Massimo Pacifico – Effetto Museo

Firenze - 08/01/2019 : 04/03/2019

“EFFETTO MUSEO. Intrusioni istantanee nei luoghi dell’arte”, fotografie di Massimo Pacifico, a cura di Claudio Di Benedetto, un’esposizione, allestita nella cripta del museo, di circa 40 scatti che offrono un’istantanea del rapporto tra i musei e il loro pubblico, uno dei soggetti verso cui Pacifico ha indirizzato il suo obiettivo nel corso dei frequenti viaggi in tutto il mondo.

Informazioni

Comunicato stampa

Il Museo Marino Marini apre mercoledì 9 gennaio 2019 “EFFETTO MUSEO. Intrusioni istantanee nei luoghi dell’arte”, fotografie di Massimo Pacifico, a cura di Claudio Di Benedetto, un’esposizione, allestita nella cripta del museo, di circa 40 scatti che offrono un’istantanea del rapporto tra i musei e il loro pubblico, uno dei soggetti verso cui Pacifico ha indirizzato il suo obiettivo nel corso dei frequenti viaggi in tutto il mondo.



Selezionati tra le innumerevoli fotografie che popolano l’archivio di Massimo Pacifico, gli scatti in mostra ci offrono uno sguardo diverso sui musei

Lungi dall’essere “tomba di oggetti morti” in cui gli oggetti sono “feticci culturali avulsi da ogni rapporto con la realtà” secondo la definizione che Umberto Eco dava dei musei tradizionali, sono luoghi deputati, al pari di altri, ad ospitare la quotidianità di chi li frequenta.



Il museo, etimologicamente “luogo sacro alle Muse” figlie di Zeus e protettrici delle arti e delle scienze, può accogliere l’intero spettro delle manifestazioni umane dal riso al pianto, dalla gioia, espressa talora con passi di danza, quelli a cui si abbandonano una giovane mamma e il suo bambino in visita al Victoria & Albert Museum di Londra, alla noia e al torpore che sembrano comunicare alcuni studenti universitari appollaiati su un divano dello Städelsches Kunstinstitut di Francoforte o un visitatore intento a dormire sdraiato sui sedili di una sala della Neue Pinakothek di Monaco.



L’obiettivo di Massimo Pacifico si insinua discreto nelle vite dei visitatori incontrati in viaggio catturandone, talvolta con ironia e sempre con grande sensibilità, gesti ed espressioni mentre sono intenti ad osservare, ignorare o mimare statue e dipinti attorno a loro: se nella Gliptoteca di Monaco di Baviera il dramma delle monumentali sculture classiche sembra essere ignorato dall’uomo assorto nella lettura di un libro, di tutt’altra intensità è il coinvolgimento di un giovanissimo visitatore del Rijksmuseum di Amsterdam, che, alla vista del dipinto in cui la suora Geertrury Haeck, defunta, è inginocchiata in adorazione di Sant’Agnese, reagisce con lacrime di frustrazione.



Spaziando fra le sale dei musei di tutto il mondo, dal Metropolitan Museum a New York al Mercedes Benz Museum di Stoccarda, dal Prince of Wales Museum a Mumbai in India ai Musei d’Arte Moderna di Barcellona, Lipsia, Milano, dal Rijksmuseum di Amsterdam al Victoria & Albert Museum di Londra, gli scatti di Pacifico riescono nell’ardua impresa di togliere qualche certezza a tutti coloro che credevano di sapere già tutto sui musei, mostrando che in un museo si possono non solo leggere i pannelli o le didascalie sulle sue pareti ma si può persino riuscire ad essere sé stessi.

MUSEUMSCOPE è un progetto realizzato nell'ambito di Toscanaincontemporanea2018. Aperta fino al 25 febbraio 2019.



Massimo Pacifico è nato nel 1951 a Sulmona, in Abruzzo, la città natale del poeta latino Ovidio. Dopo gli studi classici si è laureato in Scienze Politiche presso l'Università di Firenze. Fotografo professionista e giornalista dal 1977, ha sempre indirizzato il suo obiettivo sulle persone in cui si è imbattuto durante i suoi frequenti viaggi intorno al mondo.

Autore di numerosi libri e articoli, Pacifico ha esposto in numerosi musei internazionali. Nel 2015, ha prodotto per il Museo Nazionale di Antropologia di Firenze, “FLO ● KYO 1965-2015”, una mostra di cinquanta coppie simmetriche di grandi fotografie a colori scattate nelle città gemelle di Firenze e Kyoto.

Pacifico ha diretto magazine come VERVE (2006/2010) e BOGART (2011); attualmente è direttore della rivista online BARNUM.