Napoli Infinita
Napoli Infinita è un progetto editoriale e visivo ideato da Sabato De Sarno che racconta la città attraverso una polifonia di oltre 35 artisti contemporanei. Un viaggio poetico dentro una Napoli autentica e mutevole fatta di radici e contraddizioni. Una lettera d’amore alla città, che invita a guardarla con occhi nuovi, seguendo le voci di chi la vive, la attraversa e la reinterpreta ogni giorno.
Comunicato stampa
Il luogo che oggi chiamiamo Napoli esiste come città da circa 2500 anni. In un arco di tempo lunghissimo, le persone che ne hanno formato il tessuto vi hanno intrecciato le proprie vite, lasciando dietro di sé un mistero. Un enigma difficile da afferrare. Un respiro di molte voci.
Si è soliti pensare che Napoli sia contraddizione, sentimento, invenzione, un luogo che trattiene o lascia andare. Questo pensiero comune si è stratificato in un’immagine che spesso scivola nel cliché, in ciò che sempre più persone vanno cercando nei loro viaggi a Napoli come un’immagine da catturare e trattenere. Volevo raccontare Napoli in modo diverso, indagarne il significato fuori da ogni stereotipo, per cogliere qualche frammento di verità che può venire dalle manifestazioni polimorfe del suo perenne movimento. L’arte che nasce dalla strada. La scrittura che diventa carne. La musica che ne incendia le notti. La fotografia che ne inquadra i tratti e le ferite.
Volevo sfogliare i sedimenti della storia di Napoli per rivelare uno sguardo che non giudica, ma osserva, e cercare di vivere la città in pieno rispetto per rimuovere i preconcetti che deformano la nostra percezione e tradiscono la città stessa. Come metodo, ho scelto di ascoltare la voce di Napoli. Non quella che cerchiamo e valutiamo per autentica in quanto vicina alle nostre aspettative, ma quella di tante visioni artistiche: di chi sente, di chi vive, di chi ha scelto di percorrere il proprio cammino in questo luogo di espressioni infinite. Sono voci diverse, distanti tra loro, eppure insieme creano una polifonia che affonda le proprie radici nella memoria, nella terra.
Questo progetto è una lettera d’amore, un invito tra le vostre mani a guardare Napoli con occhi nuovi. Rappresenta un frammento della sua pluralità, una nota di un canto millenario che continuerà a parlarci. Perché Napoli non è mai la stessa, eppure è sempre lei: irriducibile, vibrante, eterna.
Sabato
The place we now call Naples has existed as a city for roughly 2,500 years. Over this immense span of time, the people who have shaped its fabric have woven their lives into it, leaving behind a mystery—a hard-to-grasp enigma, a breath made of many voices.
Naples is commonly thought of as contradiction, emotion, invention—a place that holds you or lets you go. This shared idea has sedimented into an image that often slips into cliché, into what more and more people seek on their trips to Naples as an image to capture and keep. I wanted to tell a different story of Naples, to explore its meaning beyond every stereotype, to catch a fragment of truth that might emerge from the polymorphic expressions of its perpetual motion. The art born from the streets. The writing that becomes flesh. The music that ignites its nights. The photography that frames its features and its wounds.
I wanted to sift through the sediment of Naples’ history to reveal a gaze that does not judge but observes—to try to live the city with full respect, stripping away the preconceptions that distort our perception and betray the city itself. As a method, I chose to listen to the voice of Naples. Not the one we seek and deem authentic because it aligns with our expectations, but the voice of many artistic visions: of those who feel, of those who live, of those who have chosen to walk their own path in this place of infinite expressions. These are different voices, distant from one another, yet together they create a polyphony rooted in memory, in the land.
This project is a love letter, an invitation in your hands to look at Naples with new eyes. It represents a fragment of its plurality, a note in a millenary song that will continue to speak to us. Because Naples is never the same, and yet it is always itself: irreducible, vibrant, eternal.
Sabato