Maria José Arjona – Agent/Encoding/Flow

Milano - 29/01/2014 : 03/04/2014

Agent/Encoding/Flow è un lavoro dalla stratificazione complessa, concepito e realizzato dall’artista nel corso di un anno. È un lavoro di trascrizione, dal segno al corpo, di cui l’artista espone la pre-produzione, la fase preparatoria di ricerca, presentando una serie di nuovi lavori che indagano il rapporto tra azione e registrazione, e il conseguente slittamento percettivo legato alle diverse esperienze della visione ad essa connessa.

Informazioni

Comunicato stampa

Agent/Encoding/Flow

Performance di MARIA JOSE ARJONA in collaborazione con MARVEL BENAVIDES
A cura di Eugenio Viola

Mercoledì 29 gennaio 2014, ore 19:30, Via Ventura, 6 ang. Via Privata Massimiano-20134 Lambrate

La ricerca performativa di Maria José Arjona è tesa ad un'esplorazione delle potenzialità del corpo, inteso come entità vivente che sente, agisce e reagisce. Un corpo che diviene potente mezzo di comunicazione visiva, scambio di energia simbolica tra l’artista e il pubblico e cosciente produttore di significato. È un corpo che indaga, attraverso gesti minimali e non gerarchizzati, i concetti di spazio e tempo

Un corpo “universale”, avulso dalla propria esperienza personale e da un particolare contesto sociale o politico di appartenenza. Per questo motivo le azioni di Arjona conservano sempre una composta qualità metaforica, differentemente dalla pratica di altri artisti provenienti dal continente latino americano e che utilizzano la performance come strumento di espressione privilegiato, rimettendo in atto, non di rado, la violenza anche fisica sul proprio corpo.

Agent/Encoding/Flow è un atto di trascrizione del codice Morse nel linguaggio del corpo. Il codice Morse è a sua volta un sistema di trascrizione, il primo adottato nella telegrafia per lo scambio di informazioni a lunga distanza, una sorta di antenato dell’odierna comunicazione digitale, consistente in una serie di punti, linee e intervalli, trasmessi attraverso impulsi elettrici intermittenti generanti un suono che, una volta ricevuto, era ritradotto dal ricevente in linguaggio.

Agent/Encoding/Flow recupera questo “antico” sistema di codificazione, per tradurre i trenta articoli che compongono la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” (1948) in un testo visivo, interpretato simultaneamente dalla coreografia di Marvel Benavides e dalla sua decostruzione ad opera di Maria josé Arjona, impegnate secondo modalità antitetiche ma complementari, a tradurre i segni dell’alfabeto Morse in pura gestualità e movimento.

La “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” (1948), è noto, è un codice etico di importanza storica fondamentale: il primo a sancire universalmente i diritti che spettano all'essere umano, nonché punto di arrivo di un dibattito filosofico di lungo corso, che dalla classicità giunge fino ad oggi e i cui principi sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili inalienabili eppure sono, ancora oggi, spesso calpestati…

Agent/Encoding/Flow è il racconto metaforico di due storie, due corpi e due presenze differenti, ognuna dotata di un’identità tanto marcata quanto capace di interagire empaticamente e fisicamente con l’altra, creando un cortocircuito straniante tra coreografia e gestualità performativa. Ne risulta uno sguardo strabico, che emerge dalle caratteristiche di una doppia visione che, attraversando la scena, fa emergere un’azione fatta di riverberi, accostamenti, interazioni e contrasti, in cui il linguaggio del corpo torna ad essere, ancora una volta, simbolico, ricettore di connettività e “agente di codifica di un flusso” che diviene scambio sociale, politico e culturale.
Eugenio Viola
María José Arjona (1973, Bogotá) vive e lavora tra Miami (USA) e Bogotá (Colombia).
Ha presentato sue performance in numerosi festival di performance e istituzioni in Europa, America e America Latina, tra cui: Manchester Art Gallery, (MIF-Manchester International Festival 2013); Museum of Contemporary Art of Medellin, Medellin/Colombia, Location One, New York/Usa, JCVA Gerusalemme (2012); N-CE Arte, Bogotá/Colombia, Museo Del Banco De La Republica, Bogotá/Colombia, The Ballroom Marfa, New York/Usa; The New Museum. New York/Usa, Museum of Modern and Contemporary Art, Rijeka/Croatia (2011); Museum of Modern Art (Moma), New York/Usa, Museo Madre, Napoli, Abramovic Studio at Location One, New York/Usa, Brot Kunsthalle, Vienna/Austria (2010); / Haus Der Kulturen Der Welt. Berlin/Germany (2009).
Ha partecipato inoltre alla IV Biennale di Marrakech (2012), alla Biennale di Croazia (2011) e alla III Triennale di Guangzhou/China (2008).
È stata artista in residenza al Watermill Center di New York (2009) e a Location One, New York (2012).
Nel 2010 ha partecipato alla riproposizione delle performance di Marina Abramovic per The Artist Is Present, la retrospettiva dell’artista al Museum of Modern Art (MoMA) di New York/USA.




Marvel Benavides

Ballerina colombiana, si forma nell’ambito del balletto classico e successivamente diventa prima ballerina del Balletto Nazionale Colombiano (1982-89), con cui partecipa a numerose tournée internazionali; parallelamente avvia una serie di incursioni nella danza contemporanea, jazz, etnica e collabora col Teatro Nazionale di Bogotá.
Negli ultimi quindici anni ha fatto parte di numerose compagnie di danza contemporanea, partecipando a numerosi festival (Seul, Miami, Madrid, Seviglia, Cadice, Roma, Montevideo).
Ha svolto workshop e corsi di danza in diversi paesi come Canada, Stati Uniti e Francia .


















MARIA JOSE ARJONA
Agent/Encoding/Flow
prometeogallery di Ida Pisani


Mercoledì 29 gennaio 2014, alle ore 19:30, inaugura negli spazi della prometeogallery di Milano, Agent/Encoding/Flow, prima mostra personale di Maria José Arjona in Italia.

Agent/Encoding/Flow è un lavoro dalla stratificazione complessa, concepito e realizzato dall’artista nel corso di un anno. È un lavoro di trascrizione, dal segno al corpo, di cui l’artista espone la pre-produzione, la fase preparatoria di ricerca, presentando una serie di nuovi lavori che indagano il rapporto tra azione e registrazione, e il conseguente slittamento percettivo legato alle diverse esperienze della visione ad essa connessa.

Agent/Encoding/Flow è un gioco di disvelamento, dove l’azione dell’artista interagisce con lo spazio per creare un’esperienza che cortocircuita corporeità e risposte cognitive, mentre lo spettatore diventa catalizzatore di uno scambio sensoriale, parte integrante di un processo di produzione di senso.

In mostra le fotografie “on stage” della performance Agent/Encoding/Flow che si pongono oltre la traccia residuale per assurgere al rango di opere autonome, in cui il corpo dell’artista, teso nell’atto di codificazione, dal linguaggio verbale a quello segnico e successivamente a quello corporale, è bloccato nella sua esteriorità sculturale, nel suo darsi irriducibilmente come traccia e sintomo.

I trenta disegni di trascrizione nell’alfabeto Morse degli articoli della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” (1948), realizzati dall’artista ed utilizzati come story-board per la costruzione della performance, diventano qui una sorta di palinsesto della memoria atto a collegare i due diversi momenti del lavoro.

Soundtrack (2013) invece, è una video-installazione che restituisce una sorta di visione sincretico-sintetica del lavoro dell’artista, frutto della de-composizione di tutti i file audio provenienti da tutte le sue precedenti performance, restituiti in tre differenti audio-collage, tre differenti tracce, che l’artista ha a sua volta tradotto in movimento. Ancora un atto di trascrizione che diventa, allo stesso tempo, un nuovo modo di percepire il lavoro di Arjona nel suo complesso, teso ad indagare il rapporto tra spazio e tempo, memoria e trasformazione, creazione e documentazione.

Posizionandosi nell’interstizio temporale tra performance agita in tempo reale e la sua registrazione documentaria, Agent/Encoding/Flow innesca un processo teso a confondere tempo reale e tempo trascorso, presente e passato, concorrendo, in egual misura, alla creazione di uno spazio sospeso, che problematizza l’esperienza della visione.

Agent/Encoding/Flow

Performance by MARIA JOSE ARJONA in collaboration with MARVEL BENAVIDES
By Eugenio Viola

Wednesday 29 January 2014, 7.30 pm, Via Ventura, 6 corner of Via Privata Massimiano-20134 Lambrate

Maria José Arjona’s performance research is aimed at exploring the potential of the body meant as a live entity capable of feeling, of acting and reacting. A body that becomes a powerful means of visual communication, an exchange of symbolic energy between the artist and the audience, and a conscious producer of meaning. It is a body that, through minimal, non-hierarchized gestures, investigates the concepts of space and time. A “universal” body, removed from its own personal experience and from any particular social or political context of belonging. For this reason, Arjona’s actions always maintain a composed metaphorical quality, differently from the practice of other artists coming from the Latin American continent who use the performance as a privileged instrument for expression, often re-enacting an even physical violence on their own bodies.

Agent/Encoding/Flow is a transcription of the Morse code into body language. The Morse code is a system of transcription of its own - the first adopted by today’s digital communication - consisting in a series of points, lines and intervals transmitted through intermittent electrical impulses that generate a sound which, once received, is re-translated by the receiver into language.

Agent/Encoding/Flow recuperates this “ancient” code system to translate the thirty articles that comprise the “Universal Declaration of Human Rights” (1948) into a visual text, interpreted simultaneously with the choreography of Marvel Benavides and its deconstruction by Maria José Arjona who, through antithetic but complimentary modes, translate the signs of the Morse alphabet into pure gesture and movement.

The “Universal Declaration of Human Rights” (1948) is an ethical code of fundamental historic importance: the first to universally ratify the rights that every human being is entitled to, destination point of a long philosophical debate that from classical times has reached our day and whose principles are now considered inalienable by most civilized nations but that are, still today, often infringed …

Agent/Encoding/Flow is a metaphoric tale of two stories, two bodies and two different presences, each endowed with a marked identity capable of sympathetically and physically interacting with the other, creating an estranging short circuit between choreography and performance gesture. The result is a cockeyed look that emerges from the characteristics of a double vision which, by crossing the scene, gives rise to an action comprised of reverberations, juxtapositions, interactions and contrasts where body language once again returns to being symbolic, a receptor of connectivity and “codification agent of a flow” that becomes social, political and cultural exchange.
Eugenio Viola
María José Arjona (1973, Bogotá) lives and works between Miami, FL (USA) and Bogotá (Colombia).
She has presented her performances in several festivals and institutions in Europe, America and Latin America, among which: Manchester Art Gallery, (MIF-Manchester International Festival 2013); Museum of Contemporary Art of Medellin, Medellin/Colombia, Location One, New York/USA, JCVA Jerusalem (2012); N-CE Arte, Bogotá/Colombia, Museo Del Banco De La Republica, Bogotá/Colombia, The Ballroom Marfa, New York/USA; The New Museum. New York/USA, Museum of Modern and Contemporary Art, Rijeka/Croatia (2011); Museum of Modern Art (MoMA), New York/USA, Museo Madre, Napoli, Abramovic Studio at Location One, New York/USA, BrotKunsthalle, Vienna/Austria (2010); / Haus Der Kulturen Der Welt. Berlin/Germany (2009).
She has also participated in the Fourth Marrakech Biennale (2012), the Croatia Biennale (2011) and the Third Guangzhou Triennial /China (2008).
She was resident artist at the Watermill Center in New York (2009) and at Location One, New York (2012).
In 2010 she participated in the re-proposal of the performances by Marina Abramovic for The Artist Is Present, a retrospective of the artist at the New York’s Museum of Modern Art (MoMA), USA.




Marvel Benavides

Colombian ballerina, she studied classical ballet, becoming prima ballerina in the Colombian National Ballet company (1982-89), with whom she participates in several international tours. At the same time, she starts up a series of interventions in contemporary dance, jazz, ethnic dance and collaborates with the National Theater in Bogotá.
In the last fifteen years, she has worked with several contemporary dance companies and participated in many festivals (Seoul, Miami, Madrid, Seville, Càdiz, Rome, Montevideo).
She has held workshops and dance courses in several countries such as Canada, the United States and France.


















MARIA JOSE ARJONA
Agent/Encoding/Flow
prometeogallery di Ida Pisani


Wednesday 29 January 2014, at 7 pm, at prometeogallery in Milan, inauguration of Agent/Encoding/Flow, first solo exhibition by Maria José Arjona in Italy.

Agent/Encoding/Flow is a work having a complex stratification, conceived and created by the artist in the course of one year. It is a work of transcription - from the sign to the body - of which the artist exhibits the pre-production, the preparatory research phase, presenting a series of new works that investigate the rapport between action and registration and the consequent perceptive shift tied to the different experiences of the vision connected to it.

Agent/Encoding/Flow is a game of unveiling, where the artist’s action interacts with space to create an experience that short-circuits substance and cognitive answers, while the spectator becomes catalyzer of a sensorial exchange, integral part of a sense production process.

On show, the “on stage” photographs of the Agent/Encoding/Flow performance that go beyond the residual trace, rising to the level of autonomous works where the body of the artist, extended in the act of codification - from verbal to sign language and then to body language - is blocked in its sculptural appearance, its steadfast giving of itself as trace and symptom.

The thirty transcription drawings of the articles of the “Universal Declaration of Human Rights” (1948) into the Morse code created by the artist and used as story-board for building the performance, here become a sort of palimpsest of memory capable of collecting the two different moments of the work.

Soundtrack (2013) instead, is a video-installation that yields a sort of syncretic-synthetic vision of the artist’s work, fruit of the decomposition of all the audio files coming from all her previous performances, produced in three different audio-collages, three different traces, that the artist has, in turn, translated into movement. Another act of transcription that at the same time becomes a new way to perceive Arjona’s work in its entirety, aimed at investigating the rapport between space and time, memory and transformation, creation and documentation.

Set in the time gap between performance acted out in real time and its documentary registration, Agent/Encoding/Flow sets off a process that wants to confuse real time and time passed, concurring to the same extent to the creation of a suspended space that problematizes the experience of vision.