Memory of the Present

Roma - 15/06/2021 : 15/09/2021

La Fondazione Filiberto e Bianca Menna, il Lavatoio Contumaciale, la FUIS-Federazione Unitaria Italiana Scrittori e l’Associazione FigurAzioni, sono liete di annunciare Memory of the Present, esposizione multanime che si terrà nella sede romana della Fondazione.

Informazioni

Comunicato stampa

La Fondazione Filiberto e Bianca Menna, il Lavatoio Contumaciale, la FUIS-Federazione Unitaria Italiana Scrittori e l’Associazione FigurAzioni, sono liete di annunciare Memory of the Present, esposizione multanime che si terrà nella sede romana della Fondazione, in via dei Monti di Pietralata 16, dal 15 giugno al 15 settembre 2021, con opere di Elena Bellantoni, Ciriaco Campus, Claudia Giannuli, Sandro Mele e Ciro Vitale



Nata da una riflessione sulla nuda vita, «muta e senza storia», che secondo Giorgio Agamben è il carattere più visibile del mondo contemporaneo ormai del tutto «in balia dei calcoli del potere e della scienza», Memory of the Present propone un pentagono di lavori che registrano e scansionano il presente per mostrare quale e quanta importanza abbia l’artista nell’ambito della conoscenza. Dotato di arma immaginifica l’artista studia infatti analiticamente e creativamente e con squisita intelligenza il proprio tempo producendo importanti dispositivi al cui interno il tempo si ferma, va brillantemente in cortocircuito, diventa una sorta di immoto andare e si trasforma in un presente stabile, stabilizzato dalla lucida riflessione che l’opera scaglia sull’occhio dello spettatore per creare anticorpi, per spazzare via il pattume manifesto delle burocrazie di turno, per restituire il pensiero alla sua vocazione pratica.

Il continuo spazio dedicato al passato in quanto lunga regressione verso il presente che innesca Elena Bellantoni (Roma, 1975), la frammentazione del corpo proposta da Claudia Giannuli (Bari, 1979), il catalogo di cattiverie e trivialità e volgarità quotidiane messe in campo da Ciriaco Campus (Bitti, 1951), l’analisi della πολιτεία da parte di Sandro Mele (Lecce, 1970) e dunque anche la necessità di rinverdire il dibattito pubblico nel tempo della biopolitica e del biopotere, gli scheletri architettonici di Ciro Vitale (Scafati, 1975) le cui scarnificazioni determinano una mancanza inconsolabile di unità, rappresentano, nell’economia dell’esposizione, cinque vie di investigazione di un tempo in cui il presente non è più quello di una volta, ma soltanto la scatola chiusa dove i corpi docili della società si muovono sotto l’ala di un costante controllo disciplinare che inquieta.