Marco Bettio – Mutando riposa

Milano - 25/09/2013 : 31/10/2013

Curata da Tatiana Martyanova, la mostra personale di Marco Bettio vuole raccontare attraverso i quadri enigmatici una storia. Il senso di questa storia dipende dallo spettatore, il quale dovrà leggere segni all’interno dei paesaggi sospesi nel tempo, tra cielo e terra.

Informazioni

  • Luogo: OPEN ART
  • Indirizzo: Corso Buenos Aires - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 25/09/2013 - al 31/10/2013
  • Vernissage: 25/09/2013 ore 18,30
  • Autori: Marco Bettio
  • Curatori: Tatiana Martyanova
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da Marteì a Domenica dale 10:00 alle 19:30, Lunedì dalle 15:30 alle 19:30

Comunicato stampa

Mercoledì 25 settembre 2013 alle ore 18:30 la galleria Open Art Milano inaugura la nuova stagione presentando l’artista Marco Bettio.

Curata da Tatiana Martyanova, la mostra personale di Marco Bettio vuole raccontare attraverso i quadri enigmatici una storia. Il senso di questa storia dipende dallo spettatore, il quale dovrà leggere segni all’interno dei paesaggi sospesi nel tempo, tra cielo e terra. La mostra “MUTANDO RIPOSA” è composta da una serie di opere di piccolo, medio e grande formato appartenenti al ciclo “LANDSCAPE’S FRAME”, una riflessione sulla pittura a partire dal paesaggio, al quale l’artista lavora dal 2008


Per le vetrine esterne, peculiarità della galleria OPEN ART MILANO, sono state realizzate delle opere site specific.

“Il medium utilizzato (un mix di olio di lino, essenza di trementina e vernice) e il mio modus operandi creano delle textures che si modificano colando lentamente per oltre due giorni dando vita ad immagini impossibili da controllare totalmente. Il risultato è quindi sempre una sorpresa frutto di un azzardo”, dichiara l’artista.

Con il titolo “Mutando riposa”, celebre frammento di Eraclito, Martyanova sottolinea la natura contradditoria e allo stesso tempo armonica delle opere di Bettio. “La mutazione non è altro che un passaggio da uno stato all’altro che non muta la sostanza delle cose. In questo senso il cielo e la terra non sono separati ma condividono lo stesso eterno mutare delle cose nel tempo, lo stesso desiderio di eternità nel fluire del tempo” scrive Francesco Correggia nel testo.