Matheus Rocha Pitta – No Hay Pan

Milano - 28/10/2015 : 29/01/2016

Il progetto scultoreo si basa su una radicale lettura della leggenda della manna, il pane miracoloso di cui si nutrirono gli ebrei durante la fuga in Egitto dalla schiavitù verso la terra promessa. Rocha Pitta inverte gli elementi inserendo in maniera poetica il deserto all’interno del pane stesso.

Informazioni

  • Luogo: GLUCK50
  • Indirizzo: Via Cristoforo Gluck, 50 20125 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 28/10/2015 - al 29/01/2016
  • Vernissage: 28/10/2015 ore 18,30
  • Autori: Matheus Rocha Pitta
  • Curatori: Kaira Cabañas
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì – venerdì dalle 10.00 alle 18.00

Comunicato stampa

Gluck50 ha il piacere di presentare la mostra No Hay Pan del giovane artista brasiliano Matheus Rocha Pitta a cura di Kaira Cabañas.
Il progetto scultoreo si basa su una radicale lettura della leggenda della manna, il pane miracoloso di cui si nutrirono gli ebrei durante la fuga in Egitto dalla schiavitù verso la terra promessa. Rocha Pitta inverte gli elementi inserendo in maniera poetica il deserto all’interno del pane stesso.
No hay pan è una scultura molto semplice: pane imbottito di sabbia, che deve essere utilizzato, aperto, per essere rivelato

Identificando questo lavoro come uno dei simboli più arcaici del lavoro umano, il pane per l’appunto, l’artista pone l’accento su alcune difficili questioni del nostro presente. Non è un caso, infatti, che il titolo sia stato ripreso dallo slogan delle proteste spagnole (Non c’è pane).
Gluck50 verrà temporaneamente trasformata in una panetteria, in modo da rendere la scultura disponibile a tutti: sarà venduta al prezzo di costo e prodotta giornalmente, facendo entrare l’economia della vita quotidiana fra i muri della galleria.
Matheus Rocha Pitta ha esposto anche alla Fondazione Morra Greco (Napoli, 2013), alla Biennale di Taipei (2014), al Palais de Tokyo (Parigi 2013), al Matadero (Madrid 2014) e alla 29ma Biennale di San Paolo (Brasile 2010). Il suo lavoro fa parte di alcune collezioni pubbliche tra cui quelle della Maison Europenne de la Photographie, del Castello di Rivoli e del MAM São Paulo.