Mukhalinga

Milano - 20/10/2011 : 20/11/2011

Una collezione, unica in Italia per numero e qualità dei pezzi, che diventa mostra dando corpo e contenuti al primo catalogo dedicato a questa corrente d’arte rituale che è tra le più ricche e significative della cultura indiana e che solo da qualche decennio il mondo occidentale ha iniziato ad apprezzare in tutta la sua importanza estetica ed etnografica.

Informazioni

  • Luogo: ETHNOARTE
  • Indirizzo: Via San Giovanni sul Muro 17 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 20/10/2011 - al 20/11/2011
  • Vernissage: 20/10/2011
  • Generi: arte etnica
  • Orari: da martedì a sabato 10-13 e 15-19 lunedì 15-19
  • Email: ufficiostampa@pressart.eu

Comunicato stampa

Milano, luglio 2011. Ethnoarte presenta dal 20 ottobre al 20 novembre 2011 la collezione di
“mukhalinga” di Gianfranco Rossi fondatore della galleria: “…avviai la mia collezione quel
giorno stesso, …non sapevo in quel momento che sarei diventato un collezionista di
mukhalinga, nessun vero collezionista lo sa all’inizio, eppure…”


In più di trent’anni i mukhalinga sono diventati una collezione unica in Italia per numero e
qualità dei pezzi, una collezione che dà vita al primo catalogo dedicato a questa corrente
d’arte rituale che è tra le più ricche e significative della cultura indiana e che solo da qualche
decennio il mondo occidentale ha iniziato ad apprezzare in tutta la sua importanza estetica ed
etnografica.
Una collezione che, con tutte le sue unicità, diventa mostra per essere goduta e apprezzata dal
pubblico, sempre più vasto, che s’interessa d’arte orientale e indiana in particolare, che è in
sintonia con questa cultura millenaria che parla di dottrine, pratiche ascetiche e meditative, di
religione.
SCHEDA TECNICA
Data: 20 ottobre – 20 novembre 2011
Luogo: ETHNOARTE
Orari: da martedì a sabato 10-13 e 15-19
lunedì 15-19
Opere esposte: circa 70
Informazioni: ETHNOARTE
via San Giovanni sul Muro, 17 – 20123 Milano
tel +39 02 876050
[email protected]
www.ethnoarte.com
ANNA ORSI
MARIA CHIARA SALVANELLI
UFFICIO STAMPA
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cell +39 335 6783927
tel/fax +39 02 89010225
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I mukhalinga sono delle sculture cave in ottone o bronzo che fungono da copertura al lingam,
emblema e simbolo aniconico del dio induista Shiva, che rappresenta il segno del sesso
maschile: il fallo. Originariamente il lingam, costruito in pietra, legno o metallo, aveva forma di
pilastro dalla sommità arrotondata; dal periodo Kushan (I – III secolo d.C.) si diffuse l’uso di
sovrapporre al segno – lingam – una maschera – mukha – con la raffigurazione delle
sembianze del Dio: così nascono i mukhalinga.
La figura di Shiva, dio induista della distruzione ma che integra le tre funzioni della creazione,
della difesa e della distruzione, è dunque la protagonista di queste preziose opere d’arte.
Dalla zona meridionale del Maharashtra e da quella settentrionale del Karnataka (India
meridionale), proviene una delle tipologie più straordinarie e apprezzate di mukhalinga,
testimoniata dagli esemplari ritrovati e databili al XVIII secolo.
Le circa 70 sculture in mostra, che variano da
poco meno di dieci a più di settanta centimetri
d’altezza, sono come una teoria polimorfa di
raffigurazioni del dio Shiva: con il terzo
occhio in mezzo alla fronte, rappresentato con
un alto turbante sul capo o avvolto dalle spirali
del cobra a cinque teste, con un fiore di loto o
con baffi a forma di serpente, adornato con
orecchini circolari o collane che contengono
amuleti, e ancora rappresentato con tre,
quattro o cinque teste orientate verso i punti
cardinali.
L’espressione del volto di Shiva è serena e
sorridente quando rappresenta la creazione e
la difesa, ma assume sembianze feroci e
bellicose, con occhi sbarrati e naso aquilino
quando incarna la distruzione. E’ per questa
molteplice realtà trascendente che Gianfranco
Rossi nel testo Contenere l’impossibile scrive:
“…il mukhalinga simboleggia la vastità
dell’interazione spirituale e concede sollievo,
silenzio e profonda tranquillità...”.
L’arte indiana, come scrivono nel testo del catalogo Sabhashini Aryan e Baij Nath Aryan
(Presidente e direttore della K.C. Aryan’s Home of Folk Art,Gurgaon), è essenzialmente religiosa
e la religione è l’aspetto centrale nella vita quotidiana di ogni induista ed è per questo che ogni
opera e ogni manufatto artistico è anche devozionale e per comprenderlo a fondo va guardato
e indagato sia dal punto di vista stilistico che da quello concettuale e simbolico. Anche i
mukhalinga, apparentemente dalla funzione e dall’aspetto bizzarri, nascondono e contengono
una grande forza e rappresentano «una sorta di schiudersi della comprensione, una conoscenza
della mente umana nella sua ricerca sia di ciò che muove il tutto, sia di ciò che copre il reale».
Una mostra, quella di Ethnoarte, che seduce l’occhio e accontenta il conoscitore, come è nella
tradizione della Galleria. Da sempre attenta non solo all’aspetto stilistico delle opere che
propone in modo permanente o nelle varie mostre tematiche, Ethnoarte offre uno spazio
privilegiato a oggetti d’arte talvolta singolari – come i mukhalinga – ma sempre affascinanti
delle molteplici culture extraeuropee di cui si occupa.
ALCUNE OPERE ESPOSTE
02 – Maharashtra, XVIII secolo
Bronzo, fusione a cera persa, h cm 31
Shiva indossa il turbante stile maratha e una collana di perle con pendente.
(a lato della scheda tecnica)
03 – Maharashtra/Karnataka, XVIII secolo
Bronzo, fusione a cera persa, h cm 40
Grande testa di Shiva realizzata in due pezzi, sovrastata da un cobra e dalla
dea fluviale Ganga, con ornamenti alle orecchie composti da quattro sfere. Il
terzo occhio occupa la fronte per tutta l’altezza, un’iscrizione per ora
indecifrata è presente sul retro.
04 – Maharashtra/Karnataka, XVII–XVIII secolo
Bronzo, fusione a cera persa con inserti in altri metalli, h cm 70
Grande ed elaborata, realizzata in due pezzi, la testa del dio appoggia sulle
spire del serpente a cinque teste che sale a formare un baldacchino. Indossa
un’alta corona a gradini sormontata dall’immagine della dea Ganga e
culminante in una stupa. Il dio è adornato da orecchini pendenti e da una
collana, il terzo occhio è di forma tonda, i segni settari sono in metallo più
chiaro.
05 – Maharashtra/Karnataka, XVII-XVII secolo
Bronzo, fusione a cera persa, h cm 51
Shiva è raffigurato con una corona circolare formata da semi di rudra sui cui
poggia un altarino linga-yoni. All’apice della testa un fiore di loto da cui
emerge un alto cono, a simboleggiare l’apertura del settimo chakra. Un
amuleto che racchiude un seme di rudra adorna il collo.
06 – Maharashtra/Karnataka, XVII-XVIII secolo
Bronzo, fusione a cera persa, h cm 32
Le lunghe sopracciglia a forma di ali, tra le quali è posto il terzo occhio,
sottolineano la fronte del dio e la percorrono da un orecchio all’altro. All’apice
della testa è posta una piccola stupa.