Massimo Catalani

Tortoreto Lido - 07/12/2012 : 29/03/2013

Massimo Catalani e' un artista "figurativo" solo apparentemente tradizionale- nell'accezione comune del termine. La sua tecnica, innanzitutto, permette ben piu' dell'illusione tridimensionale cui l'immagine dipinta aspira: dal magma coloristico le figure emergono con forza e con vero spessore, ricavato proprio da tale affioramento della materia pittorica.

Informazioni

  • Luogo: PIZIARTE
  • Indirizzo: Via Sardegna 3 64018 Tortoreto Lido - Tortoreto Lido - Abruzzo
  • Quando: dal 07/12/2012 - al 29/03/2013
  • Vernissage: 07/12/2012 ore 19
  • Autori: Massimo Catalani
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Dal martedì al venerdì ore 17 / 20 Domeniche , Lunedì e sabato previo appuntamento telefonico

Comunicato stampa

Piziarte inaugura la stagione artistica 2012 / 2013
con la personale di MASSIMO CATALANI
Nel testo che accompagna la mostra, Barbara Martusciello scrive:
Massimo Catalani e' un artista "figurativo" solo apparentemente tradizionale- nell'accezione comune del termine.
La sua tecnica, innanzitutto, permette ben piu' dell'illusione tridimensionale cui l'immagine dipinta aspira: dal magma coloristico le figure emergono con forza e con vero spessore, ricavato proprio da tale affioramento della materia pittorica.
Spatolata su spatolata, i suoi ortaggi, la sua frutta, soggetti quotidiani - quindi ad una prima lettura "facili" - s'impongono all'attenzione del fruitore incuriosendolo, seducendolo, divertendolo


Sul quadro non v'e' una pedissequa fotocopia della realta', ma una realta' altra, molto simile a quella oggettiva, ma tradotta, interpretata, manipolata. Sempre verosimile.
Ed il gioco e' fatto. Il riconoscimento e' la regola che vige ed al contempo un primo traguardo. Perche' per Catalani e' fondamentale il criterio basato sulla considerazione che "...Non puo' esistere un fatto artistico senza un suo pubblico...", che va conquistato/riconquistato, portato all'arte, arte non come fatto elitario, ma quotidiano (nell'intenzione di certe esperienze degli anni '60) che tenti il "recupero del rapporto con il senso comune".
Questa, del resto, e' l'utopia che mosse le Avanguardie russe: l'avvicinamento all'arte d'una quantita' piu' ampia possibile di pubblico.
Ma, per Catalani, questa comunanza con tale assunto non arriva a condividerne quello "spirito di partito" al quale dovevano adeguarsi gli intellettuali di quei tempi. Egli, infatti, segue il proprio di spirito, curioso, attento, polemico e sempre al lavoro concettuale legato intimamente a quello, per cosi' dire, artigianale