Marco Strappato – Over Yonder

Roma - 11/12/2015 : 13/02/2016

La mostra unisce la produzione degli ultimi mesi passati al Royal College of Art di Londra ad un nuovo corpo di lavori, pensati e prodotti durante un periodo di residenza a Roma da qwatz, ispirati all’album del 1985 di Franco Battiato intitolato “Mondi lontanissimi”, il cui tema centrale è il viaggio, sia sulla terra che nello spazio, e dunque l’incontro con altri e nuovi paesaggi “possibili’.

Informazioni

  • Luogo: THE GALLERY APART
  • Indirizzo: via Francesco Negri 43 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 11/12/2015 - al 13/02/2016
  • Vernissage: 11/12/2015 ore 18
  • Autori: Marco Strappato
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: mar-sab 15-19 o su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero
  • Sito web: http://www.qwatz.it

Comunicato stampa

The Gallery Apart è lieta di presentare la terza personale dedicata a Marco Strappato (Porto San Giorgio 1982, vive e lavora a Londra). Il lavoro di Strappato ha a che fare con la produzione e distribuzione d’immagini nell’epoca contemporanea, attraverso una pratica multidisciplinare che comprende collage, video, fotografia e installazione. L’interesse specifico per l’immagine di paesaggio - in un’accezione estesa - si inserisce in una più generale ricerca tesa a comprendere l'esperienza estetica dei giorni nostri (iscrivendosi in quella che viene definita consumer culture), affrontando discorsi retorici di autenticità e inautenticità, esotico e familiare, artificiale e naturale

Il versante scultoreo del lavoro di Strappato si fonda su un rapporto utilitaristico con gli oggetti chiamati a far parte delle sue installazioni. Siano essi plinti, travi di cemento, sfere di marmo o monitor, questi oggetti assumono sempre una funzione ancillare rispetto all’obiettivo primario, quello della metabolizzazione dell’immagine e della sua riproposizione secondo inediti nessi di significato.
Over Yonder unisce la produzione degli ultimi mesi passati al Royal College of Art di Londra ad un nuovo corpo di lavori, pensati e prodotti durante un periodo di residenza a Roma da qwatz, ispirati all’album del 1985 di Franco Battiato intitolato “Mondi lontanissimi”, il cui tema centrale è il viaggio, sia sulla terra che nello spazio, e dunque l’incontro con altri e nuovi paesaggi “possibili’. In tal senso, la prima fonte di ispirazione, da cui l’artista trae anche lo spunto per il titolo della mostra, è The Wild Blue Yonder, film del 2005 diretto da Werner Herzog che narra una storia tipicamente di fantascienza ma con stile documentaristico e facendo ampio ricorso ad immagini di repertorio a cui viene attribuito un significato nuovo e diverso. Esattamente quello che fa Strappato nei suoi lavori, innescando cortocircuiti tra significante e significato. E’ da questa esigenza di andare oltre la mera riconoscibilità dell’oggetto o dell’immagine che l’artista coglie l’espressione over yonder (laggiù, in italiano), a volte utilizzata in alternativa alla ben più diffusa over there, ma con un’accezione leggermente diversa, riferita a qualcosa di cui viene indicata la posizione ma che è difficile poter vedere e poter raggiungere. Herzog è per Strappato un riferimento fondamentale, tant’è che una citazione del regista tedesco apre lo statement del giovane artista: We are surrounded by worn-out images, and we deserve new ones. Perhaps I seek certain utopian things, space for human honor and respect, landscapes not yet offended, planets that do not exist yet, dreamed landscapes. Very few people seek these images today which correspond to the time we live, pictures that can make you understand yourself, your position today, our status of civilization. I am one of the ones who try to find those images.
Strappato è costantemente alla ricerca di immagini da utilizzare come lessico, immagini che declinino il paesaggio in tutte le forme possibili. Il lavoro e il pensiero che sostengono Over Yonder gli hanno aperto nuove frontiere iconografiche, consentendogli un’esplorazione del cosmo secondo una personale mitologia fantascientifica che trova alimento in chi, come Franco Battiato, questo viaggio misterioso, trascendentale e colto, quasi di dantesca ispirazione, ha già condotto seppure in ambito musicale ma con altrettanta capacità di evocare immagini. Ecco dunque il riferimento, ai limiti dell’appropriazione, dell’album Mondi lontanissimi, di cui Strappato condivide l’anelito alla ricerca, il fascino dell’ignoto, del nuovo, dello sconosciuto, dell’estraneo, in una parola il fascino dell’inconnu.
Over Yonder è un susseguirsi di riferimenti espliciti e di rimandi intellettuali ad esperienze di visualità legate al viaggio, anche interplanetario, a conferma di una tendenza all’astrazione che ci conduce direttamente a paesaggi mentali o solo sognati. Vedere, oggi più che mai, significa anche vedere attraverso la tecnologia, Strappato lascia in vista cavi, bracci meccanici, dispositivi audio e video che finiscono tutti per diventare parti integranti delle opere. Il riferimento alle superfici di tali dispositivi (smartphones, iPads, TV screens, monitors) ritorna anche quando è finalizzato ad evocare soglie da varcare verso l’infinito o tramonti realizzati digitalmente. E’ così che nascono gli specchi neri (black mirrors), riflettenti come lo sono quei dispositivi quando spenti o in stand by. Di frequente la loro proporzione è di 16:9, standard oramai dominante nella produzione e distribuzione di immagini, e spesso la loro posizione è verticale per sottolineare il passaggio dalla tradizionale visione panoramica orizzontale a quella propria del telefono cellulare o degli infiniti scroll down delle pagine web.
La ricerca di Strappato si è andata evolvendo nel senso di annettere sempre più importanza, oltre che al paesaggio come contenuto, anche alla formalizzazione dell’opera, dimostrando grande apertura all’uso dei materiali e forte senso estetico sorretto da non scontati riferimenti alla storia dell’arte. Ecco dunque che alla perfezione algida delle superfici specchianti, delle strumentazioni hi-tech, delle cornici raffinatissime, si unisce il ricorso agli interventi con la vernice spray, la trasformazione di vecchi e logori armadietti da ufficio in corpi evocanti altrettante sculture classiche, nonché la reificazione tridimensionale del concetto astratto di files realizzata utilizzando la Jesmonite.
SCHEDA INFORMATIVA
MOSTRA: Marco Strappato – Over Yonder
LUOGO: The Gallery Apart – Via Francesco Negri, 43, Roma
INAUGURAZIONE: 11/12/2015
DURATA MOSTRA: 12/12/2015 – 13/02/2016
ORARI MOSTRA: dal martedì al sabato 15,00 - 19,00 e su appuntamento
INFORMAZIONI: The Gallery Apart – tel/fax 0668809863 – [email protected] – www.thegalleryapart.it


MARCO STRAPPATO, Porto San Giorgio (IT), 1982. Vive e lavora a Londra.

STUDI
MA Royal College of Art, London (Scultura) (UK)
Brera Academy, Milan (Film e Video) (I)
Academy of Fine Arts, Florence (Pittura) (I)

MOSTRE PERSONALI
2015 Over Yonder, The Gallery Apart, Roma
2013 Not yet titled, The Gallery Apart, Roma
FakeLake, a cura di C. Agnello, Sede Crédit Agricole Corporate & Investment Bank, Milano
2011 La ripetizione, qualora sia possibile, rende felici, (con Marco Bongiorni), The Gallery Apart, Roma
2010 B(b); B(m); B(w), Galleria Placentia Arte, Piacenza
2009 Transmission#2, (con Nark Bkb), a cura di F. Naldi, NT Art Gallery, Bologna

RESIDENZE, WORKSHOPS E PREMI
2014 Workshop con Alberto Garutti, Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Banna (To)
2013 Artist in residence @VIR-Viafarini-in-residence, Milano
2012 13° Premio Cairo, Palazzo della Permanente Milano
2011 Spinola Banna Foundation, (Artist/Tutor Leigh Ledare) Poirino
2008 Real Presence, nKA/ICA, Beograd, (SRB)
2006 Fondazione Il Giardino di Daniel Spoerri. Seggiano
2005/06 LA STERPAIA, communication research centre directed by Oliviero Toscani, Parco di San Rossore

PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE (dal 2010)
2015 Show RCA 2015, Annual Graduate Show, Royal College of Art, Londra
this place is really nowhere, a cura di C. Ongaro (Jupiter Woods), Jupiter Woods, Londra
Praestigium Contemporary Artists from Italy, Progetto Imago mundi/Collezione Luciano Benetton, a cura di L. Beatrice, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Mappa dell'arte nuova, Imago Mundi - Luciano Benetton Collection, Fondazione Cini di Venezia (I)
Pause Patina, Camden Arts Centre, Londra
On Landscape #2, Matèria, Roma
RCA Secret 2015, RCA, Dyson Building, Londra
Latching Firm (film night), Camden Arts Centre, London
60 disegni per i 10 anni della Fondazione Pastificio Cerere, Fondazione Pastificio Cerere, Roma
2014 Èdra. Connecting Landscapes, a cura di C. Stolfi, Ambasciata del Brasile, Roma
Concrete Ghost, a cura di C. Caliandro, American Academy, Roma
Work-in-Progress Show, Royal College of Art, Kensington Venues, Londra
RCA Secret 2014, Royal College of Art, Battersea, Londra
AMALASSUNTA COLLAUDI. Dieci artisti e Licini, a cura di C. Caliandro, Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, Ascoli Piceno
2013 Le lacrime degli eroi, VideoArtVerona, a cura di E. Comuzzi e A. Bruciati, Centro Audiovisivi di Verona|Biblioteca Civica – Sede dell’Archivio Regionale di Videoarte del Veneto
The crisis of confidence, Victoria Art Center for Contemporary Cultural Production, Bucarest
Open Studio VIR Viafarini-in-residence, VIR Viafarini-in-residence, Milano
2012 13° Premio Cairo, Palazzo della Permanente, Milano
VERSUS XVIII, a cura di F. Referza, Velan Center for Contemporary Art, Torino
Videorover: Season 4, a cura di R. Steinberg, NURTUREart Gallery, Brooklyn, NY
Arrivi e partenze Mediterraneo, a cura di E. Stamboulis, Mole Vanvitelliana, Ancona
Mostra annuale 2011, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia
Not Afraid of Beauty, DROME project space, Bruxelles
neon>archivio aperto, a cura di A. Santomauro e V. Estremo, B.go Loreto SP/CRAC, Cremona
2011 The crisis of confidence, a cura di M.Barbieri e L.Baldini, PlacentiaArte, Piacenza
Prague Biennale 5, Praga (CZ)
Guarda che luna!, WRO Art Centre, Wrocław, Polonia
2010 Video.it, a cura di F. Bernardelli, M. Gorni, F. Poli, Fondazione Merz, Torino|Careof-DOCVA, Milano
Se vuoi che questa storia continui…, a cura di A. Bruciati, Neon>campobase, Bologna
Let’s Play, a cura di A. Borgogelli, P. Granata, S. Grandi, F. Naldi, Palazzo Pretorio, Cittadella
Videoreport Italia 08/09, a cura di A. Bruciati, Gc.Ac Monfalcone
Videoart Yearbook 2010, Chiostro di Santa Cristina Bologna
Okay, I have had enough, what else can you show me?, a cura di B. Meneghel, Careof-DOCVA, Milano

The Gallery Apart is proud to present the third solo show dedicated to Marco Strappato (1982, Porto San Giorgio, Italy, currently living and working in London). Strappato’s work deals with the production and distribution of images in the modern age, through a multidisciplinary practice consisting of collage, video, photography and installation. The specific interest for the landscape images - with an extended meaning - is part of a more general research aimed to understand the aesthetic experience of our times (within what is defined the consumer culture), tackling rhetoric debates of authenticity and inauthenticity, exotic and familiar, artificial and natural. The sculptural side of Strappato’s work is based on an utilitarian relationship with the objects that are part of his installations. Whether they are plinths, concrete beams, marble sphere or video screens, these objects always play an ancillary role compared to the primary objective, that of the assimilation of the image and of its reproduction based on new meanings.
Over Yonder brings together the works produced during the last months spent at the Royal College of Art in London and the new series of works, conceived and produced during the artist-in-residence at qwatz in Rome, inspired by the 1985 album by Italian songwriter Franco Battiato titled “Mondi lontanissimi”, where journey represents the central theme, both across the Earth and the space, and therefore the meeting with other new “possible” landscapes. In this regard, the main source of inspiration, on which the artist also draws for the title of the exhibition, is The Wild Blue Yonder, a 2005 film directed by Werner Herzog that narrates a typically science-fiction story, but shot in a mock-documentary style and making full use of archive images to which a new and different meaning is attributed. This is exactly what Strappato does in his work, triggering off short circuits between the signifier and the signified. It is from this need to go beyond the mere recognition of the object or of the image that the artist takes the expression over yonder, which sometimes is used in place of the more common over there, but with a slightly different meaning, as it refers to the location of a thing that cannot be seen readily by the speaker. Herzog represents an essential reference for Strappato, so much that a quotation of the German director opens the statement of the artist: We are surrounded by worn-out images, and we deserve new ones. Perhaps I seek certain utopian things, space for human honor and respect, landscapes not yet offended, planets that do not exist yet, dreamed landscapes. Very few people seek these images today which correspond to the time we live, pictures that can make you understand yourself, your position today, our status of civilization. I am one of the ones who try to find those images.
Strappato is constantly researching images to be used as words, images that represent the landscape in all its possible forms. The work and thought underlying Over Yonder have opened up new iconographic horizons, allowing him an exploration of the universe according to a personal science-fiction mythology that feed on those who, like Franco Battiato, have already made this mysterious, transcendental cultured, Dante-inspired journey, though in a musical context but with the same capacity to evoke images. Herein lies the reference, to the limit of appropriation, to the album Mondi lontanissimi, with Strappato shares the yearning for research, fascination with the unknown, the new, the unfamiliar, the exotic, in a word the fascination with the inconnu.
Over Yonder is a succession of explicit references and intellectual cross-references to experiences of visions related to the journey, even interplanetary, confirming a tendency for abstraction that leads us to mental or only dreamed landscapes. To see, today more than ever before, means also seeing though technology, cables, mechanical arms, audio and video devices are left in plain sight by Strappato, which then become integral parts of the artworks. The reference to the surfaces of these devices (smartphones, iPads, TV screens, monitors) recurs also when it is aimed to evoke thresholds to cross towards the infinite or digitally created sunsets. Thereby the black mirrors are created, reflecting those devices when they are turned off or in stand-by. Their aspect ratio is usually 16:9, which has become the most common format in the production and distribution of images and that are often arranged vertically on a monitor in order to highlight the passage from the traditional horizontal panoramic picture frame to that of the mobile phone or of the scrolling down of the Web pages.
Strappato’s research has evolved as he attaches more importance not only to the landscape as content, but also to the formalisation of the work of art, showing great openness to the use of the materials and a with a keen sense of aesthetics supported by unpredicted references to art history. Thus, besides the algid perfection of the mirroring surfaces, of the hi-tech devices, of the refined frames, the artist uses spray paint, the transformation of broken–down old office file cabinets in bodies evoking as many classic sculptures, as well as the three-dimensional reification of the abstract concept of files through the use of Jesmonite.
INFORMATION
EXHIBITION: Marco Strappato – Over Yonder
VENUE: The Gallery Apart – Via Francesco Negri, 43, Rome, Italy
VERNISSAGE: 11/12/2015
EXHIBITION DURATION: 12/12/2015 – 13/02/2016
OPENING HOURS: Tuesday to Saturday, 3.00 pm – 7.00 pm and by appointment
INFO.: The Gallery Apart – tel/fax 0668809863 – [email protected] – www.thegalleryapart.it


MARCO STRAPPATO, Porto San Giorgio (IT), 1982. Lives and works in London.

EDUCATION
MA Royal College of Art, London (Sculpture) (UK)
Brera Academy, Milan (Film and Video) (I)
Academy of Fine Arts, Florence (Painting) (I)

SOLO EXHIBITIONS
2015 Over Yonder, The Gallery Apart, Roma
2013 Not yet titled, The Gallery Apart, Roma
FakeLake, curated by C. Agnello, Sede Crédit Agricole Corporate & Investment Bank, Milano
2011 La ripetizione, qualora sia possibile, rende felici, (with Marco Bongiorni), The Gallery Apart, Roma
2010 B(b); B(m); B(w), Galleria Placentia Arte, Piacenza
2009 Transmission#2, (con Nark Bkb), curated by F. Naldi, NT Art Gallery, Bologna

ARTIST-IN-RESIDENCE PROGRAMMES, WORKSHOPS AND PRIZES
2014 Workshop with Alberto Garutti, Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Banna (To)
2013 Artist in residence @VIR-Viafarini-in-residence, Milano
2012 13° Premio Cairo, Palazzo della Permanente Milano
2011 Spinola Banna Foundation, (Artist/Tutor Leigh Ledare) Poirino
2008 Real Presence, nKA/ICA, Beograd, (SRB)
2006 Fondazione Il Giardino di Daniel Spoerri. Seggiano
2005/06 LA STERPAIA, communication research centre directed by Oliviero Toscani, Parco di San Rossore

MAIN GROUP SHOWS (from 2010)
2015 Show RCA 2015, Annual Graduate Show, Royal College of Art, Londra
this place is really nowhere, curated by C. Ongaro (Jupiter Woods), Jupiter Woods, Londra
Praestigium Contemporary Artists from Italy, Progetto Imago mundi/Collezione Luciano Benetton, curated by L. Beatrice, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Mappa dell'arte nuova, Imago Mundi - Luciano Benetton Collection, Fondazione Cini Venezia (I)
Pause Patina, Camden Arts Centre, Londra
On Landscape #2, Matèria, Roma
RCA Secret 2015, RCA, Dyson Building, Londra
Latching Firm (film night), Camden Arts Centre, London
60 disegni per i 10 anni della Fondazione Pastificio Cerere, Fondazione Pastificio Cerere, Roma
2014 Èdra. Connecting Landscapes, curated by C. Stolfi, Brasilian Embassy, Roma
Concrete Ghost, curated by C. Caliandro, American Academy, Roma
Work-in-Progress Show, Royal College of Art, Kensington Venues, Londra
RCA Secret 2014, Royal College of Art, Battersea, Londra
AMALASSUNTA COLLAUDI. Dieci artisti e Licini, curated by C. Caliandro, Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, Ascoli Piceno
2013 Le lacrime degli eroi, VideoArtVerona, curated by E. Comuzzi e A. Bruciati, Centro Audiovisivi di Verona|Biblioteca Civica – Archivio Regionale di Videoarte del Veneto
The crisis of confidence, Victoria Art Center for Contemporary Cultural Production, Bucarest
Open Studio VIR Viafarini-in-residence, VIR Viafarini-in-residence, Milano
2012 13° Premio Cairo, Palazzo della Permanente, Milano
VERSUS XVIII, curated by F. Referza, Velan Center for Contemporary Art, Torino
Videorover: Season 4, curated by R. Steinberg, NURTUREart Gallery, Brooklyn, NY
Arrivi e partenze Mediterraneo, curated by E. Stamboulis, Mole Vanvitelliana, Ancona
Mostra annuale 2011, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia
Not Afraid of Beauty, DROME project space, Bruxelles
neon>archivio aperto, curated by A. Santomauro e V. Estremo, B.go Loreto SP/CRAC, Cremona
2011 The crisis of confidence, curated by M.Barbieri e L.Baldini, PlacentiaArte, Piacenza
Prague Biennale 5, Praga (CZ)
Guarda che luna!, WRO Art Centre, Wrocław, Polonia
2010 Video.it, curated by F. Bernardelli, M. Gorni, F. Poli, Fondazione Merz, Torino|Careof-DOCVA, Milano
Se vuoi che questa storia continui…, curated by A. Bruciati, Neon>campobase, Bologna
Let’s Play, curated by A. Borgogelli, P. Granata, S. Grandi, F. Naldi, Palazzo Pretorio, Cittadella
Videoreport Italia 08/09, curated by A. Bruciati, Gc.Ac Monfalcone
Videoart Yearbook 2010, Chiostro di Santa Cristina Bologna
Okay, I have had enough, what else can you show me?, curated by B. Meneghel, Careof-DOCVA, Milano