Marco Demis – Memoria di un cielo chiaro
La Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II è lieta di presentare la personale di Marco Demis, Memoria di un cielo chiaro, a cura di Vera Agosti.
Comunicato stampa
La Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II è lieta di presentare la personale di Marco Demis, Memoria di un cielo chiaro, a cura di Vera Agosti, dal 20 settembre all'11 ottobre 2026.
L'artista ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera e si è successivamente laureato in architettura al Politecnico di Milano. Questa doppia formazione influenza profondamente la sua produzione, che unisce una rigorosa razionalità geometrico-spaziale a una forte sensibilità figurativa.
Come spiega la curatrice, la ricerca pittorica dell’artista si basa su una palette cromatica uniforme che predilige le tinte fredde: bianchi e grigi delicati, azzurri e blu, neri decisi. Con questi colori e un gesto spontaneo e sincero, dal richiamo naïf, Demis raffigura ragazzini e ragazzine che giocano o compiono gesti semplici e quotidiani, come scostarsi i capelli, e guardano tutt'occhi l'osservatore, pur sembrando assenti, in un'atmosfera malinconica e distaccata. Lo sfondo è calato in un ambiente montano o in giardini e cortili. Talvolta è neutro perché l'attenzione si concentra sui volti che occupano quasi totalmente lo spazio della tela.
La sua pittura affonda le radici nella grande tradizione dei Primitivi italiani, ma non mancano richiami al Simbolismo o all'Espressionismo.
Non è forse bianco e grigio anche il cielo di Milano per la maggior parte dei mesi dell'anno? Questi colori così metropolitani ben si stagliano allora nel cuore della città, nella centralissima Libreria Bocca, a pochi passi dal Duomo.
I giochi dell'infanzia ricordano la leggerezza dei nostri momenti passati, ma forse quel grigio lieve e sfumato allude all'adolescenza di tanti giovanissimi contemporanei, dove nuvole di problematiche attuali offuscano le giornate e il futuro.
Nell'immagine guida dell'esposizione, una fanciulla nuda è seduta in un contesto naturale indefinito. Accanto a lei una piccola palla. Come per tutti i personaggi di Demis, ha capelli e occhi scuri. I lineamenti del viso stilizzati richiamano l'arte d'avanguardia del primo Novecento. Una mano sfiora delicatamente l'orecchio, mentre l'altra poggia sul terreno. Le parti superiore e inferiore del lavoro sono dominate da pennellate di grigio, azzurro cupo e blu. La texture fluida del colore crea un effetto che ricorda l'acqua o un paesaggio nebbioso. Lungo tutta la sezione inferiore del quadro sono visibili delle colature verticali, che accentuano l'atmosfera fluida, quasi liquida o piovosa, della tela. Il dipinto gioca molto sui contrasti tra i contorni neri e marcati che definiscono la figura e le campiture di colore più sfumate e materiche dello sfondo. L'opera suggerisce un senso di quiete e introspezione.
Biografia:
Marco Demis (Milano, 1982) vive e lavora a Ponte Nova (Bolzano). Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2002 e nel 2007 ha conseguito la laurea in architettura al Politecnico di Milano. Il suo lavoro è stato presentato in spazi pubblici e gallerie private in Italia e all’estero, musei e fondazioni quali: Museo di Lissone, Triennale di Milano, Palazzo delle esposizioni – Roma, Fondazione Stelline – Milano, Museo Civico Palazzo Volpi – Como, Museo del tesoro di San Gennaro – Napoli, Museo storico di Lecce. Ha realizzato 15 mostre personali in Italia e all’estero e 2 monografie (Altari, Sarò grata ai re). È stato finalista al premio Lissone, premio Italian Factory, premio Suzzara, premio Parati, premio Celeste.