Michele Attianese / Ugo Cordasco – Intersezioni

Angri - 21/12/2014 : 31/01/2015

Il progetto nasce dal dialogo instauratosi nel corso di quest’anno tra i due artisti, un confronto tra linguaggi differenti - Attianese si muove nel campo della pittura, mentre Cordasco in quello della scultura - accomunati dalla ricerca di una nuova comunicatività essenziale, depurata dalle scorie dell’informazione massmediale.

Informazioni

Comunicato stampa

Domenica 21 dicembre alle ore 19.00 s’inaugura ad Angri, presso la Galleria Pagea Arte Contemporanea la mostra Intersezioni, dedicata, a cura di Pasquale Ruocco, alle opere di Michele Attianese e Ugo Cordasco.
Il progetto nasce dal dialogo instauratosi nel corso di quest’anno tra i due artisti, un confronto tra linguaggi differenti - Attianese si muove nel campo della pittura, mentre Cordasco in quello della scultura - accomunati dalla ricerca di una nuova comunicatività essenziale, depurata dalle scorie dell’informazione massmediale


«Lontani, ma al contempo vicini, entrambi interpretano - scrive Pasquale Ruocco nella breve presentazione - l’attività artistica come possibilità di interpretazione del tempo e dello spazio, in senso al contempo diacronico e sincronico, rivendicando, senza alcun senso di nostalgia, l’appartenenza a una tradizione, da intendersi come Thomas S. Eliot, quale fondamentale consapevolezza di un senso storico a cui l’uomo appartiene.
Un senso storico, “che è senso dell’a-temporale come del temporale, e dell’a-temporale e del temporale insieme” è ciò che renderebbe, un artista come uno scrittore, più acutamente consapevole della sua posizione nel tempo, della sua propria contemporaneità.
Ciò si traduce, nell’opera di Michele Attianese, come atmosfera sospesa, bloccata, immobile, capace di rendere il gesto, il movimento, quasi sempre legato alla dinamicità del gioco, eterno.
Dal canto suo la ricerca di Ugo Cordasco registra una nuova e più concreta fase scultorea.
Consumato ogni riferimento figurativo, che contraddistingueva forme stilizzate di carattere simbolico e totemico, Cordasco approda oggi, riguardando in primo luogo la lezione di Malevič e del Suprematismo, ad una serie di lavori di matrice evidentemente astratta, minimalista, mediante i quali raggiungere, mi confessa egli stesso, una sorta di grado zero della forma, una dimensione universale e atemporale della scultura».