Mondi – Nicola Salvatore

Roma - 24/02/2022 : 05/04/2022

“MONDI” è un progetto appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel ventennale della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

“MONDI” è un progetto appositamente ideato per il Circolo Esteri del
Ministero Affari Esteri di Roma nel ventennale della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea

Esso vive nobilmente sulle arti che
riprogrammano il mondo, si campiona ad essere uno spettacolare
archivio decentralizzato ove le diverse discipline si nutrono di
arte-mondo, mira a rappresentare come si abita la cultura globale,
ovvero l’altramodernità, che altro non è che una sorta di costellazione, una specie di arcipelago di singoli mondi e singoli artisti le cui
isole interconnesse non costituiscono un continente unico di pensiero, ma lo specchio di un’arte postproduttiva e frontaliera, mobile,
ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto
e destino della comunicazione estetica. E’ con questo progetto,
ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, intellettuale di piano internazionale, che si
vuole indicare e sorreggere un’Europa Creativa Festival e, dunque,
protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per
porgere a tutti il culto dell’eterno. Il terzo millennio che fa vivere i
processi creativi nel clima di abitare stili e forme storicizzate, perchè
il futuro è ora, fra rappresentazioni e interpretazioni, ci porta a cogliere il nuovo destino della bellezza. Con l’arte vogliamo aprire finestre
sul mondo, con l’arte vogliamo aprire stagioni eroiche, con l’arte
vogliamo inaugurare una nuova civiltà. Con “MONDI”
(2020-2021-2022) si porgono dodici mostre personali di dodici
artisti contemporanei, taluni di chiara fama. Questa mostra dal titolo
“Il canto delle balene” è la sesta del percorso, ed è già una novità in
quanto si veicolano a Roma nomi dell’arte contemporanea di
significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti
più intriganti del fare arte nel terzo millennio. L’esposizione curata
dall’illustre Storico dell’Arte Contemporanea di fama internazionale,
Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo dal titolo “Il
canto delle balene”, riunisce una serie di opere dell’artista Nicola
Salvatore, già apparso agli occhi della critica italiana e internazionale
come una figura delle più interessanti e propositive dell’arte contemporanea, e ricordato come chiaro e significante interprete.


Scrive Carlo Franza nel testo: “Nicola Salvatore, artista italiano di
chiara fama, tra i più osannati della contemporaneità, vive il nostro
tempo con un’attenzione forte e mirata ai temi più intriganti, dove
la balena si fa mito, archetipo, strada veicolare del salvataggio del
mondo e dell’ambiente intero. Essa racchiude così la filosofia del
mondo, la sostanza e la preziosità della sopravvivenza, la lezione
forte per i potenti della terra, il simbolo sapienziale che si fa crocevia della saggezza. Ciò lascia vivere nel simbolo appuntato sulle
lavagne di Salvatore la salvaguardia del mondo, la lezione miracolosa che da Beuys e oltre, ha trovato nell’idea che si materializza
un’intellettualità forte, una creatività vera, una verità intima, folle,
storica. La balena di Nicola Salvatore è l’icona più affascinante,
dopo quelle utilizzate dalla Pop Art sia italiana che americana; è la
chiave di lettura e la nuova direzione di pensiero per l’uomo d’oggi
ancor più spaesato dai media e dal futuro nebuloso. La balena è
l’icona più spettacolare, segno e segnale, tra il senso e il non senso,
movimento-gesto, movimento-suono, movimento-meditazione,
disperante immanenza del suo archetipo inesauribile, immagine
viva, oscuro richiamo, sconfinamento, confessione, percezione grandiosa e umile del non finito, del viaggio dismisura nei mari del
mondo, e che da tempo Nicola Salvatore ripropone al contemporaneo come scatto di un pensiero più vasto. La balena, grande
cetaceo, sospinta fra cieche onde grigie e minacciose dell’oceano
ormai più che inquinato, poi sudario di una vita scomposta e
lacerata, è diventata nella produzione artistica di Nicola Salvatore il
leit motiv di una sacrosanta lezione creativa che intercetta la filiera
naturale e alimentare. La sua è una ricerca continua, “viaggia”
solcando ed esplorando tutte le possibili esperienze e luoghi
dell’arte. Aver rispolverato e messo sull’altare il simbolo del grande
cetaceo è significato per Nicola Salvatore collegare il passato al
presente, la storia antica e primitiva alla contemporaneità. Essa è
divenuta l’elemento principe del suo lavoro che da anni argomenta
capitoli installativi, scultorei, pittorici, ecc. C’è di più, che a parlare del
suo lavoro al di là dell’icona principe, vivono i luoghi e i materiali; i
luoghi dove le sue sculture-balena respirano l’idolatria del nostro
tempo sono emblematici, come lo sono i materiali, dal ferro all’acciaio e al bronzo, dall’alluminio alle resine, perché ogni balena vive
nello schema del ritaglio conformativo e nelle geometrie che la
accolgono e nel peso della sostanza che si distende e la rappresenta. Alla stregua di Beuys il lavoro di Nicola Salvatore si nutre di
intellettualità forte, della filosofia del mondo, dei simboli, dei miti e
degli archetipi che ne sorreggono l’esistenza; ed oggi, in un mondo
in cui l’uomo moderno vive di un futuro tecnologico e ha quasi
dimenticato i parametri della vita e del mondo, e dei regni animale,
vegetale e minerale, ecco che l’attenzione dell’artista italiano verso
questo enorme mammifero marino fa cucire e rammemorare miti
e leggende del passato. Le sue grandi sculture che sono i totem
del terzo millennio, in cui la balena in virtù del rispetto e della
venerazione dei nativi americani e dei popoli celtici per essa, e
dell’aurea di antichità che ancor oggi si porta dietro è un simbolo di
nascita e creazione, del principio di tutte le cose. Nicola Salvatore
si è fatto artista guida, portando l’arte ad essere nel presente
capace portatrice di lezioni potenti e significanti alla cultura e
all’umanità. E nel clima del rispetto e della salvaguardia del mondo
e dell’ambiente la lezione di Nicola Salvatore fa leggere la balena
come un prezioso alleato nella lotta alla sopravvivenza. Una
significativa credenza degli antichi riguardava i suoni emessi dalla
balena, che avevano la stessa forza di attrazione del mitologico
canto delle sirene. La credenza voleva che con le sue canzoni
entrasse in comunicazione con gli uomini e raccontasse loro le
storie di antiche creature e avvenimenti, tramandate di generazione in generazione. Si tratta della sua voce e dei suoi effetti per
l’orecchio umano. In virtù delle leggende e delle qualità positive
attribuite a questo mammifero, la sua frequenza sonora veniva
interpretata come una melodia che conduce lungo il vero cammino della vita. Chi si affidava al totem della balena erano persone
dall’udito fine, alla costante ricerca di segnali che decifrassero i
misteri dell’universo e rivelassero l’origine dell’uomo. Per gli sciamani i suoni emessi dalle balene erano una sorta di linguaggio telepatico. La balena diveniva pertanto un simbolo di profonda sapienza
e saggezza. E’ così che il vasto campionario di balene che ormai
Nicola Salvatore ha disseminato in più continenti sono una delle
parti più nobili del fare arte contemporanea; l’opera ridotta a un
“pezzo”, a un frammento del mondo, al torso di un simbolo, svolge
il compito di pensare l’impensabile, di rappresentare l’irrappresentabile, e di portare tutto al suo fine e alla sua perfezione”.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA.
Nicola Salvatore nasce a Casalbore (Av) nel 1951, vive e lavora tra
Como e Marrakech. Dal 1995 è stato titolare di una cattedra di
Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Il percorso
artistico di Nicola Salvatore è segnato da un fil rouge, una presenza
ricorrente: la balena. Il mammifero leggendario è per l’artista, sin da
studente nelle sue prime mostre personali, simbolo di ricerca
interiore. Dall’inizio del suo percorso artistico, Nicola Salvatore è
stato invitato a partecipare ad alcuni dei più importanti eventi artistici contemporanei, in Italia e all’estero (X e XVI Quadriennale di Roma; Biennale di Parigi, 53.ma e 54.ma Biennale di Venezia). È stato curatore per l’arte sulle navi della compagnia Costa Crociere. Tramite numerose committenze pubbliche e private, sono molte le opere
di Nicola Salvatore presenti sul territorio italiano. Nicola Salvatore è
un esploratore della materia, della creatività e dell’arte, uno spirito
che ha ideato la “Trattoria da Salvatore” presso la sua cattedra di
Pittura l’Accademia di Brera, un connubio inedito tra arte, cibo,
studenti e grandi personaggi della scena artistica ed intellettuale
italiana. Hanno scritto sul suo lavoro: R.Bellini, M.Bignardi,C.Cerritelli.
L.Caramel, L.Cavadini, L.Cherubini, E.Crispolti, G.Dorfles, A.D’avossa,
E.Di Raddo, F.AlfanoMiglietti, A.P.Fiorillo, A.Fiz, F.Gualdoni, C.Franza
V.Guarracino,C.Liveriero Lavelli. M.Meneguzzo, L.Parmesani, F.Poli,
R.Sanesi, E.Sanguineti, V.Tassinari, T.Trini, G.Verzotti, C.Vivaldi e altri....

Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea,
italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al
1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università
Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a
Milano dove tuttora risiede. Allievo e Assistente Ordinario di Giulio
Carlo Argan all’Università La Sapienza di Roma. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nell ’Università della Slesia e in altre
numerose Università Estere (Università della Slesia, ecc.). Docente
nell’ Executive Master “Diplomatic, Economic and Strategic
Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management
dell’Università LUM nella Villa Clerici sede del Campus di Milano,
Docente nel Master di Fotografia (ARD&NT Institute di Milano -
Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) dell’Accademia di Brera e Politecnico di Milano e nel Master Universitario in
Management dei Beni Culturali allo Ied di Milano. E’ Consulente
Tecnico del Tribunale di Milano per l’Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti
d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale” di Indro
Montanelli, poi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri. Nel 2012 riprende
sul quotidiano “Il Giornale” la collaborazione giornalistica come
opinionista, unitamente alla sua Rubrica “Scenari dell’arte”, divenendone una delle Firme più lette. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali
ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato
Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore
e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Ha vinto
per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il
Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio
Milano nel 1998, il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000
(del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Città di Tricase nel
2008. Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la
Critica d’Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio
ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la
Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella
Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protogonista
della Cultura 2020.