Marco Strappato – La conquista dello Spazio K

Urbino - 10/08/2017 : 24/09/2017

Mostra personale dell’artista Marco Strappato presso lo spazio k del Palazzo Ducale di Urbino a cura di Riccardo Bandini.

Informazioni

Comunicato stampa

STORIE DAL MARE, STORIE DAL WEB di Riccardo Bandini STORIES FROM THE SEA STORIES FROM THE WEB by Riccardo Bandini


Per un giovane artista contemporaneo il confron- to con la personalità dello spazio K è uno stimolo innovativo alla ricerca poetica, è la propulsione di nuove visioni. A tutta prima Marco Strappato dialo- ga con lo spazio ponendo l’attenzione sul medium utilizzato. Ci racconta la dimensione del viaggio come farebbe un artista classico con opere sculto- ree che testimoniano lo stretto legame con alcuni aspetti formali canonici

Nella veduta d’insieme che caratterizza lo spazio K possiamo leggere le opere di Strappato secondo tre chiavi di lettura che appar- tengono ai termini classici: il paesaggio, il corpo e il ritratto.
Il paesaggio, lo sfondo di questo progetto espositivo, è il continuo rimando alla cultura contemporanea secondo le citazioni di alcune tendenze under- ground come l’Health Goth, matrice che troviamo nel padiglione tedesco dell’ultima Biennale di Vene- zia. Tendenza resa famosa al grande pubblico grazie al web, ovvero la stessa rete in cui l’artista naviga in cerca di suggestioni, storie, come Don Chisciotte perso nella regione de La Mancia. La dimensione virtuale è fonte di suggestione della realtà. L’atten- zione di Strappato per le storie appartenenti al rac- conto del gotico contemporaneo, ai crimini irrisolti, alle ricerche di persone disperse, produce la visione poetica dell’artista.
Il paesaggio è composto dalle storie contemporanee e la risposta più plausibile per l’artista è la creazione di un’opera d’arte autentica, vera. I corpi immersi nel paesaggio sono sculture
tangibili, risultanti dell’esperienza, seppur assente

poiché virtuale, ed entrano prepotentemente nello spazio. Sono figure bianche, idee formate, corpi lignei scolpiti dal mare, questa volta quello vero, il mare reale. I corpi spiaggiati dalla risacca delle onde sembrano ricordi dei gessi visti a Pompei o soggetti principali di istantanee inabissate in un’atmosfera nucleare come poco dopo lo scoppio dell’atomica. Nel mare dell’informazione tutto è possibile, le sto- rie utopiche sono sempre più concrete per i lettori. Come la vicenda del Dott. Canavero, scienziato del fantastico, o fantascientifico, che studiando alcuni esperimenti noti, assieme al suo staff sarebbero in grado di eseguire l’operazione che cambierebbe per sempre il corso biologico dell’uomo. L’obiettivo è
il trapianto della testa e il collegamento del relativo sistema nervoso. Il raffronto con questa suggestione utopistica, ricca di spunti seducenti, pone l’artista nel dovere di rispondere con opere che toccano la tematica tradizionale del ritratto. L’insostenibile ri- cerca, l’utopica realtà del trapianto di testa fa sì che quella parte del nostro corpo diventi un elemento da indossare, la testa diventa un capo.
Le due sfere, rappresentazioni geometriche del- la perfezione, richiamano l’esperienza vissuta a
Palazzo Ducale con Piero della Francesca e sono qui per segnalarci che tutto è vero, per testimoniare la tangibilità reale delle storie e delle evocazioni.
L’interpretazione del viaggio per Strappato è un’emozione che si accende nel grande bacino internet delle ispirazioni e tende lo sguardo verso le realtà sub-urbane, verso gli stili vivi delle città metropolitane.

For a young contemporary artist comparison with the character of k-space is an innovative stimulus of poetic study and the drive behind new visions. At first, Marco Strappato relates with space paying careful attention to the medium used. He recounts the dimension of travel as a classical artist would, with sculptures that show a strong relationship with
formally established aspects. In the picture characte- rizing k-space we are able to read Strappato’s work using three keys which are part of classical terms: landscape, body and portrait.
The landscape, the background of this exposition project, is the continual return to contemporary culture based on references to underground Europe- an tendencies like Health Goth, the matrix found in the German Pavilion at the last Biennale of Venice. This trend was made famous to the general public thanks to the web, in other words the web which the artist surfs searching for ideas and stories, like Don Quixote lost in La Mancia. The virtual dimension is a source of ideas and facts. Strappato’s poetic vision emerges through his attention to contemporary gothic stories, unresolved crimes, and the search for missing persons.
The landscape is composed of contemporary stories, and the most plausible answer for the artist is the creation of a true, authentic art piece. The bodies immersed in the landscape are tangible sculptures, results of experience albeit absent since they are virtual and they enter the space violently. They are white figures, formed ideas, wooden bodies shaped

by the sea; this time it is real, the sea is real. The bodies washed ashore by the undertow of the waves remind us of the cast figures seen at Pompeii, or main figures instantly drowning in a nuclear atmo- sphere like shortly after an atomic blast.
In the sea of information anything is possible, uto- pian stories are evermore concrete for the readers. As in the case of Dr. Canavero, scientist of fantasy, or science fiction, who by studying noted experi- ments with his staff would be able to carry out an operation that could forever change the biological course of man. The objective is a head transplant and the relative connection of the nervous system. The comparison with this utopian suggestion, rich with seducing ideas, places the artist in the position where he must respond with pieces which touch the traditional theme of the portrait. Unsustainable research, the utopian reality of a head transplant creates the reality that the head becomes a part of our body that we wear, like a piece of clothing.
The two spheres, geometric representations of per- fection, recall the experience Piero della Francesca had living at the Palazzo Ducale, and they are here to show us that it is all real, to testify to the actual tactility of the stories and evocations.
The interpretation of the journey for Strappato is an emotion that ignites in the great basin of the internet of inspirations and averts the eyes towards suburban reality, towards the lively styles of metro- politan cities.




Marco Strappato (Porto San Giorgio 1982) è un artista italiano di base a Londra. Il suo lavoro è impegnato in una riconside- razione pressante ed urgente della produzione e distribuzione delle immagini in epoca contemporanea. I lavori più recenti guardano al paesaggio ed alla tecnologia, lo schermo e lo spazio infinito che la tecnologia stessa ci offre; tali tematiche lo porta- no ad interrogarsi su quegli aspetti che potremmo definire del sublime tecnologico.

Ha frequentato il Royal College of Art ottenendo un Master in Scultura. Il suo lavoro fa parte di diverse collezioni pubbliche e private ed è stato ampiamente esposto. Si citano le sue mostre personali presso The Gallery Apart, Roma (2015, 2013); Crédit

Agricol ( progetto di Careof-DOCVA), Milano(2013); Placentia
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Arte, Piacenza (2010).Tra le mostre collettive si ricordano quelle
tenute presso il Palazzo delle Esposizioni (XVI Quadriennale), Roma, The Averard Hotel, Londra, Fondazione Zimei, Pescara, (2016); Pump House Gallery, Londra, Royal College of Art, Londra, Jupiter Woods, Londra, Camden Arts Centre, Londra (2015); Ambasciata del Brasile, Roma, American Academy, Roma (2014); VIR Viafarini in Residence, Milano, Victoria Art Center, Bucarest (2013); NURTUREart, Brooklyn, New York, Drome Project Space, Bruxelles, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2012); Fondazione Spinola Banna, Poirino, WRO Art Center, Breslavia, Prague Biennale 5, Praga(2011), Careof-DOCVA, Milano, Fondazione Merz, Torino(2010).

Marco Strappato (Porto San Giorgio, 1982) is an
Italian-born, London-based artist. His work is engaged with the pressing and urgent reassessment of a contemporary understan- ding of image production and image distribution. His current works are looking at Landscape and technology, the screen and the infinite space in which technology purports to offer, this se- ems to naturally lead to questions of the technological sublime.

He received his MA in Sculpture from the Royal College of Art. His work is included in several private and public collections and has been exhibited widely, including solo exhibitions at The Gallery Apart, Rome (2015, 2013); Crédit Agricol (project by Careof-DOCVA), Milan (2013); Placentia Arte, Piacenza