Michele D’Avenia – La bellezza è possibile

Informazioni Evento

Luogo
PALAZZO DEI NORMANNI
Piazza Indipendenza 1, Palermo, Italia
Date
Dal al

lunedì – sabato 8,30 – 17,40
Domenica e festivi 8,15 – 13.00

Vernissage
03/05/2013

ore 19

Artisti
Michele D’Avenia
Generi
arte contemporanea, personale
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La mostra, curata dalla Fondazione Federico II, proporrà circa 70 fra dipinti e sculture, frutto di una selezione delle opere dell’artista.

Comunicato stampa

Sarà inaugurata Venerdì 3 maggio alle ore 19,00 a Palermo, presso la Sala del Duca di Montalto di Palazzo dei Normanni, la personale “La bellezza è possibile” dell’artista Michele D’Avenia, nato a Sesto San Giovanni il 9 dicembre 1964. La mostra, curata dalla Fondazione Federico II, proporrà circa 70 fra dipinti e sculture, frutto di una selezione delle opere dell’artista, già vincitore del premio Arte Mondadori 2004 per la scultura con l’opera “L’altra faccia del peccato”, in marmo di Carrara, che sarà presente in mostra insieme ad altre due opere particolarmente rilevanti: “Il compianto”, pala d’altare di cm 304 x 206, la cui straordinaria esibizione è stata resa possibile per gentile concessione del proprietario, e “1 ottobre 2009”, scultura realizzata in occasione ed in ricordo delle 37 vittime dell’alluvione che colpì Messina nel 2009. Il testo critico in catalogo è curato da Alberto Agazzani, che mette in luce le linee caratterizzanti del percorso artistico di Michele D’Avenia. “…D'Avenia opera una sorta di sottilissimo occultamento del visibile, traendone solo pochi elementi di partenza per disvelarne aspetti che forse la realtà non sa nemmeno d'avere. Egli copia la realtà per negarla, sfuggendo alla sua univoca, apparente e immediata ovvietà, convinto com'é che, per dirla con Saint Exupery, “l'essenziale è invisibile agli occhi”…
…Ma ciò che può apparire semplice concettualmente richiede un lavoro ed una concentrazione straordinarie per il pittore.
La verità, raggiunta attraverso una stupefacente perizia tecnica, non potrà mai bastare senza la menzogna creata dalla sensibilità unica dell'uomo. Il virtuosismo tecnico è sempre una pericolosissima trappola in pittura, arrivando ad essere perfino la negazione della pittura stessa. E D'Avenia lo ha presto imparato. La pittura per essere tale necessita di quel tradimento della realtà che solo l'anima del pittore può operare; quella menzogna che s'insinua fra la tela ed il colore creando mistero, sospensione, seducente irrealtà…
…Un discorso analogo, benché mutuato in una realtà più concreta e tridimensionale, si può applicare anche alle sue sculture, dove D'Avenia, in linea con una tradizione che giunge a noi da secoli di storia, trasforma in forme ideali gli “oggetti” del visibile, ma anche qui esaltandone il carattere metafisico attraverso una stilizzazione che è solo apparentemente verosimile. Sculture spesso rappresentanti l'universo muliebre, nelle quali marmo, pietra, bronzo e creta si trasformano, prima ancora che in forme, in sottili inquietudini, silenziosi straniamenti e solitudini.
…La contemporaneità vera è, oggi più che mai, una sintonia col tempo, con la storia, con il nostro tempo e la nostra storia. Una sintonia che pittoricamente D'Avenia realizza attraverso una sensibilità esasperata, eccessiva, a volte contraddittoria. E infinitamente varia, come la nostra vita”.