Max Papeschi – Learning to cheat/Sound True

Campobasso - 17/05/2013 : 30/05/2013

Campobasso spalanca le porte alla digital art di Max Papeschi, il sorprendente artista milanese che la scena nazionale e internazionale ha accolto come una delle novità più irriverenti e singolari, quasi uno squarcio nel macrocosmo dell’arte contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

Campobasso spalanca le porte alla digital art di Max Papeschi, il sorprendente artista milanese che la scena nazionale e internazionale ha accolto come una delle novità più irriverenti e singolari, quasi uno squarcio nel macrocosmo dell’arte contemporanea.
Venerdì 17 maggio, alle 19.30, l’Azienda per le Arti della Palladino Company ospiterà l’inaugurazione di ‘Learning to cheat/Sound True’, evento di grande interesse per gli appassionati del genre - ma anche per i neofiti – che Papeschi sta esportando su e giù per lo Stivale

Le sue opere digitali, tra cui spiccano le disorientanti sovrapposizioni di rassicuranti personaggi e simboli della società contemporanea tutta pacche sulle spalle e tenerezza interessata a scenari di conclamata tensione visiva e reale, sono un cazzotto ben assestato al vuoto materiale, infrangono la campana di vetro della nostra presunta sicurezza terrena e probabilmente richiamano al ripristino di una coscienza morale.
La mostra è curata e presentata dall’apprezzata critica d’arte, la giovane abruzzese Roberta D’Intinosante. Ben 41, di tre serie diverse, i manifesti di Papeschi in esposizione nell’open space campobassano. Ci sono tutte le sue opere più famose: il Topolino gerarca nazista, Ronald McDonald soldato e il bambino nero fascista tra le altre.
Insomma tutti i personaggi dei cartoni che, incuranti del contesto, sfoggiano compiacenza e ostentata tenerezza nel bel mezzo di una scena che racconta le brutture – guerra, sterminio, prevaricazioni e altro - del nostro passato più o meno prossimo. La storture del Novecento e dei nostri tempi si arricchiscono di un ulteriore elemento di inquietudine. E’ come guardarsi allo specchio, sorridere, e vedere che improvvisamente in bocca ti mancano i denti.
I successi di pubblico e di critica delle recenti parentesi al Castelli Valentino di Torino e all’Aurum di Pescara hanno contribuito ad accentuare l’attesa per un evento molto importante per la piccola realtà molisana. Papeschi non fa sconti a nessuno neppure a se stesso, mettendosi continuamente a nudo di fronte al rischio di esagerare o di urtare la sensibilità del prossimo. Tre anni fa a Poznam ha suscitato critiche e clamore un telo poster promozionale della sua mostra polacca, calato sulla facciata di un palazzo. L’oggetto della polemica, che è ben presto deflagrata a livello internazionale, era il soggetto, ovvero la sua famosa Minnie nazista che prende in prestito il corpo di una pin up. Per altro l’immagine era collocata poco distante da una sinagoga. L’intento non era quello di promuovere il nazismo o di riaccendere i drammatici ricordi degli ebrei, ovviamente, tuttavia l’effetto è stato devastante.
Papeschi arriva a Campobasso in un momento di ascesa. Per tutti i molisani l’opportunità di conoscere artisticamente e personalmente un esponente di punta della digital art e di aprire gli occhi su quello che avviene a livello nazionale e internazionale.