Milka Panayotova – Live Cracks

Bologna - 10/10/2014 : 10/10/2014

Far tornare gli antichi teatri anatomici alla loro funzione originale di luogo per l'esplorazione del corpo umano, mettendo però al centro dell'attenzione i corpi vitali di una performance di danza contemporanea: è questo l’obiettivo del progetto Live Cracks, che la performance-maker Milka Panayotova porta avanti dal 2013 e che vedrà nei prossimi mesi protagonisti i teatri anatomici italiani.

Informazioni

Comunicato stampa

LIVE CRACKS: site-specific performance nei teatri anatomici
Il 10 ottobre a Bologna la prossima tappa italiana del progetto di Milka Panayotova
Far tornare gli antichi teatri anatomici alla loro funzione originale di luogo per l'esplorazione del corpo umano, mettendo però al centro dell'attenzione i corpi vitali di una performance di danza contemporanea: è questo l’obiettivo del progetto Live Cracks, che la performance-maker Milka Panayotova porta avanti dal 2013 e che vedrà nei prossimi mesi protagonisti i teatri anatomici italiani


Il crack del titolo non è, dunque, quello dello spezzarsi delle ossa durante un'autopsia, ma quello delle articolazioni che scrocchiano in movimento: un modo per ricordare l'importanza dei pionieristici studi sul corpo umano (che proprio nei primi teatri anatomici italiani fiorirono a partire dal tardo Rinascimento) non soltanto per lo sviluppo della medicina, ma anche delle arti, della danza e della concezione stessa dei nostri corpi. Dagli scranni un tempo usati da studenti e professori per assistere alle autopsie dei cadaveri, gli spettatori osservano le performer di Live Cracks esplorare gli spazi e l'architettura del teatro in rapporto alle possibilità e ai limiti fisici del proprio corpo, in una celebrazione della vita e del movimento.
Ogni spettacolo è ideato come performance site-specific, ovvero concepito appositamente per lo spazio in cui verrà rappresentato, ma collegato a ciascun altro in questo ampio progetto che fa della live-performance uno strumento per la riscoperta e la valorizzazione dei rari teatri anatomici storici. Nonostante la loro rilevanza culturale e bellezza architettonica, infatti, soltanto una ventina dei teatri anatomici originali è sopravvissuta fino a oggi, tra l'Europa e il Nord America. Un terzo di questi si trova proprio in Italia, dove Milka Panayotova ha pertanto deciso di concentrare la propria attività nel corso del 2014.
La lunga fase di ricerca del progetto, portata avanti insieme a un team multidisciplinare di esperti e ricercatori, si è conclusa con la prima esibizione, il 6 marzo 2014, nel teatro anatomico di Palazzo Paradiso a Ferrara, antica sede dell'Università e oggi biblioteca comunale dove riposano le spoglie di Ludovico Ariosto. Gli altri teatri anatomici italiani, che per la prima volta saranno coinvolti e messi in rete da un progetto unico, si trovano a Padova (considerato il più antico al mondo), Bologna, Pavia, Pistoia e Lucca.
La prossima performance si terrà a Bologna, venerdì 10 ottobre (ore 18.30), al teatro anatomico della Biblioteca dell'Archiginnasio. L'ingresso è gratuito, ma a numero chiuso ed è dunque consigliato prenotare via email a [email protected] o telefonare al numero 380 6482755. Eventuali posti rimanenti saranno messi a disposizione fino a esaurimento.
Per sostenere il progetto, da pochi giorni è anche attiva una campagna di crowdfunding (http://www.eppela.com/ita/projects/948/live-cracks-performance-site-specific-per-i-teatri-anatomici) per coprire le spese di realizzazione degli spettacoli e contribuire a valorizzare questi luoghi storici, dove lo studio della morte lavorava al servizio della vita.
Per ulteriori informazioni: www.livecracks.org
SCHEDA BIOGRAFICA:
Milka Panayotova è una performance-maker bulgaro-cipriota. I suoi spettacoli e le sue ricerche (sviluppate tra l’altro all'University of the Arts di Londra, California Institute of the Arts e Accademia di Belle Arti di Firenze) si concentrano in particolare su progetti site-specific e partecipativi.
Lo spettacolo di Bologna vedrà in scena le danzatrici Cristine Sonia Baraga e Alessandra Fabbri, si avvale delle musiche originali di Giacomo Marighelli e Bartleby Urens e della consulenza scientifica di Chiara Mascardi e Giuseppe Lipani.