Maria Savoldi / Giulia Berra

Possagno - 24/09/2016 : 24/10/2016

Con Metodi di Ricarica e Punti di Sospensione si inaugurano alla Gipsoteca di Possagno le personali di Maria Savoldi e di Giulia Berra, vincitrici del concorso di scultura «Antonio Canova» promosso da Guerrieri Rizzardi.

Informazioni

Comunicato stampa

Come parte integrante del primo premio che è stato loro assegnato, la Fondazione Canova dedica gli spazi del Museo Gipsoteca di Possagno a Maria Savoldi e a Giulia Berra, vincitrici rispettivamente delle edizioni 2014 e 2015 del concorso di scultura «Antonio Canova», iniziativa voluta dalla storica cantina Guerrieri Rizzardi di Verona



Metodi di Ricarica è un progetto di Maria Savoldi che l’ha vista intraprendere un solitario viaggio in bicicletta da Nantes per giungere lungo la costa atlantica a località della Francia, della Spagna e del Portogallo, partendo dall’esigenza di nuovi impulsi e arrivare a guardare oltre, lasciando dietro di sé soltanto il ricordo e creando piccole opere a ogni tappa: sculture site specific accessibili a chiunque, che prendono spunto da quanto Maria ha visto in quel percorso e dal vissuto di quel giorno, in costante e serrato dialogo con i luoghi e la loro natura. Trasforma così i propri ricordi in piccole sculture di un continuo filo metallico, suo materiale di elezione, che piega e intreccia dando forma al vuoto tra sé e il paesaggio, come un dono, altro elemento integrante del suo percorso. In questo senso Metodi di ricarica è un viaggio alla scoperta di sé e di ciò che di nuovo la circonda nel suo solitario vagare.
Maria Savoldi, nata a Iseo nel 1988, vive a Bologna dove si è diplomata in scultura con specializzazione in grafica d’arte presso l’Accademia di Belle Arti. All’inizio prevalentemente grafica, nel tempo trasforma la linea di grafite dalla bidimensionalità del foglio alla tridimensionalità di un filo di ferro.

Ispirata alle figure alate di Canova, Punti di sospensione di Giulia Berra si sviluppa in una gigantesca flotta di barche che si muove negli spazi della gipsoteca. Attraverso il volo, attrattiva cruciale nel suo immaginario, indaga la natura per esplorarne i confini e la riproducibilità. Le sue barche sono realizzate con penne di muta di vari uccelli, dai colori del cielo e del mare: non vi sono timonieri o remi, vele o motori, ma solo la forza e la tenacia delle proprie speranze e delle proprie visioni. Un viaggio ostinato, di una migrazione necessaria e fisiologica proiettata verso un orizzonte mentale che assomma aspirazioni individuali e collettive, ma non per questo rinunciando a uno sguardo più vicino, anche tattile, a una dimensione intima, mai intimista.
Giulia Berra vive e lavora a Cremona, dove è nata nel 1985. Consegue il diploma di secondo livello dall’Accademia di Brera, dove diviene successivamente tutor didattica per i corsi di semiologia del corpo, anatomia artistica e storia delle arti applicate.

7 settembre 2016