Marco Tronci Lepagier – Tra cui ci accadde il mondo

Viareggio - 06/09/2013 : 15/09/2013

L’allestimento assume come punto di partenza il dramma dell’esistenza umana. Una serie di antichi lenzuoli, sudari, alcuni con un numero ricamato in rosso, provenienti da carceri od ospedali psichiatrici.

Informazioni

Comunicato stampa

L’allestimento assume come punto di partenza il dramma dell’esistenza umana.
Una serie di antichi lenzuoli, sudari, alcuni con un numero ricamato in rosso, provenienti da carceri od ospedali psichiatrici.
Sudario: lenzuolo funebre per assorbire il sudore dell’ agonia.
Ma anche un “involucro” in cui si viene avvolti appena nati, si dorme, si sogna, si soffre, si fa l’amore, si muore… in cui accade tutto…il mondo


L’installazione vuole concentrarsi su quanto di più profondo è inscritto nella vita dell’uomo, lasciando le sue tracce in un semplice lino: il passaggio dalla vita alla morte è suggerito attraverso semplici teli che hanno accolto e custodito un corpo.
Carte macchiate ed ingiallite: pagine di un antico testo di medicina del ‘700 che parlano dei “sitis febrilis”.
Il progetto si sofferma sul materiale, sulla sua potenza evocativa ed espressiva.
Dall’allestimento in bianco si passa a quello in nero con alcuni elementi, anch’essi in tessuto, già utilizzati e abbandonati per poi essere fatti rinascere attraverso l’atto poetico della creazione artistica, per dar loro nuova vita, sottraendoli all’oblio, alla corruzione della materia, all’inevitabilità della morte.
L’allestimento è accompagnato dalla serie di foto “Come fosse…morire” ispirate ad una lirica del poeta spagnolo Pedro Salinas.


MARCO TRONCI LEPAGIER
Nato ad Ascoli Piceno, si è laureato all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Vive e lavora a Milano.