Mina Enowaki – Seppure il vento soffiando non sta
Seppure il vento soffiando non sta, la prima mostra personale in Italia di Mina Enowaki, a cura di Carlo Corona.
Comunicato stampa
Sabato 6 Giugno 2026, dalle ore 18:00, L’Ascensore è lieto di presentare Seppure il vento soffiando non sta, la prima mostra personale in Italia di Mina Enowaki, a cura di Carlo Corona.
Nelle pietre e nei minerali, nei fossili e nelle ossa, che Mina Enowaki incontra come portatori di forze sottili e distilla via via in sagome elementari di pieni e vuoti, si struttura un vocabolario di forme che l’artista ingloba entro architetture tradizionali del design giapponese, come il fusuma e il noren, affinché lo scorrere di un soffio possa sostare anche solo per un istante e farsi materia. (Carlo Corona)
Biografia
Mina Enowaki è un’artista franco-giapponese con base a Bruxelles. Ha studiato fotografia presso ÉCAL di Losanna e pittura presso La Cambre, dove ha sviluppato una pratica multidisciplinare che attraversa fotografia, pittura e scultura. Il suo lavoro si dispiega attraverso processi di traduzione dall’immagine all’oggetto, dal disegno al modello, dalla miniatura al bronzo, permettendo alle forme di circolare tra differenti medium e stati d’esistenza. Nel 2025 ha preso parte a residenze presso la Moonens Foundation e la CAB Foundation, dove ha ampliato la propria ricerca, culminata nella pubblicazione di Sculptures for Ritsurin Garden (S U N, New York), il suo primo libro d’artista. Nel 2026 ha presentato la sua prima serie di sculture in bronzo presso Whitehouse Gallery e ha partecipato a una residenza presso Studio Mukaiyama in Giappone, dove ha presentato una mostra personale alla Midori.so Gallery di Tokyo.
Il lavoro di Mina Enowaki è in costante movimento e oscilla tra immagine, oggetto e spazio. Le forme emergono, migrano e si trasformano attraverso fotografie, disegni, sculture e pitture, per cui ogni loro incarnazione contribuisce alla vita mutevole dell’opera. Attraverso questa continua circolazione, la sua pratica abita simultaneamente stati differenti, sfumando i confini tra l’immaginato e il tangibile e mantenendo una presenza interiore che appare viva.
Al centro della sua ricerca vi sono frammenti naturali modellati dal tempo, come pietre, fossili e ossa, spesso trascurati come semplici resti, ma che l’artista osserva e studia come autentiche fonti d’ispirazione in virtù della memoria che li attraversa: segni, tracce, vite. Esplorando l’idea che gli oggetti naturali possano custodire forze sottili e invisibili, Mina Enowaki si relaziona a queste forme come a ricettacoli di presenza, che sovente ripensa e rimescola insieme a elementi architettonici del design giapponese, come pannelli scorrevoli e schermi, estendendo così la pittura verso un’idea di movimento che agisce nello spazio.
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Carlo Corona (Palermo, 1997) ha conseguito il Diploma di I e II livello Didattica dell’Arte e Mediazione Culturale del Patrimonio Artistico presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, formandosi con Daniela Bigi e Toni Romanelli nell’ambito dell’Osservatorio Arti Visive, per poi proseguire gli studi in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Palermo. Attualmente è dottorando in Cultura Visuale con un progetto di ricerca sul grafismo preistorico tra Kandinskij e Klee nella via italiana all’astrattismo, coniugando il rigore e la lettura critica della storia dell’arte, l’antropologia dell’immagine e i visual studies.
Collabora alla redazione della rivista di settore “Arte e Critica”, è membro dello spazio d’arte “L’Ascensore” di Palermo e, nel corso dell’anno accademico 2025/2026, è cultore della materia in “Fenomenologia dell’Arte Contemporanea” e “Storia dell’Arte Contemporanea” presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.