Matteo Nasini – Perché Penso Torno Indietro

Roma - 06/02/2015 : 28/02/2015

Perché penso torno indietro è un racconto collettivo fatto di esperienze primarie, storie minori e ambienti scomparsi. Realizzato da Matteo Nasini nel 2013, consiste in un’opera sonora composta da frammenti di discorso parlato e musiche originali.

Informazioni

  • Luogo: AUDITORIUM - PARCO DELLA MUSICA
  • Indirizzo: Viale Pietro De Coubertin 34 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 06/02/2015 - al 28/02/2015
  • Vernissage: 06/02/2015 no. apertura ore 11
  • Autori: Matteo Nasini
  • Generi: arte contemporanea, sound art
  • Orari: orari di apertura del Parco della Musica, 11.00- 20.00

Comunicato stampa

Perché penso torno indietro è un racconto collettivo fatto di esperienze primarie, storie minori e ambienti scomparsi. Realizzato da Matteo Nasini nel 2013, consiste in un’opera sonora composta da frammenti di discorso parlato e musiche originali.
Dopo aver raccolto una serie di audio-interviste in diversi centri per anziani di Roma, l’artista le ha private di qualsiasi riferimento specifico a date o luoghi, per poi inserirle in una composizione di “field recordings” e suoni sintetici

Pur attingendo alla tradizione dell’audio-documentario, l’istanza antropologica rimane quindi materia astratta: frammenti di voci, ricordi, paure infantili, affetti e speranze perdute evocano un ambiente acustico in cui l’ascoltatore è chiamato a ricostruire una memoria nascosta.
Nella fisicità verbale del coro di voci, i luoghi sono apparizioni vuote, immagini sonore, schegge di senso che descrivono un luogo mai esistito. Riemergono nella trama sonora, svelando in modo involontario il tentativo, perso in partenza, di riappropriarsi della capacità stessa di ricordare. Perché penso torno indietro è così una storia orale incompiuta, una tradizione verbale fatta di apparizioni e luoghi del pensiero che confluiscono idealmente in quella grande forma di conoscenza che chiamiamo “aural history”.

Perché penso torno indietro si inserisce in quella parte del lavoro di Matteo Nasini che guarda alla poeticità della storia umana, in cui la letteratura è una letteratura incidentale e la poesia è generata da particolari sentimenti che si producono nel loro essere-nel-mondo. Non si tratta di un lavoro sul linguaggio: il tentativo di recuperare uno o più frammenti della vita passata si incarna nelle voci delle persone intervistate, diventando materia stessa della memoria, luogo fisico di un’esperienza perduta, tentativo di raccontare il valore individuale e collettivo del ricordo attraverso la dimensione uditiva.

Valerio Mannucci


Perché penso torno indietro is a collective story formed from primary experiences, smaller stories and environments that have disappeared. It is a sound piece completed by Matteo Nasini in 2013 and composed of fragments of spoken dialogue and original music.
After gathering a series of audio interviews in various nursing homes and senior centres throughout Rome, the artist then cut out all specific references to dates and places in order to then use them in a composition of field recordings and synthetic sounds. Although it draws on the audio documentary tradition, this anthropological imploration remains abstract: fragments of voices, memories, childish fears, attachments and lost hopes evoke an acoustic environment that invites the listener to recreate a hidden memory.
The chorus of voices takes on a verbal physicality where places are empty apparitions, sound images, slivers of sense that describe a place that has never existed. They resurface in the sound piece’s plot, involuntarily revealing an attempt to regain the ability to remember. Thus Perché penso torno indietro is an incomplete oral story, a verbal tradition composed of the mind’s apparitions and places that ideally merge into the great form of knowledge that we call “aural history”.
Perché penso torno indietro can be considered in the part of Matteo Nasini’s body of work that looks to the poetic nature of human history, where literature is incidental and poetry is generated by certain feelings created in their being-in-the-world. This is not a work about language: the attempt to recover one or more fragments of a past life is incarnated in the voices of the people interviewed, becoming memory itself, the physical location of a lost experience, an attempt to narrate the individual and collective value of memory through the auditory dimension.

Valerio Mannucci

Matteo Nasini (1976) vive e lavora tra Milano e Roma. 1996 – 2002 diploma in contrabbasso presso il “Conservatorio di Santa Cecilia”, Roma. La sua ricerca artistica parte dallo studio del suono, per concretizzarsi in forme fisiche che analizzano in profondità ed osservano la superficie della materia sonora e di quella plastica. Da questo ne deriva una pratica che si manifesta metodologicamente nelle installazioni sonore, nelle performance, nei lavori audiovisivi e nelle opere scultoree. Matteo Nasini (1976) lives and works in Milan and Rome. 1996 - 2002 Degree in Doubble bass at “Conservatorio di Santa Cecilia”, Rome. His artistic research starts from sound study to take physical shapes deeply examining and observing the sound and plastic substance's surface. This leads to a practice that methodologically develops in sound installations, performances, audiovisual works and sculptural works.
Valerio Mannucci (Roma, 1979) è co-fondatore ed Editor-in-Chief della rivista NERO. Scrive, edita e cura progetti in ambito di arte contemporanea, musica ed editoria – sia in via indipendente che per conto di istituzioni pubbliche e private quali musei, fondazioni e organizzazioni no-profit. Valerio Mannucci, (Rome, 1979) is co-founder and Editor-in-Chief of NERO magazine. He writes, publishes and curates projects of contemporary art, music and publishing as an independent curator as well for private and public institutions such as museums, foundations and no-profit organizations.