Mario Persico – No

Napoli - 27/01/2012 : 19/03/2012

E' presentata un'antologia di 17 opere in cui realizzazioni storiche si affiancano a nuove opere realizzate per l'esposizione. Esse consentono di individuare, all'interno della produzione dell'artista, quattro grandi ambiti di ricerca: quello della scultura, degli oggetti praticabili, del teatro e dell'erotismo.

Informazioni

  • Luogo: MADRE - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DONNAREGINA
  • Indirizzo: Via Settembrini 79, 80139 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 27/01/2012 - al 19/03/2012
  • Vernissage: 27/01/2012 ore 19
  • Autori: Mario Persico
  • Curatori: Mario Franco
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da lunedì a sabato 10.30-19.30, domenica 10.30-23, martedì chiuso
  • Biglietti: intero 7 euro, ridotto 3,50, lunedì gratuito

Comunicato stampa

Il MADRE continua la riflessione sulla storia artistica della città di Napoli presentando, dopo quella dedicata ad Armando De Stefano, una mostra di Mario Persico, tra i protagonisti più attivi ed influenti nella produzione e nel dibattito culturale meridionale.

Le 17 opere presentate - un'antologia in cui realizzazioni storiche si affiancano a nuove opere espressamente realizzate per l’esposizione - consentono di individuare, all’interno della produzione dell’artista, quattro grandi ambiti di ricerca: quello della scultura, degli oggetti praticabili, del teatro e dell’erotismo.

Mario Persico è nato a Napoli nel 1930

Conseguito il diploma di maturità artistica, ha frequentato per tre anni la Facoltà di Architettura di Napoli, abbandonandola per dedicarsi esclusivamente alla pittura. Ha completato gli studi (corso di pittura) all'Accademia di Belle Arti di Napoli, come allievo del maestro Emilio Notte. Risalgono al '49 le sue prime partecipazioni a mostre.
Nel 1955 è tra i firmatari del Manifesto dell'arte nucleare di Enrico Baj. Nel 1958 è tra i fondatori del Gruppo '58 con Biasi, Del Pezzo, Fergola e Luca (Luigi Castellano). Nell'ambito del gruppo, le cui matrici dada e surrealista risulteranno sempre più evidenti, le sue opere si distingueranno per una tendenza al mostruoso e per una attenzione all'aspetto metamorfico della realtà. Nel gennaio del '59 è tra i firmatari del «Manifesto di Napoli» e «dell'lnterplanetario» di Milano. Nell'ottobre dello stesso anno per iniziativa del Gruppo '58, esce «Documento Sud» di cui Persico sarà redattore oltre che impaginatore dal terzo numero.
Il 1963 segna per Persico il passaggio da un tipo di pittura bidimensionale alla costruzione di oggetti tridimensionali «praticabili». Infatti nel '63 produce le prime opere «praticabili» e nel '64-'65 gli «scacchieri» ed alcune «opere tattili»: il 1963 segna anche la ripresa dell'attività editoriale con la rivista «Linea Sud». Su questa rivista Persico pubblicherà alcune poesie che verranno raccolte dall'editore Guanda in Fogli sperimentali; 1966: sono di quest'anno le illustrazioni per l'Ubu Cocu di Jarry tradotto da Luciano Caruso.
Tra il '67 ed il '68 realizza i primi «Segnali» in Germania per la Galleria Senatore. Sullo stesso piano dei segnali si pongono gli «oggetti ammiccanti» e le «gru erotogaie» costruiti alla fine del '69, con cui egli interviene in alcuni parchi pubblici di Stoccarda. Con queste opere Persico interverrà anche sul tessuto sociale della città di Napoli, esponendo alcune «gru eterogaie» in Piazza Amedeo nel Natale del '70. Nel '71 Persico realizza in legno ed altri materiali la serie delle «Sedie dell'Isteria» approfondendo il suo discorso sul rapporto uomo-oggetto con le "Sedie della tortura» del 1974-75.
Nel '73 realizza per il teatro La Scala di Milano i disegni per i costumi e le scenografie di “Laborintus II” di Berio sul testo del poeta Edoardo Sanguineti e “Il combattimento fra Tancredi e Clorinda” di Monteverdi.
Negli anni successivi il suo lavoro sembra essere caratterizzato da una riflessione sul lavoro svolto, con la serie de «I teatrini» e quella dei «Collages floreali» che riprendono esperienze degli anni Sessanta. Dalla fine degli anni Settanta ai primi del1'80 si dedicherà al ciclo le "Tavole della memoria”.
Nel1'83 rivisita alcune opere di G. Courbet.
Nell'86 cura per diversi numeri la rubrica: «Dell'alba o del tramonto dell'Arte», insieme a R. Brancaccio e C. Esposito, sulla rivista «NDR».
Nel '95 con F. Pirella, E. Sanguineti e G. Dorfles collabora alla realizzazione del manifesto “sull'Antilibro”.
Nel 2001 viene nominato Rettore Magnifico dell'”Istituto patafisico partenopeo” e nel 2002 produce il primo foglio di “Patapart” insieme ad altre pubblicazioni patafisiche.
Sue opere si trovano al museo di Stoccarda, al museo d’arte moderna di Torino, a Gallarate, dove vince il premio con l'opera “Courbet e altre cose”, a Pieve di Cento (museo delle generazioni italiane), al Museo Internazionale di Arte Contemporanea (MAC di Casoria), al Castel sant’Elmo di Napoli (“Napoli 900 un museo in progress”) e nella collezione della Galleria d'Arte Moderna di Bologna. Vive e lavora a Napoli dove ha insegnato per 38 anni nel Liceo Artistico.