Natalia Korotyaeva / Gregorio Vignola – Dall’origine
Mostra doppia personale.
Comunicato stampa
L'idea di origine ha rappresentato una sorta di magnifica ossessione della modernità. Insieme con lo sguardo verso un futuro sempre più lontano, mitizzato e radioso, le avanguardie hanno coltivato il fascino per un passato dai contorni primordiali in cui scorgere la fonte del reale. Questa polarità che ha conosciuto un allentamento in epoca postmoderna, tra gli anni Settanta e Ottanta, negli ultimi decenni si è acutizzata in seguito al trionfo delle nuove tecnologie: la consapevolezza di quanto sia facile, per il loro tramite, incidere sulla radice stessa dell’essere ha creato un nuovo immaginario, al quale si richiamano le creazioni degli artisti nati alla fine del Novecento. Un orizzonte esasperatamente utopico, dai tratti quasi fantascientifici, si mescola con il desiderio di evocare un’energia primigenia che scaturisca dagli albori del mondo.
Ad accomunare le opere dei due giovani artisti in mostra da Lusvardi Art Gallery è un’indagine sul senso dell’origine che per Natalia Korotyaeva si configura come flusso affabulatorio, racconto dai tratti ancestrali, intarsio di leggende e suggestioni autobiografiche, per Gregorio Vignola come carotaggio dell’arcaico, rinvenimento di strati celati e fecondi, scoperta di una somaticità primordiale.
Attraverso dipinti, disegni, installazioni, poesie e performance, Natalia Korotyaeva si interroga sulle dinamiche della vita interiore, e in particolare sull’equilibrio tra pace e catastrofe. Le opere in mostra si focalizzano su una possibile visione di ciò che esiste prima della vita, e allo stesso tempo di quel che si può prefigurare come un “oltre vita”, come una condizione al di là dell’esistenza biologica. Il suo lavoro è stato esposto in Europa e Russia in varie sedi, tra cui Platforma Kiev, Galerie Ludwig Köln, Kindl Kunstzentrum Berlin, Mumok Vienna, Exgirlfriend Gallery Berlin, Lavra Art Hall Kiev, Fabrica del Vapore Milano e il Moscow Museum of Modern Art.
La ricerca espressiva di Gregorio Vignola si sviluppa attorno all’idea di traccia intesa come segno di passaggio, trasformazione e perdita di orientamento. Forme e materiali delle sue opere rimandano a processi lenti e impersonali - accumulo, erosione … - che fanno percepire il tempo in maniera non lineare. I lavori in mostra appartengono alla serie Papyraceus: immagini di ecografie addominali, attraverso degli interventi digitali, si trasformano in volumi stratificati che rimandano alle sedimentazioni geologiche. Tra le sedi espositive che hanno ospitato le sue mostre, le galleria Artra a Milano, Ramo a Como, Vanna Casati a Bergamo, e una serie di spazi indipendenti come lo Spazio Volta a Bergamo, Studio Home Awarness a Milano, Coco a Como, Spazio 15 a Brescia, Space-0 a Copenhagen.