Mustafa Sabbagh – Spazio Disponibile

Modena - 16/09/2021 : 30/01/2022

Alle Gallerie Estensi, tra Modena e Sassuolo, la proposta espositiva di un grande artista contemporaneo per rilanciare il rapporto tra arte e società in reazione al periodo buio e di chiusura vissuto dai musei.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Estense di Modena e il Palazzo Ducale di Sassuolo dal 17 settembre 2021 al 30 gennaio 2022 ospitano il progetto Spazio Disponibile – areare il pensiero prima di soggiornarvi, dell’artista contemporaneo Mustafa Sabbagh.
A cura di Federico Fischetti e Fabiola Triolo, l’idea nasce anzitutto come reazione a una delle fasi più buie mai vissute dal settore dei musei e della cultura, costretto a chiudersi su sé stesso nel pieno dell’emergenza Covid-19

Un’interruzione lunga e dolorosa che ha indotto a ripensare molti aspetti di come un museo d’arte antica possa svolgere la sua missione educativa e di stimolo per la società. Il desiderio di apertura, condivisione e circolazione di idee ha preso, dunque, anche la strada del dialogo con un artista contemporaneo, alla ricerca di un approccio al patrimonio antico che fosse trasversale rispetto alle forme tradizionali basate sulla filologia, e che potesse ossigenare il rapporto tra il museo e il suo territorio. Un percorso che le Gallerie Estensi hanno già avuto occasione di sperimentare con successo nel passato, con l’installazione Monochromatic Light del 2001 (opere di Anne Appleby, Lawrence Carroll, Timothy Litzmann, Winston Roeth, David Simpson, Phil Sims, Ettore Spalletti), divenuta permanente grazie alla donazione Panza di Biumo e oggi parte integrante degli apparati decorativi del Palazzo Ducale di Sassuolo.
Da fertili conversazioni con l’artista contemporaneo Mustafa Sabbagh ha preso forma questo progetto inedito, che si articolerà in due sedi: nello stesso Palazzo Ducale di Sassuolo e nella Galleria Estense di Modena. La doppia sede riflette una duplice posizione, liberamente incoerente, con cui Mustafa Sabbagh intende stimolarci sul tema del rapporto col nostro patrimonio. A Sassuolo il linguaggio sarà quello dei prodotti di consumo, confezionati e offerti in vendita per un utilizzo indotto e non consapevole, esito difficilmente eliminabile dalla retorica della valorizzazione e del turismo culturale. Tre interventi ubicati nel Cortile d’onore, nell’Appartamento stuccato e nella Camera dell’Amore riproporranno frammenti di opere d’arte e pitture murali della reggia estense risemantizzati attraverso fotografia, video e installazioni, offrendosi come medicinali da assumere secondo una posologia descritta in apposito bugiardino. A Modena un approccio completamente diverso, per riflettere sul valore estetico autonomo delle opere d’arte rifiutando la passiva semplificazione delle formule di consumo che riconducono tutto a logo, a brand. Anche qui, tre interventi si articoleranno in altrettante sale del museo, attraverso i linguaggi di fotografia, video-mapping, scultura e installazione, prendendo le mosse da alcuni dipinti scelti, da Garofalo a Guercino, e una scultura barocca della collezione estense. Fra i tanti possibili, il filo conduttore sarà quello di un erotismo indefinito, sottilmente voyeuristico, che attraverso particolari anatomici decontestualizzati dal soggetto e dal genere sessuale, suggerirà di liberare l’istinto e lasciarsi andare a personali ricerche nel mondo figurativo e nelle qualità formali dell’arte antica.
Mustafa Sabbagh nasce ad Amman (Giordania, 1961, vive e lavora in Italia). Italo-palestinese, allevato tra l’Europa ed il Medio Oriente, l’imprinting è cosmopolita, l’attitudine è nomade. Già assistente di Richard Avedon e docente al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, dopo una brillante carriera come fotografo di moda riconosciuta dai magazines più prestigiosi del mondo, a partire dal 2012 Sabbagh concentra la sua ricerca nell’arte contemporanea per mezzo della fotografia e della video-arte, attraverso una sorta di contro-canone estetico dove il punctum è la pelle - diario dell’unicità individuale. Armonia dell’imperfezione, indagine psicologica e studio antropologico attraverso la costruzione dell’immagine e dell’installazione ambientale sono gli stilemi che Sabbagh trasferisce dalle pagine patinate, agli spazi dei musei e delle gallerie più famosi del mondo – tra cui il Musée de l’Élysée di Losanna, considerato tempio internazionale della fotografia.
Spesso protagonista di interviste e documentari che indagano nelle sue visioni, nel 2013 Sky Arte HD, attraverso la serie Fotografi, lo ha eletto tra gli 8 artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo, e nel 2017 Rai5 l’ha indicato come il cantore privilegiato del lato oscuro della Bellezza attraverso il documentario di produzione internazionale The Sense of Beauty. Ad oggi Mustafa Sabbagh è stato riconosciuto, da uno storico dell’arte e della fotografia quale Peter Weiermair, come uno dei 100 fotografi più influenti al mondo, ed uno dei 40 ritrattisti di nudo - unico italiano - tra i più rilevanti su scala internazionale. Mustafa Sabbagh è stato chiamato a risemantizzare, a dimostrazione che l’arte è un continuum, l’Ebe di Canova (Musei San Domenico, Forlì, 2017), la Venere Pudica di Botticelli (Palazzo dei Diamanti, Ferrara e Musei Reali, Torino, 2017), la Venere dei Porti di Sironi (Casa Museo Boschi Di Stefano, Milano, 2015) - opere tutte entrate a far parte della collezione d’arte delle suddette istituzioni museali. In seguito alla sua prima mostra antologica XI comandamento: non dimenticare, il Sindaco Leoluca Orlando ha conferito a Sabbagh la cittadinanza onoraria del Comune di Palermo.
Suoi lavori sono presenti in numerose monografie (tra cui About Skin, ed. Damiani, acquisita all’interno della biblioteca di libri d’arte della Tate Gallery, Londra, e XI comandamento: non dimenticare, nelle biblioteche dei più importanti poli museali italiani), in pubblicazioni accreditate internazionalmente (tra cui Faces – the 70 most beautiful photography portraits of all time, a cura di Peter Weiermair), e in molteplici collezioni permanenti, in Italia e all’estero - incluse le storiche Collezione Arte Farnesina, la collezione della Fondazione Orestiadi, la collezione di arte contemporanea del MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo.

Federico Fischetti (Roma, 1977) dopo il dottorato di ricerca in Storia dell’arte è entrato in servizio nel Ministero della Cultura e lavora come curatore alle Gallerie Estensi, dove si occupa delle collezioni d’arte del Sei e Settecento.

Fabiola Triolo (Firenze, 1977) è critica d’arte e cultura, curatrice e responsabile della comunicazione per selezionati artisti. Colonnista dal 2008 per testate di settore, dal 2017 è curatrice editoriale della pubblicazione culturale Ossigeno – Elements of Life.