Marco Abbamondi – The Fragility of happyness

Napoli - 09/05/2013 : 26/05/2013

Particolarissime micro-scenografie, 9 opere inedite accompagnano una retrospettiva dell’artista partenopeo che vede per la prima volta raccolto per la serata del 9 maggio l’intero corpo di opere degli ultimi 5 anni.

Informazioni

  • Luogo: VILLA DI DONATO
  • Indirizzo: Piazza Sant'eframo Vecchio - Napoli - Campania
  • Quando: dal 09/05/2013 - al 26/05/2013
  • Vernissage: 09/05/2013 ore 19,30
  • Autori: Marco Abbamondi
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Metti una sera in mostra un artista, una coreografa, una costumista teatrale, un musicista: l'occasione è l'evento spettacolo che si tiene, giovedì 9 maggio 2013 dalle ore 19.30, nella splendida cornice del casino settecentesco di Villa di Donato, a Napoli, per l’inaugurazione della mostra “The Fragility of happyness” di Marco Abbamondi.

Particolarissime micro-scenografie, 9 opere inedite accompagnano una retrospettiva dell’artista partenopeo che vede per la prima volta raccolto per la serata del 9 maggio l’intero corpo di opere degli ultimi 5 anni



Così, nuovamente il poliedrico Marco Abbamondi sorprende i suoi “appassionati” con un cambio di rotta nel suo percorso artistico, presentandosi come: scenografo miniaturista, creatore di micro-installazioni di cartapesta che raccontano storie di vita vissuta, felicità e dolore, ansie e gioie. Abbamondi diviene un affabulatore e un cantastorie adoperando l’unico mezzo che conosce per raccontare e raccontarsi: l’arte di plasmare la materia a suo piacimento.

Ad accompagnare la mostra una coreografia di danze creata appositamente da Gabriella Stazio di Movimento Danza, mentre i costumi teatrali di Sabina Albano introdurranno le opere in un percorso scenico e artistico.



Villa di Donato, Piazza Sant'Eframo Vecchio - Napoli







“ Con le micro sculture di Fragility - spiega la curatrice Cynthia Penna Simonelli - vengono “fabbricate” scene esistenziali, scene che raccontano uno spaccato di vita quotidiana con le passioni, le sofferenze e le gioie di ogni giorno; una quotidianità che diventa universalità attraverso la descrizione dei sentimenti, delle miserie e delle grandezze di ognuno. Nelle opere si alternano bellezza e distruzione, godimento e delirio come due facce di una stessa medaglia, in un unico contesto, esattamente come nella vita, convivono passione e morte. Messaggio chiaramente socio-politico-filosofico il suo che si confronta con una quotidianità che non è locale, ma universale. Una riflessione composta, ma forte, forse cruda, ma profonda, sulla fragilità del nostro vivere e sulla fragilità della nostra felicità”.