Narrazioni tessili

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA LE PLEIADI
Via dell'Orso, 12, 20121 Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Lun – Ven: 10:30–12:30, 14:30–19:00 || Sabato e Domenica su prenotazione

Vernissage
20/10/2026

ore 18

Curatori
Francesco Perozzi
Generi
arte contemporanea, collettiva

Artisti lontani per generazione, contesto e linguaggio, sono messe a confronto a partire da una domanda comune: che cosa tiene insieme una storia? Come si intreccia un racconto quando i fili dell’esperienza sembrano disperdersi?

Comunicato stampa

Narrazioni tessili

Vincenzo Agnetti, LETIA – Letizia Cariello, Giovanni Gaggia, Maria Lai,
Ugo La Pietra, Matteo Mandelli, Aldo Mondino, Gemma Pepper,
Livia Sciorilli Borrelli, Marinella Senatore

a cura di Francesco Perozzi

20.10 – 29.11.2026
Opening martedì 20 ottobre – ore 18:00
Le Pleiadi Art Gallery
via dell’Orso 12, Milano

Martedì 20 ottobre alle ore 18:00, Le Pleiadi Art Gallery inaugura Narrazioni tessili, mostra collettiva a cura di Francesco Perozzi in programma fino al 29 novembre 2026. Le opere di Vincenzo Agnetti, LETIA – Letizia Cariello, Giovanni Gaggia, Maria Lai, Ugo La Pietra, Matteo Mandelli, Aldo Mondino, Gemma Pepper, Livia Sciorilli Borrelli e Marinella Senatore, artisti lontani per generazione, contesto e linguaggio, sono messe a confronto a partire da una domanda comune: che cosa tiene insieme una storia? Come si intreccia un racconto quando i fili dell’esperienza sembrano disperdersi?

Nell’epoca della proliferazione incessante di immagini, notizie e informazioni, gli eventi si susseguono a un ritmo che ne consuma rapidamente il significato; il passato fatica a trovare posto nel presente e il futuro a prendere forma. Si moltiplicano le occasioni per misurare e registrare ciò che accade, mentre si indebolisce la capacità di stabilire connessioni e dare continuità a ciò che ci circonda. In un simile scenario, il tessile offre una possibile chiave di lettura della narrazione e della sua crisi: un filo acquista senso solo se legato agli altri, così come un tessuto prende consistenza quando ogni passaggio riprende e prolunga il precedente. Nelle sale della galleria, Narrazioni tessili ne segue i due gesti complementari: annodare e sciogliere. Il primo raccoglie segni, memorie e pensieri per renderli solidali; il secondo mette alla prova la tenuta di quei legami, mostrando come possano essere di volta in volta imitati, alterati, disfatti, ricomposti. Ne emerge un’idea di racconto come opera sempre aperta, che nessun nodo serra del tutto.

Il primo movimento prende avvio nei Gates di LETIA – Letizia Cariello, dove il filo, avvolto di chiodo in chiodo, scandisce il tempo e diventa soglia di contemplazione fra lo spazio interiore e il mondo esterno. Gemma Pepper taglia, ricompone e ricama antichi ritratti fotografici, visualizzando le fratture e le omissioni che accompagnano la trasmissione dei ricordi. Con Maria Lai, Giovanni Gaggia e Marinella Senatore, la riflessione si apre a una dimensione plurale. Per Lai quella del filo è scrittura senza alfabeto, capace di ricucire il mondo, di colmare le distanze tra persone e luoghi, tra silenzio e parola. Gaggia lascia che la composizione emerga dall’incontro con l’altro, i cui segni confluiscono in un solo disegno, stampato su federe, dove l’apporto di molti accompagna il sogno di ciascuno. Senatore si rivolge invece alla piazza: le frasi raccolte nei suoi laboratori collettivi tornano ricamate su gonfaloni che evocano tanto le insegne processionali quanto gli striscioni dei cortei.

Il secondo movimento si apre con una mimesi ironica di Aldo Mondino, che, in uno dei cicli più noti della sua produzione, simula in pittura la superficie di tessuti dell’Oriente mediterraneo, in un gioco che insiste sullo scarto tra materia e rappresentazione. Accanto a lui, Matteo Mandelli innesta schede e circuiti elettronici su tappeti tradizionali, suggerendo affinità inattese tra due grammatiche dell’ordine. Ugo La Pietra, da sempre attento alle relazioni fra arte, design e artigianato, presenta in Natura artificiale un giardino progettato e realizzato a telaio meccanico con fibre riciclate, dove la vegetazione diventa pura costruzione. Livia Sciorilli Borrelli crea all’uncinetto geometrie aperte, talvolta utilizzando lane recuperate da capi disfatti: nuove configurazioni nascono da ciò che è stato sciolto e conservano la possibilità di tornare filo. Con Vincenzo Agnetti, infine, l’esposizione approda al paradosso materiale e linguistico. La superficie fibrosa del feltro, senza ordito né trama, accoglie l’enunciato dell’artista e lascia alla mente dell’osservatore il compito di stringere il prossimo nodo.