Maurizio Savini – Otto anni fa era domani

Salerno - 15/12/2018 : 27/01/2019

In mostra un corpus delle opere provenienti dalla Galleria Mucciaccia di Roma e dallo studio dello stesso artista. In parte sarà una retrospettiva ed in parte rappresenterà quel nuovo punto di partenza che ritrae il mondo con i toni del flou.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO FRUSCIONE
  • Indirizzo: Via Adelberga - Salerno - Campania
  • Quando: dal 15/12/2018 - al 27/01/2019
  • Vernissage: 15/12/2018
  • Autori: Maurizio Savini
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Per Maurizio Savini, artista romano classe ’61, la pasta ricavata dall’albero di sapodilla non è solo un chewing gum. La gomma da masticare, dall’inconfondibile colore rosa, diventa il punto di partenza delle sue opere che vanno lette come la cartina di tornasole del cambiamento epocale della società globalizzata, in particolare del neocapitalismo. Ma l’arte di Savini va intesa anche come un modo per interpretare il senso stesso della contemporaneità

E così nel riprendere il filo della memoria, dal 15 dicembre 2018 al 27 gennaio 2019 nelle stanze di Palazzo Fruscione a Salerno sarà raccolto un corpus delle opere provenienti dalla Galleria Mucciaccia di Roma e dallo studio dello stesso artista. In parte sarà una retrospettiva ed in parte rappresenterà quel nuovo punto di partenza che ritrae il mondo con i toni del flou. La mostra è organizzata dall’associazione “Tempi Moderni”, presieduta da Marco Russo, nell’ambito della terza edizione di “Racconti del Contemporaneo”, un progetto che nasce dall’idea di trasformare lo storico palazzo della città di Salerno in un luogo d’incontro dedicato alle innovazioni artistiche e culturali. Il tutto in un particolare periodo dell’anno per Salerno, il mese di dicembre: mentre la città si riveste di luce con le policrome installazioni en plein air, il centro storico - che verrà raccontato con visite guidate domenicali - si arricchisce di una mostra dal respiro internazionale e che sarà affiancata da un fitto programma di eventi ispirati all’immaginario di Maurizio Savini. Per sette settimane si alterneranno talk, seminari, workshop d’artista, proiezioni audiovisive e incontri musicali. Sarà organizzato anche uno spazio per i più piccoli con laboratori a tema, durante i quali il concetto di “contemporaneo” avrà un’originale rilettura tra parola scritta e segno artistico. In occasione del ventennale dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, l’11 gennaio 2019 ci sarà il concerto di Michele Ascolese, storico chitarrista del grande poeta e cantautore, e Carlo Ghirardato, uno dei suoi interpreti più fedeli e raffinati.

Tra le sculture e le installazioni, realizzate in chewing-gum su fiberglass e legno, in esposizione a Salerno ci sarà anche l’opera dal titolo “La sindrome di Pilato” che esprime con “tenerezza” la durezza della società. Concetto che ritroviamo anche in “Zar”, scultura di 89x89x125. “Ombra e luce cadono insieme” (120x120x100), “Corona” (140x135x55), “D.N.A.” (60x60x120), “Takfir” (200x120) e “The last supper” (160x150x55) sono solo alcune delle opere in mostra a Salerno, città scelta dall’artista allievo di Gianni Dessì per proporre in anteprima anche i suoi ultimi lavori, pensati proprio per la mostra di Salerno.

Camminando tra le bianche stanze di Palazzo Fruscione sarà inevitabile rimanere contagiati dal fascino per la sperimentazione di Savini che non è limitata solo alla tecnica ma anche ai temi ed ai linguaggi. Senza dimenticare mai la contestualizzazione. “La mia idea di contemporaneo non ha nulla di definito – spiega Savini – è in piena evoluzione. Sarà che per me contemporaneo è la relazione che ho con il tempo. Non mi interessano quei linguaggi che sono dettati dal mercato. Le mie opere sono lo specchio del momento che vivo. Qui ed ora, nient’altro”. Quando poi il discorso scivola sul colore e sull’approccio giocoso delle sue opere Savini aggiunge: “Quando le guardi ti strappano anche un sorriso; poi, però, quando ti fermi capisci che non c’è niente da ridere”.



ABSTRACT DELLA BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Maurizio Savini è nato nel 1962 a Roma, dove tuttora vive e lavora. Ha studiato alla Facoltà di Architettura presso l’Università La Sapienza. Nel 1992 ha la sua prima mostra personale a Dusseldorf. Tra le personali ricordiamo: Upside down, Palazzo Valentini, Roma (2010); Tomorrow, Galleria Oredaria Arti Contemporanee, Roma (2009); Requiem for Dissent, Edoardo Testori Gallery UK, London (2008); Interno Osseto, Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2004). Tra le collettive: Italian Genius Now (Back to Rome), MACRO Future, Roma (2009), Quadriennale d’arte Contemporanea, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2008) e WelcHome, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2000). Giusto per citarne alcune. Nel settembre del 2013 il Complesso Monumentale del Vittoriano di Roma ha ospitato la sua mostra personale “Potenza della delusione”.

Mauriuzio Savini sperimenta la sua arte in diversi ambiti. Nel 2016 disegna il manifesto della 59esima edizione del “Festival dei due mondi” e realizza una mostra personale dal titolo “Ilmondo vola? “ negli spazi del Museo Comunale di Spoleto a cura di Duccio Trombadori e la galleria Mucciaccia di Roma. Nel settembre del 2016 Savini realizza un grande progetto: presenta un nuovo gruppo di sculture per la galleria Mucciaccia di Singapore ed in quella occasione viene stampata una monografia sull’artista. È il settembre del 2018 quando Savini viene invitato dal nuovo direttore del MACRO di Roma a realizzare “La stanza della lettura”: si concretizza un wall painting che si estende per tutta la superficie muraria come un quadro di 71 metri dal titolo “Un filo, un paesaggio e cinque parole”. Nel Dicembre 2018 Savini partecipa alla mostra “Kunst off” nella galleria di Luisa Catucci a Berlino. Sempre in questo periodo è presente al MACRO di Roma all interno del progetto “Atelier. Un’opera in quattro giorni”.

Savini ed il teatro è un altro connubio interessante. Nel 1995 disegna la scenografia per lo spettacolo teatrale “To buy or not to buy” per la regia di Gabrielle J. Ford, in scena nello spazio del ex Mattatoio comunale di Roma. Nel 1996 collabora in qualità di aiuto scenografo alla presentazione di “La mela di Amleto”, in scena nel chiostro di Trinità dei Monti per la regia e la scenografia di Toti Scialoja; musiche di Lucia Ronchetti, Nel 2002 ha collaborato come aiuto scenografo per la realizzazione del “Parsifal” per la regia di Peter Stein e la direzione d’orchestra del M° Claudio Abbado, in scena al Teatro dell’Opera di Salisburgo. Sempre nel 2002, all’interno del Maggio Musicale Fiorentino, ha disegnato la scenografia per il balletto

“Le fin du jours” di Fabrizio Monteverde.



CONCEPT “RACCONTI DEL CONTEMPORANEO”

TEMPI MODERNI con questo progetto intende promuovere un modo diverso e vivace per far “dialogare” arte e territorio, sensibilità culturali tradizionali e sguardi culturali innovativi.
La prima edizione di RACCONTI DEL CONTEMPORANEO è cominciata nel 2016 con l’esposizione di Dino Pedriali dedicata a Pier Paolo Pasolini (con la presenza di oltre quattromila visitatori). È continuata nel 2017 con la mostra di Marco Gallotta (con la presenza di oltre cinquemila visitatori) e quest’anno a Palazzo Fruscione sarà la volta di Maurizio Savini.