces its steps, Galleria Ca’ d’Oro, Miami, USA (2015); Even the wind gets lost in Napoli, Palazzo Reale, Napoli (2014); The future is bright, Hardcore Art Contemporary Space, Miami, USA (2014); My childwood is getting older, Palazzo Poggi Museum, Bologna (2014); Italia-China Biennal, Bejing, China (2014); Even the wind gets lost, Museo La Triennale, Milano (2013); Ode to ADHD, Die Kustagentin, Cologne, Germany (2013); The Angle of God, Church of San Matteo (Claudio Poleschi Arte Contemporanea), Lucca (2013); The Superficial Essence of a Deep Appearance, Artra Gallery, Milano (2013); The Unconfortable Awakenings of a Serial Dreamer, Kunsthalle Platoon, Berlin (2012); The Discipline of Chaos, curated by Eli Genuizzi Sassoli De’ Bianchi, Spazio Bet Architetti, Bologna (2012); The wind doesn’t have a plan, MDC Freedom Tower Museum, Miami, USA, (2011); L’amore non si cura, Mayoral Galeria D’Art, Barcelona, Spain (2011); Dream Hunters, Ferragamo, London (2009); Faster than dreams, Independent Ideas, Torino (2009); Mi dispiace non può entrare, Loft Interni, Lugano, Switzerland (2008); Greatest Failure, Spazio Borgonuovo, Milano (2008); Towards disaster with optimism, 13 Langdon Street Gallery, London (2008); My heart is not even waterproof, Piazza Maggiore, Bologna, Italy - Public Installation (2008);Street art, Sweet art, PAC (Pavilion of Contemporary Art), Milan, Italy (2007); The discouraging wall of Blue and Joy, Diesel Wall, Milan, Italy – Public installation (2007); The discouraging exhibition of Blue and Joy, Atzarò, Ibiza, Spain; Galleria Spazioinmostra, Milano; Galleria Officina 14, Roma; Galeria Mercado, Barcelona, Spain (2006).



DAVID DE BIASIO, nato a Jesolo nel 1973, dal 2003 al 2008 vive negli Stati Uniti dove studia da vicino il fotorealismo americano per poi calarlo nella tradizione pittorica italiana. Tra le mostre si segnalano: Paintings. Percorsi nella pittura contemporanea da una collezione privata, Musei Civici di Bassano del Grappa (2017); Elements: An exploration of the natural world, CK Contemporary, San Francisco (2016); Objects of Beauty, CK Contemporay, San Francisco (2014); Hyper, Galleria Restarte, Bologna (2013); Winter exhibition, Plusone Gallery, Londra (2013); Arcadia Gallery at the Four Season Hotel, New York (2012); Un secolo e 7, Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Firenze (2012); Premio Fabbri (primo premio), Accademia di Belle Arti di Bologna, (2012); Celebrating 10 Years of Hyperrealism Today, Plusone Gallery, London (2011); No Logo, Galleria Gagliardi, San Gimignano, (2011); Biennale di Venezia, padiglione regionale del Veneto, Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (2011); Coda Gallery, Palm Desert, California (2010); Contemplazioni, Castel Sismondo e Palazzo del Podesta’, Rimini (2009); PlusOne Gallery, London (2010 e 2008); Galerie Sainte Claire, France (2008); Niagara Street Gallery, Toronto, Canada (2007); Puccio Gallery, New York, USA (2005).



ELISA ROSSI, nata a Venezia nel 1980, si diploma nel 2004 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 2002 espone i suoi lavori pittorici presso alcuni spazi prestigiosi dedicati all’ arte contemporanea, tra i quali la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, Villa Manin di Passariano (UD), Palazzo della Permanente di Milano, Mart di Rovereto, 54° Biennale di Venezia. Nel 2015 si trasferisce a New York per una residenza artistica della durata di tre mesi. Tra le mostre più significative si ricordano: Arteam cup, Officina delle Arti, Venezia a cura di Arteam (2015); Wunderkammer, Ptuj, Slovenia (2015); Oltre la Vita, Fondazione Arsenale, Iseo (2015); Imago Mundi, collezione Luciano Benetton, Fondazione Sandretto Rebaudengo, Torino, a cura di Luca Beatrice (2015); Pattern, Robert Lange Studio, Charleston, South Carolina (2014); Collettiva, Galleria Patricia Acal, Siviglia, Spagna (2014); Tissue, Corte Ospitale di Rubiera di Reggio Emilia a cura di Francesca Baboni (2014); Pensieri Brevi, galleria Morotti Arte Contemporanea a cura di Vittoria Broggini (2014); Oceans: under the skin of the sea, Spazio HB55, Berlin (2013); Sedimentazioni, Villa Angeli Adria (2013), Shering Islands, Palazzo della Gran Guardia, Rovigo (2013); Rivers of A.I.R, Pescheria Nuova, Rovigo a cura di Tobia Dona’ e Beatrice Buscaroli (2013); 54° Biennale di Venezia Padiglione Italia, a cura di Carlo Di Raco e Vittorio Sgarbi (2011); Percorsi riscoperti dell’arte italiana -VAF- Stiftung 1947-2010, Mart Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto a cura di Gabriella Belli e Daniela Ferrari (2011); Shine Artist, Albemarle Gallery, London, a cura di Domenic Pontone (2011); The Big Show, Silas Marder Gallery, Bridgehampton, New York (2010); Women painting women, Robert Lange Studios, Charleston, South Carolina (2010); Lost in Painting, Villa Brandolini, Pieve di Soligo, Treviso,a cura di Carlo Sala (2010); New painters, Albemarle Gallery, London, a cura di Domenic Pontone (2008); Devozioni Domestiche, Galleria Contemporaneo, Venezia Mestre, a cura di Riccardo Caldura e Elisa Bertaglia (2008). Curve Pericolose, Ex Castelli Daziari di Porta Venezia Casa del Pane, Milano, a cura di Maurizio Sciaccaluga (2007); La Nuova Figurazione Italiana. To be continued…, Fabbrica Borroni, Bollate (MI) ,a cura di Chiara Canali (2007); La donna oggetto - miti e metamorfosi al femminile 1900-2005, Castello di Vigevano, a cura di Luca Beatrice (2006); Smalto, Galleria Corsoveneziaotto, Milano, a cura di Luca Beatrice (2006); Premio Maretti, Galleria d’ arte moderna e contemporanea, Repubblica di S. Marino, a cura di Patrizia Ferri, Walter Gasperoni, Alessandro Riva (2006); Vernice, i sentieri della giovane pittura italiana, Villa Manin-Passariano (UD), a cura di Francesco Bonami e Sarah Cosulich Canarutto (2004); Premio Cairo Communication, Palazzo della Permanente, Milano (2004); Non sono in casa, Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzetto Tito, Venezia, a cura di Angela Vettese (2003).



CASAGRANDE & RECALCATI (Sandra Casagrande e Roberto Recalcati) si laureano in Architettura con una tesi su Baudelaire al Politecnico di Milano, dove ha inizio il loro impegno nel dibattito sulla conservazione dei beni culturali attraverso la didattica, con la pubblicazione di articoli e saggi e organizzando incontri e conferenze. Dal 2004 al 2014 collaborano con Costa Crociere per cui realizzano diversi cicli pittorici per le navi da crociera, firmano i progetti di curatela artistica di quattro navi e presentano Experience the Costa Word negli spazi di Superstudio per il Salone del Mobile di Milano. Realizzano interventi pittorici per gli showroom Jackerson di Milano e Mosca (2007), per le esposizioni di Swarovski a Dubai e Bruxelles (2006). Dal 2012 espongono in modo permanente al Palazzo della Regione Lombardia Flowers 07 una grande tela installata nella hall del nucleo presidenziale all’interno del progetto Le Colonne dell'Arte curato da Piero Addis (2012). Per Dolce & Gabbana, in collaborazione con Ferruccio Laviani, realizzano diversi progetti artistici nelle loro case di Portofino (2004/2005), Milano (2008/2009), Courmayeur (2009), e nel Dolce&Gabbana Uomo di Milano (2007). Tra le esposizioni principali: Io sono natura, a cura di Susanne Capolongo e Stefano Cortina, Associazione Culturale Renzo Cortina, Milano (2018); China Town Biennial, a cura di Davide Gallo, Galleria Davide Gallo, Milano (2017); The Mayfair Dog Show, a cura di Gerry Farrell e Cath Kidson, Sladmore Contemporary Gallery, Londra (2017); First floor exhibition, a cura di Gerry Farrell, Sladmore Contemporary Gallery, Londra (2016); IN-SIGHT, a cura di Glyn Washington e Holly Eldridge, Washington Green Galleries, Birmingham (2016); Autenticit(t)à, a cura di Marco Dezzi Bardeschi, Sala delle Regie Poste, Uffizi, Firenze (2014); Nostos. Il ritorno, a cura di Marcello Sestito, Museo Archeologico di Reggio Calabria (2014); Open 16 Esposizione Internazionale di Sculture e Installazioni, a cura di Paolo De Grandis e Carlotta Scarpa, Venezia Lido (2013); Ipervanitas, My Own Gallery, Milano (2013); Cracked Culture? / Eastern borders. The Quest for Identity in Contemporary Chinese Art, a cura di Gloria Vallese e Wang Lin, evento collaterale della 54° Biennale di Venezia (2011); Open 14, Esposizione Internazionale di Sculture e Installazioni, a cura di Paolo De Grandis, Carlotta Scarpa e Gloria Vallese, Venezia Lido e Isola di San Servolo (2011); Il giardino del Centauro, C-Dream, Genova (2008); Incontri con il colore – cromatismi d’autore, a cura di Vittorio Locatelli, Abitare il Tempo, Verona (2006).