Nadia Al Issa – No Man’s Land

Napoli - 17/04/2014 : 13/05/2014

La mostra sarà caratterizzata da una prima serie di lavori di intervento che partono dalle personali esperienze di contrasto di Al Issa con l’ideologia e il pensiero nazionalisti.

Informazioni

Comunicato stampa

1Opera presenta No Man's Land (8 km – un tributo a Danis Tanovic), la prima mostra personale della ricercatrice e operatrice culturale Nadia Al Issa, a partire dal 17 aprile 2014 fino al 13 maggio. La mostra sarà caratterizzata da una prima serie di lavori di intervento che partono dalle personali esperienze di contrasto di Al Issa con l’ideologia e il pensiero nazionalisti

Attraverso l’intervento da lei proposto con No Man's Land, posto in una terra di nessuno - un luogo di eccezione nazionale - Al Issa si sforza di interrompere e sfidare l'ordine dello Stato - Nazione, sollevando domande circa la sua rilevanza e la possibilità di esistenza al di là di esso.
8 chilometri di terra di nessuno che si estendono tra il Libano (Masnaa) e la Siria (Jdeidet Yabous), connettendo e disconnettendo due nazioni con cui Al Issa ha una complessa relazione. Essendo cresciuta come una cittadina siriana in Libano, considerata una straniera, ma vivendo la Siria come un’outsider, è arrivata alla definizione irrealistica ma al tempo stesso molto reale di se stessa come di qualcuno che non appartiene ad alcun luogo. A complicare questa esperienza e approfondire ulteriormente il suo senso di esclusione sono le relazioni di fratellanza, ma anche di tensione, sia storicamente che ai giorni nostri, tra questi paesi.
Ispirata dal film di Danis Tanovic del 2001, No Man’s Land, dove assurdi eventi mostrano come tre soldati rimangono intrappolati nella terra di nessuno tra i due confini della guerra della Bosnia-Erzegovina (1992-1995), nel 2011 Al Issa ha cercato, volontariamente, di entrare per due giorni nella terra di nessuno tra il Libano e la Siria. Cosa sarebe accaduto quando si fosse tentata una simile stranezza? Quali sarebbero state le autorità implicate, come avrebbero reagito e su quali basi? Che impatto avrebbero avuto le specifiche condizioni delle relazioni tra Libano e Siria? E quale sarebbe stata l’esperienza di esistenza al di fuori dello Stato - Nazione, se cioè una simile esistenza fosse stata realizzabile?
Nell’installazione No Man's Land ( 8 km – un tributo a Danis Tanovic) a 1Opera, Al Issa presenta la documentazione di ricerca che ha condotto lungo il confine siriano – libanese. L’autrice fa luce sui suoi sforzi di comprendere le nazioni, i confini e le terre di nessuno e le sue esperienze finora delle possibilità e impossibilità inerenti all’interno di esse, le complessità e le assurdità di uno Stato -Nazione, del nazionalismo, dell’identità nazionale, dell’appartenenza e dell’esclusione nel 21° secolo.
Nadia Al Issa è una ricercatrice e operatrice culturale siriana, palestinese e greca, che vive a New York, NY. Al Issa è attualmente laureata in Studi Storici alla New School for Social Research. No Man's Land è stato precedentemente esposto in Exposure, al Beirut Art Center, Libano (2011) e parzialmente esposto in Segrete, Castel dell’ovo, a Napoli (2014).
Chiara Minieri