Morg Armeni – Morgasmatron

Genova - 12/11/2011 : 08/12/2011

Poliedrica artista e tatuatrice di fama Mondiale esporrà a Genova, sua città natale, la sua prima mostra personale.

Informazioni

  • Luogo: VIOLABOX ART GALLERY
  • Indirizzo: Via Trebisonda 56 - Genova - Liguria
  • Quando: dal 12/11/2011 - al 08/12/2011
  • Vernissage: 12/11/2011 ore 18
  • Autori: Morg Armeni
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da Martedi a Sabato dalle 16:00 alle 19:00

Comunicato stampa

Morgasmatron
30 Minutes of fear
di
Morg Armeni
Inaugurazione Sabato 12 Novembre 2011 dalle ore 18:00
Sarà la personale di Morg a essere inaugurata come quarantesimo evento presso gli spazi di
Violabox.
Poliedrica artista e tatuatrice di fama Mondiale esporrà a Genova, sua città natale, la sua
prima mostra personale.
30 minuti, di paura, è il tempo necessario per visualizzare tutte le opere presenti in mostra,
solo osservando con curiosità le opere, si avrà l’occasione di capire cos’è il Morgasmatron.
Ogni forza racchiude in se il suo opposto, la bellezza racchiude in se la mostruosità


E’ l’oscurantismo della specie, che spinge Morg a realizzare tele che raccontano il nostro
reale decadimento.
L’ artista rigetta sulle sue opere ciò che assorbe, coscientemente ed incoscientemente, nella
quotidianità. Dal caos interno nascono tele dipinte, ordinate nella loro perfetta composizione
ove tutto coesiste in un totale equilibrio.
Morg con le sue opere ci trasporta in un’avariata società che crea e fa scontrare falsi dei.
Morg Nasce a Genova nel 1977, diplomata all’Accademia Ligustica di Genova, continua il suo
percorso di studi in Olanda. Dal 2000 è attiva come tatuatrice fra Genova, Milano, Roma e
Amsterdam. Nel 2005 a Genova ha fondato Morganic Heart, studio di tatuaggi.
Catalogo con testo critico di Gloria Bazzocchi
Da Sabato 12 Novembre 2011 a Giovedì 8 Dicembre 2011
Da martedi a Sabato dalle 16:00 alle 19:00
Testo critico
Morg è un’artista Italiana e una tatuatrice di fama internazionale, il cui talento è
stato riconosciuto più o meno ovunque, dal Giappone agli Stati Uniti. Ma quello
che interessa in questo specifico contesto è l’analisi della sua produzione
pittorica. Da oltre dieci anni Morg dipinge quadri a olio di tipo figurativo e
surreale, con espliciti riferimenti, fino a qualche tempo fa, a un’estetica di gusto
pop e gotico, che poteva farla rientrare all’interno di quel movimento indicato con
il termine di “pop-surrealismo”. Con quest’ultima serie di opere si scorge invece
un rinnovato interesse per l’investigazione iconografica e per un più approfondito
studio della pittura in sé, intesa come linguaggio della luce, del colore, della
sensibilità compositiva , di una possibile ricerca in chiave simbolica della
prospettiva e della plasticità delle figure. Un’attitudine questa che le ha
consentito di ottenere risultati di gran lunga migliori, allontanandola dai noiosi
clichè del pop-surrealismo, a favore di una via d’espressione molto personale e
che, forse, ne decreta la maturità artistica.
L’influenza estetica della pittura del tardo Medioevo-inizio Rinascimento la si
deduce con immediatezza dalla cifra realistica, talora narrativa e visionaria, che
contraddistingue le sue opere. Dal punto di vista concettuale troviamo invece una
spiccata affinità con lo spirito dei pittori fiamminghi, che amano porre l'accento
sugli aspetti decadenti e irrazionali di un’umanità perduta, circondata dal male e
corrotta dai pregiudizi di una cultura bigotta e materialista, che volutamente
nega la supremazia dell'intelletto.
Ne scaturiscono figure archetipiche di stampo apocalittico, nuove divinità del
Kali-Yuga contrassegnate da una bellezza torbida, pregna di una sofferenza e di
una sensualità viscerale, in bilico tra la gioia e il dolore, la paura e il coraggio di
vivere. Come nella serie Springtime, ispirata al disastro nucleare di Fukushima,
dove la resurrezione è affidata alla forza pura del corpo e dello spirito insieme ad
un’eroica accettazione della mutazione, che sempre si verifica tramite la “grazia
alchemica” di Madre Natura. Queste figure di donne, ironicamente coronate da
sfondi d’oro o da squarci di luce celeste (alla maniera dei Santi), sono inquietanti
ma al tempo stesso simboli di una speranza, simboleggiata dagli elementi
naturali che le circondano, che indicano l’esistenza di una sorta di tacita alleanza
tra loro e le forze della Natura.
L’atmosfera generale dei quadri di Morg denuncia uno stato di decadenza
avanzato, in cui gli umani sono ridotti a poveri diavoli destinati a vivere in uno
stato di frustrazione perenne, deviati dall’ignoranza dei veri valori spirituali e
vittime di credenze becere e di false paure. A questo riguardo è emblematico il
quadro che ritrae la sfortunata “donna bozzolo”, opera che fa parte di un trittico
molto impegnato sotto il profilo tematico: la denuncia della visione misogina della
Chiesa. I volti scuri dei personaggi raffigurati sono quelli di due cardinali che,
ottenebrati dagli ardori di una cruda passionalità infliggono pene corporali alle
loro amanti: una donna legata e una donna-ragno. Esse sono chiaramente i
simboli dell’odio e del disprezzo del modo di vedere la femminilità da parte del
mondo ecclesiastico, che riduce il potere trascendente e magico della natura
femminile a una sterile immagine di deformità fisica e psichica di cui si possa
perfino abusare.
I numerosi ritratti al femminile di questo interessante ciclo pittorico di Morg
sembrano indicare che l’unica via di salvezza, per un’umanità allettata da istinti
primitivi, sia proprio quella della comunione con il mondo della Natura e la
reintegrazione dell’universo mistico, sensuale e trascendente della componente
foeminina.
Anche il tema dell’ex-voto, trattato nella riuscitissima opera titolata “Il Carro”, fa
la sua apparizione in qualità di testimonianza viva dell’arte come atto di fede, di
credenza religiosa popolare rispecchiando l’ispirato approccio dell’artista. Qui, la
cura per l’aspetto compositivo e strettamente pittorico di Morg ne rivelano una
capacità espressiva matura: basti osservare la qualità degli elementi naturali, la
cui stilizzazione in chiave allegorica conferisce loro un’austerità che li muta, per
“incantesimo artistico”, in simboli di un’efficacia eccellente. Verdi colline, foreste
in fiamme, cieli plumbei, nuvole minacciose, rocce scoscese fanno da contraltare
alle lacerazioni dell’animo umano, simboleggiando la presenza rivitalizzante di
un’antica e immutata saggezza di cui Madre Natura è depositaria e che può
fungere sia da sostegno per lo spirito umano, sia da potente talismano che reca
forza, protezione, equilibrio, armonia cosmica, verità.
Gloria Bazzocchi