Michele Tiberio – (…) forse il sussurro nacque prima delle labbra

Palermo - 26/10/2017 : 30/11/2017

"(...) forse il sussurro nacque prima delle labbra" è l’esito di un percorso durante il quale Tiberio ha osservato con rispetto e attesa tutto ciò che è stato intorno a sé e, allo stesso modo, ha ascoltato sé stesso, indagando in entrambi i casi processi di conoscenza che, gradualmente, hanno avuto esito nella ricerca di un linguaggio capace di rappresentare le sue istanze.

Informazioni

  • Luogo: FRANCESCO PANTALEONE ARTECONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Vittorio Emanuele 303 (Palazzo Di Napoli - Quattro Canti) 90133 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 26/10/2017 - al 30/11/2017
  • Vernissage: 26/10/2017 ore 18,30
  • Autori: Michele Tiberio
  • Curatori: Agata Polizzi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì - sabato 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00

Comunicato stampa

IT___ "(...) forse il sussurro nacque prima delle labbra" di Michele Tiberio, a cura di Agata Polizzi, inaugura alla Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Palermo il 26 ottobre alle 18.30.
Michele Tiberio (Palermo, 1987), formazione alla Royal College of Art e Imperial College of London, elabora una ricerca che guarda alla scultura come elemento di manipolazione di forme e materiali, pur cercando sempre un legame con quello che è storicamente, il dialogo tra materia e spazio per rappresentare le istanze di una visione nuova sul reale


"(...) forse il sussurro nacque prima delle labbra" è l’esito di un percorso durante il quale Tiberio ha osservato con rispetto e attesa tutto ciò che è stato intorno a sé e, allo stesso modo, ha ascoltato sé stesso, indagando in entrambi i casi processi di conoscenza che, gradualmente, hanno avuto esito nella ricerca di un linguaggio capace di rappresentare le sue istanze.
In mostra una serie di sculture in cemento con innesti di ferro e rame e altre opere in materiale plastico (PET). Tutte nascono da processi di selezione e manipolazione di materiali che spesso hanno un valore simbolico o mnemonico.
La matrice fortemente poverista è sottesa ed è guida alla ricerca di Michele Tiberio, che nel rapporto con la materia libera il suo mondo interiore caricandolo di una complessità strutturale pari alla densità con cui procede la sua memoria personale.
Ricerca introspettiva e assonanze diventano dunque luoghi privilegiati in cui trovare le possibilità per esprimente una narrazione che se ha da un lato una formazione culturale precisa, è dall’altro anche capace di sperimentare linguaggi identitari del tutto nuovi e precisi in cui confluiscono e si scontrano il vissuto e lo sguardo sul futuro di un uomo, alla soglia d’ingresso della sua maturità.


EN___ "(...) perhaps the whisper was born before the lips" by Michele Tiberio, curated by Agata Polizzi, will open at Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Gallery Palermo on October 26th at 6:30 pm.
In his solo show, Michele Tiberio, a young Sicilian artist who studied at Royal College of Art and Imperial College of London, displays sculpture as a manipulation of form and materials, while searching for the historical dialogue between matter and space in order to represent a new vision of reality.
"(...) perhaps the whisper was born before the lips" is the end of a path throughout which Tiberio respectfully and patiently observed everything around him and also listened to himself. In both cases, he examined processes of knowledge, which gradually led to the exploration of a language capable of depicting his initial thoughts.
The exhibition displays a series of cement sculptures with inserts made either of iron, cement, copper, or plastic (PET). They are born of selection processes and the manipulation of materials that have a symbolic or mnemonic value.
Following the Arte Povera matrix, Michele Tiberio frees his interior world through the connection with materials, charging it with a structural complexity equivalent to the density of his personal memory.
Introspective research becomes a privileged space in which to create a story that has a precise cultural structure and is able to experiment with new languages of identity, and in which the past and the future of a young man on the threshold of adulthood collide and merge.