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Torino - 29/05/2012 : 02/08/2012

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta quattro mostre: la personale di Chao Kao, la terza edizione di Greater Torino, la mostra conclusiva della Residenza per Giovani Curatori stranieri, "Sotto la strada, la spiaggia", e la personale di Julien Creuzet. Standard & Poor's on the Way, the Price of Glass.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 29 maggio al 2 agosto 2012, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta quattro mostre: la personale di Chao Kao, la personale di Julien Creuzet, la terza edizione di Greater Torino e la mostra conclusiva della Residenza per Giovani Curatori stranieri, "Sotto la strada, la spiaggia".

Con queste quattro esposizioni la Fondazione risponde alla tradizione di scoprire nuovi talenti internazionali e di porli in relazione con la giovane scena artistica nazionale

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, da 17 anni luogo di riferimento nella ricerca e nella produzione artistica, anche in quest'occasione promuove l'arte a più livelli: dal Mondo, all'Italia, a Torino.

Mondo
ARTLAND. Chao Kao - A cura di Francesco Bonami

ARTLAND è una rassegna dedicata ad artisti stranieri emergenti. Chao Kao (1978) è un pittore cinese nato nel nord della Cina e vissuto per molto tempo a Jonkowo in Polonia e attualmente residente in Oregon (USA). Il tema prediletto del suo lavoro pittorico è la natura morta, in particolare spazi e oggetti anonimi, come angoli, tubi, lacci da scarpe. Per ogni quadro scrive una breve poesia. Benché attivo da molti anni, Chao Kao non ha mai esposto i suoi lavori, e questa sarà la sua prima mostra in una istituzione museale.

STANDARD & POOR'S ON THE WAY, THE PRICE OF GLASS. Julien Creuzet

A cura di Stefano Collicelli Cagol
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con l’ENSBA - Lyon - École Nationale Supérioure des Beaux Artes, presenta la prima personale in Italia di Julien Creuzet, partecipante al Postgraduate programme promosso dall’ENSBA - Lyon. Nato in Francia nel 1986 e vissuto in Martinica, Julien Creuzet ha studiato a Caen e attualmente vive e lavora a Lyon.

Italia

MOSTRA CONCLUSIVA RESIDENZA GIOVANI CURATORI. Sotto la strada, la spiaggia - A cura di Benoit Antille, Michele Fiedler, Andrey Parshikov

La mostra è il frutto di tre mesi di lavoro di tre giovani curatori stranieri - Benoit Antille (Sierre, Svizzera, 1975), Michele Fiedler (Santurce, Porto Rico 1981) e Andrey Parshikov (Mosca, Russia, 1985) che hanno partecipato alla sesta edizione del progetto “Residenza per giovani curatori”, promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e dalla Fondazione Victoria - The Art of Being Contemporary di Mosca, con il sostegno della Compagnia di San Paolo. Invitati dalle due Fondazioni a trascorrere tre mesi in Italia, i tre curatori hanno avuto modo di approfondire la realtà contemporanea, prendendo contatto con artisti, curatori, direttori di museo, galleristi e critici. Il titolo della mostra è “Sotto la strada, la spiaggia”. Ispirandosi a uno slogan del Maggio francese del 1968 - “Sous les pavés, la plage” - la mostra sottolinea l’importanza di compiere gesti e occupare posizioni che ridefiniscano le relazioni degli spettatori con la realtà.

Torino

GREATER TORINO. Rä di Martino e Laura Pugno - A cura di Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto. Progetti speciali a cura di Giorgina Bertolino

Terza edizione del ciclo Greater Torino, dedicato agli artisti delle giovani generazioni che hanno in Torino il proprio spazio di formazione o di lavoro. Le artiste invitate sono Rä di Martino (Roma, 1975) e Laura Pugno (Triviero - Biella, 1975). Pur nella diversità di approcci e mezzi espressivi, entrambe le artiste incentrano la propria ricerca sul tema del paesaggio, sia esso naturale o architettonico, inteso come spazio di esperienza fisica e mentale, oggetto di visioni e rappresentazioni dalle molteplici valenze poetiche e politiche.

ARTLAND
Chao Kao
A cura di Francesco Bonami
29 maggio - 5 agosto 2012
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta ARTLAND, una nuova rassegna dedicata ad artisti
emergenti, a cura di Francesco Bonami.
Il primo artista del ciclo è Chao Kao, nato in Cina nel 1978, vissuto per molto tempo a Jonkowo in Polonia e
attualmente residente in Oregon (USA). Il tema prediletto del suo lavoro pittorico è la natura morta, in
particolare spazi e oggetti anonimi, come angoli, tubi, lacci da scarpe.
Benché attivo da molti anni, Chao Kao non ha mai esposto i suoi lavori, e questa sarà la sua prima mostra in
una istituzione museale. “Chao Kao ha scelto di restare ai margini, osservando il mondo. È un outsiderinsider.
La forza del suo lavoro non è il risultato di un isolamento, ma nel suo rimanere in contatto il resto del
mondo, pur mantenendo le distanze” (Francesco Bonami).
Chao Kao non è solo un pittore, ma anche un poeta autodidatta. Ogni opera esposta sarà accompagnata da
una breve poesia, che l'artista chiama zwykly (semplice). Per comprendere il concetto di zwykly è necessario
conoscere la storia personale di Chao Kao.
Nel 1978 in Cina era imminente la reintroduzione ufficiale di una legge che imponeva alle coppie dell'etnia
Han di avere un solo figlio, e la sua famiglia, temendo l'aborto forzato, decise di tenere nascosta la
gravidanza. Quando nacque Chao Kao lo diedero illegalmente in adozione ad una coppia polacca, in visita al
Nord della Cina con una delegazione della Polonia. Chao Kao non ha mai visitato la Cina e non parla cinese;
l'unico legame con quel passato è il piccolo tatuaggio che i suoi genitori gli fecero sulla caviglia, con il suo
nome e la sua data di nascita.
Una biografia segnata dall'estraneità, dall'essere fuori luogo, che risuona nei suoi dipinti e nelle sue poesie. I
quadri di Chao Kao esprimono una disperazione, una sorta di minimalismo privo di teoria e di ideologia, “strani”
Haiku, come li definisce lui stesso. I temi ricorrenti della rappresentazione fanno riferimento a un'idea di legame,
di unione. Nelle sue parole “Mi piacciono i contenitori anonimi... Lacci, angoli, tubature, sono tutte cose che
servono a contenere qualcosa, a unire un punto ad un altro”. Alla ricerca di un linguaggio, Chao Kao ha scelto la
parola polacca “zwykly” per caratterizzare lo stato di confusione che caratterizza la sua vita. Per questo motivo
dipinge spazi molto semplici e cose banali, per dare un senso a ciò che sembra non averlo.

GREATER TORINO
doppia personale di Rä di Martino e Laura Pugno
A cura di Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto
29 maggio - 5 agosto 2012
Il 29 maggio 2012 inaugura la terza mostra del ciclo Greater Torino, dedicato agli artisti delle giovani
generazioni che hanno in Torino il proprio spazio di formazione o di lavoro. La città è intesa come territorio
allargato, luogo di nascita o di elezione, ma soprattutto piattaforma per la costruzione di un percorso di
ricerca alimentato da opportunità di crescita, di mobilità e di relazioni con l’esterno. Una città aperta dunque,
capace di accogliere quelle dinamiche di “andata e ritorno” essenziali nella definizione delle carriere
artistiche. Come nelle due edizioni precedenti, anche quest'anno la scelta della doppia personale risponde a
una strategia curatoriale che intende approfondire e valorizzare un percorso in atto attraverso una selezione
di opere significative e nuove produzioni, in un insieme capace di restituire gli interessi tematici, le modalità
progettuali, le pratiche e gli strumenti dei due autori.
Le artiste invitate alla terza edizione di Greater Torino sono Rä di Martino e Laura Pugno. Rä di Martino è
nata nel 1975 a Roma, ha studiato a Londra, ha vissuto a New York e da due anni ha scelto Torino come
luogo di residenza e lavoro. Laura Pugno è nata a Biella nel 1975 e si è formata all'Accademia Albertina di
Belle Arti di Torino, città in cui vive e lavora. In mostra saranno esposti lavori recenti delle due artiste che,
pur nella diversità di approcci e mezzi espressivi, incentrano la propria ricerca sul tema del paesaggio, sia
esso naturale o architettonico, inteso come spazio di esperienza fisica e mentale, costrutto culturale, oggetto
di visioni e rappresentazioni, dalle molteplici valenze poetiche e politiche.
Il lavoro di Rä di Martino da sempre esplora il campo espressivo e simbolico del cinema, in quanto
patrimonio di immagini, storie e ricordi personali e collettivi, cui l'artista attinge per creare nuove narrazioni,
stratificazioni di segni che ricorrono e si trasformano passando attraverso il tempo e lo spazio. Le opere in
mostra sono incentrate su una serie di set cinematografici dismessi nei deserti di Tunisia e Marocco,
strutture fittizie, nate per essere effimere, e abbandonate nel paesaggio nordafricano, dove hanno acquisito
nel tempo una nuova, precaria identità, analizzata dall'artista tramite fotografie, diapositive, installazioni e un
nuovo lavoro video.
Lo sguardo di Laura Pugno si rivolge ad ambienti naturali più vicini e consueti, come la catena montuosa del
Monviso, oggetto di numerosi lavori dell'artista, tra cui disegni, incisioni e interventi su opere fotografiche. Il
paesaggio è qui oggetto di una scomposizione finalizzata a negarne la visione univoca e unitaria, romantica,
per far emergere prospettive frammentarie, punti di vista inconsueti, tensioni e prevaricazioni di un elemento
sull'altro, sia esso naturalistico o espressivo. Attraverso procedimenti quasi scientifici o, all'opposto, incentrati
su un'esperienza totalmente soggettiva, Laura Pugno demolisce il sistema-paesaggio, sottoponendolo a un
processo di liberazione e trasformazione.
La mostra è a cura di Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto.
Progetti speciali
Alla fase di realizzazione della mostra seguirà quella altrettanto importante di relazione con i visitatori,
secondo l’articolata offerta della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Le artiste di Greater Torino sono
state invitate a progettare un laboratorio destinato a giovani e adulti. Lo faranno avvalendosi della
collaborazione dello staff dei mediatori culturali d’arte impegnati in mostra, quotidianamente, nel rapporto e
nel dialogo con i pubblici. La presenza degli artisti di Greater Torino negli spazi della Fondazione è dunque
intesa come risorsa, occasione per ideare e sperimentare nuove forme di relazione attiva con l’arte
contemporanea. I due laboratori sono gratuiti e aperti a tutti tramite iscrizione e avranno luogo mercoledì 6
(Rä di Martino) e mercoledì 13 giugno (Laura Pugno) dalle ore 20.30 alle 22.30.
Per informazioni e iscrizioni: [email protected] - 011. 3797631.
Progetti speciali a cura di Giorgina Bertolino.

Sotto la strada, la spiaggia
Mostra conclusiva Residenza per Giovani Curatori
A cura di Benoit Antille, Michele Fiedler, Andrey Parshikov
29 maggio - 5 agosto 2012
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e VICTORIA - the Art of being Contemporary di Mosca
presentano Sotto la strada, la Spiaggia, la mostra conclusiva della sesta edizione del programma di
Residenze per Giovani Curatori, a cura di Benoit Antille (Sierre, Svizzera, 1975), Michele Fiedler
(Santurce, Porto Rico 1981), Andrey Parshikov (Mosca, Russia, 1985). La mostra sarà allestita per la prima
volta nella sede di Torino della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e aprirà al pubblico dal 29 maggio fino
al 5 agosto 2012.
Ispirandosi a uno slogan del Maggio francese del 1968 – “Sous les pavés, la plage” [Sotto la Strada, la
Spiaggia] – la mostra sottolinea l’importanza di compiere gesti e occupare posizioni che ridefiniscano le
relazioni degli spettatori con la realtà.
Sotto la Strada, la Spiaggia presenta opere di artisti contemporanei che sperimentano strategie di rottura
dello status quo o che utilizzano narrazioni alternative, in modo da creare nuove dinamiche e condizioni di
visibilità all’interno del contesto socio-politico, culturale e urbano dell’Italia di oggi.
L’attenzione del visitatore è spostata così verso situazioni che rischiano di diventare invisibili agli occhi di chi
guarda perché sovraesposte, evitando che scompaiano nell’indifferenza.
Riunendo le proprietà energetiche o i contenuti poetici presenti nei lavori inclusi, la mostra propone di
pensare a come raggiungere la spiaggia promessa sotto la strada.
Artisti in mostra:
Yuri Ancarani (Ravenna, 1972), Francesco Arena (Torre Santa Susanna-Brindisi, 1978), Ludovica Carbotta
(Torino, 1982), Angelo Castucci (Torino, 1982), Danilo Correale (Napoli, 1982), Luca De Leva (Milano, 1986),
Tomaso De Luca (Verona, 1988), Giulio Delvè (Napoli, 1984), Tony Fiorentino (Barletta-Bari, 1985), Helena
Helena Hladilova (Kromeriz-Repubblica Ceca, 1983), Renato Leotta (Torino, 1982), Beatrice Marchi
(Gallarate, 1986), Liliana Moro (Milano, 1961), Maria Pecchioli (Firenze, 1977), Alessandro Quaranta (Torino,
1975), Andrea Romano (Milano, 1984), Mirko Smerdel (Prato, 1978), Nico Vascellari (Vittorio Veneto, 1976),
Valentina Vetturi (Reggio Calabria, 1979).
Residenza per Giovani Curatori:
I tre partecipanti sono stati scelti da una rosa di candidati nominati dalle migliori scuole curatoriali del mondo
e da alcune tra le più interessanti istituzioni europee dedicate all’arte contemporanea. I curatori della sesta
edizione sono stati selezionati da una giuria internazionale composta Beatrix Ruf, direttore del Kunsthaus di
Zurigo, Iwona Blazwick, direttore di Whitechapel Gallery, Londra e Francesco Bonami, direttore artistico della
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
La residenza, dedicata a tre giovani curatori stranieri e coordinata da Stefano Collicelli Cagol della
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ha dato ai partecipanti la possibilità di conoscere gli artisti, visitare le
gallerie d’arte, i musei e le fiere d’arte, e di incontrare critici e operatori culturali per ottenere una
panoramica approfondita della scena artistica italiana contemporanea.
La residenza vuole favorire una riflessione sulle pratiche curatoriali contemporanee e la loro sperimentazione,
e consentire lo sviluppo di una serie di contatti in grado di diffondere la conoscenza della scena artistica
italiana all’estero. Per i curatori, la residenza si pone come trait d’union tra la fine del percorso educativo e
l’ingresso nel mondo della professione ed è strutturata come attività didattica semi-autonoma, con una serie
di incontri formativi e di attività di supporto a tempo parziale.

JULIEN CREUZET
Standard & Poor's on the Way, the Price of Glass
A cura di Stefano Collicelli Cagol
29 maggio - 5 agosto 2012
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con l’ENSBA - Lyon - École Nationale
Supérioure des Beaux Artes, presenta la prima personale in Italia di Julien Creuzet, partecipante al
Postgraduate programme promosso dall’ENSBA - Lyon. Nato in Francia nel 1986 e vissuto in
Martinica, Julien Creuzet ha studiato a Caen e attualmente vive e lavora a Lyon.
Standard & Poor’s, on the Way, the Price of Glass riunisce un gruppo di opere appartenenti al
progetto in corso Standard & Poor’s, iniziato da Cleuzet nel 2011.
Ispirata al nome di una delle maggiori agenzie di rating internazionali con sede negli Stati Uniti, la
serie è composta da un insieme di lavori che intrecciano riferimenti alla storia personale dell’artista
con le dinamiche finanziarie e di potere che regolano il funzionamento del mondo contemporaneo.
Il titolo della serie, da un lato fa riferimento alla crisi della sovranità popolare di fronte ai poteri
finanziari, dall’altro agisce come potente allegoria del presente, giocando sul significato letterale
dei due termini che la compongono.
Nelle sue opere infatti, Creuzet ricorre a elementi standard ed economici (come i listelli di legno
brasiliano o i vetri di Murano), facilmente reperibili in molte città del mondo.
La strategia di standardizzare le merci e i sistemi di scambio a esse correlate per permetterne una
più veloce circolazione internazionale dei prodotti, ha contribuito a cambiare inesorabilmente le
economie e la quotidianità di diverse comunità. L’espansione finanziaria è da sempre legata a una
dimensione internazionale e al conseguente trauma della colonizzazione. Oggi, all’astrazione dei
poteri finanziari corrisponde la tangibile crisi economica sofferta da ampi strati di popolazione in
diverse aree del globo, indipendentemente dalla loro posizione geografica. Nelle sue opere,
Creuzet crea cortocircuiti tra materiali differenti, visioni e ricordi personali, ricerche sul passato e
indagini sul presente dando vita a situazioni aperte a molteplici interpretazioni da parte del
visitatore. A prima vista innocue, le opere di Standard & Poor’s rivelano nelle tensioni e instabilità
da cui sono percorse e nei dettagli che le compongono, la violenza insita nelle relazioni di potere
che regolano la storia e il presente dell’uomo. Standard & Poor’s, on the Way, the Price of Glass in
particolare unisce una serie di opere relative al vetro e al processo di cristallizzazione alla base di
esso. Uno dei primi elementi di scambio utilizzato dai colonizzatori per ottenere l’oro, il vetro è oggi
uno dei più diffusi souvenir che è possibile trovare in diverse città del globo interessate dal turismo
di massa. Standard & Poor’s, on the Way, the Price of Glass offre al pubblico della Fondazione la
possibilità di arricchire la riflessione sulla crisi finanziaria attuale attraverso lo sguardo trasversale
di Julien Creuzet, che sottolinea come oggi non sia poi più così sicuro chi stia pagando il prezzo del
vetro.