Manuela Sedmach – Heimlich

Trieste - 16/05/2015 : 16/06/2015

Il lavoro di Manuela Sedmach (Trieste 1953) racconta questo “Heimlich”, il segreto della condizione umana e la sacralità del rapporto dell’uomo con la natura e quindi con se stesso e la propria libertà. “Cercare di slacciarsi dal pensiero imposto dalla società anche a scapito della propria tranquillità” - spiega l’artista- “è un percorso interiore. Vivere la propria vita - e non quella di altri- presuppone una presa di coscienza e una lotta interiore.”

Informazioni

Comunicato stampa

«HEIMLICH” è una di quelle parole della lingua tedesca racchiudono in sé anche il proprio contrario. Heimlich, segreto è l’intimo, ben protetto focolare, baluardo di sicurezza. Ma nello stesso tempo è anche ciò che è clandestino, assai prossimo, in questa accezione all’Unheimliche, l’inquietante, il perturbante…» Così Ernst Jünger, nel suo “trattato del Ribelle” parlando del bosco come di uno spazio intricato, segreto, pieno di “sentieri interrotti” ricostruisce i meccanismi del nostro “cuore” o come direbbe lui il nostro “petto”, dalla natura caotica, primordiale da non reprimere ma piuttosto da salvaguardare ed esplorare


Il lavoro di Manuela Sedmach (Trieste 1953) racconta questo “Heimlich”, il segreto della condizione umana e la sacralità del rapporto dell’uomo con la natura e quindi con se stesso e la propria libertà. “Cercare di slacciarsi dal pensiero imposto dalla società anche a scapito della propria tranquillità” - spiega l’artista- “è un percorso interiore. Vivere la propria vita - e non quella di altri- presuppone una presa di coscienza e una lotta interiore.”

Dal punto di vista formale, l’artista esprime tutta la complessità della propria ricerca attraverso l’uso della pittura, realizzando suggestive immagini monocrome, variate dai diversi effetti che i suoi tre colori di base, nero, bianco e terra di Siena, producono sulla tela. Il lavoro dell'artista si muove verso l’immutabilità di ciò che è perfetto ma deve confrontarsi con la precarietà di tutte le cose soggette al trascorrere del tempo.
A Trieste l'artista propone -oltre a una grande opera su tela- un ciclo su carta, che riassume la poetica in opere di piccolo formato, quasi il prodotto parallelo di un lungo e infaticabile lavoro autobiografico. “Gli effetti tra una superficie di carta e una tela sono diversi” - spiega l’artista- “ma l’importanza dell’opera e della ricerca è equivalente, sicuramente la risposta del materiale è differente ma il mio messaggio e in qualche modo il mio desiderio rimane, appunto, uguale”

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Manuela Sedmach ritorna ad esporre nella propria città dopo l’ultima personale alla Galleria Torbandena, nel dicembre 2007.
Tra le ultime personali: Manuela Sedmach, curated by Isabella Reale, GAMUD – Civica Galleria d’Arte Moderna, Udine, ITALY; il Revoltella Contemporary Art Museum, Trieste; Destinazione Provvisoria, Galleria Continua / Le Moulin, Boissy-le-Châtel, France; To come back home, Studio G7, Bologna, ITALY; 3G artecontemporanea, Udine, ITALY; The Smak Museum of Contemporary Art, Gent, Belgio; GAMUD, Udine; Galleria Continua, San Gimignan; Studio G7, Tornare a casa, 2009; WHITE ECSILE (Esilio bianco), 3G artecontemporanea, Udine (I); Occhi bianchi, Museo Revoltella, Trieste, Italy
Occhi bianchi, installazione subacquea, Canale di Ponterosso, Trieste, Italy.